No, debbo deludervi: non sto facendo un resoconto storiografico di qualche congresso del Partito Socialista Italiano di inizio '900, così come non mi sto cimentando in un'analisi comparata delle posizioni di Amadeo Bordiga e di Giacinto Menotti Serrati.
Intendo invece parlare dell'ennesima notizia di attualità che denota l'infantilismo e l'estremismo (massimalismo) fine a se stesso della sinistra radicale.
Ecco così che il cosiddetto "pacchetto sicurezza", che dà più poteri ai sindaci (definiti dal linguaggio giurnalistico della carta stampata e dei media, a mio parere una volta tanto giustamente, "sindaci-scieriffo", e che va ulteriormente a restringere i già martoriati diritti civili di questo paese) arriva all'esame del CdM, dove i ministri della sinistra radicale si asterranno (Frazione astensionista). Tutto ciò denota lo scarso, se non assente, senzo civico e delle istituzioni di cui si fa portatrice la sinistra radicale, la quale infantilisticamente ed estremisticamente chiama strumentalmente ogni volta la piazza a manifestare contro Cofferati o il tirannello di turno, ma - pur avendo fatto la non condivisibile scelta di far parte di questo governo - non esprime un voto contrario in sede di CdM, così come non sfiducia il governo che - sempre non condivisibilmente - ssotiene e il quale approva tali misure.
Questo atteggiamento denota chiaramente due cose:
I) l'inconcludente estremismo che rifiuta - a prori, sempre e comunque - la possibilità di prendere in considerazione l'utilizzo, tra gli altri, anche degli strumenti concessi dal parlamentarismo,preferendosi invece astenere al'interno delle istituzioni e scendere comunque in piazza.
II) la scarsa, se non anche qui assente, considerazione che tali correnti infantilistiche ed estremistiche hanno dell'individuo e delle libertà individuali, considerando il primo "numero", contrapponendo ad esso la indistinta "massa", i secondi come "frivolezze liberali" non degni di nota e di attenzione.

Un socialismo democratico che vuole essere ragionevole, a differenza di queste correnti, contro ogni infantilismo ed estremismo della sinistra radicale, deve porre al centro anche il valore dell'individuo e delle sue libertà civili, che non solo non vanno considerate "frizolezze liberali", ma vanno invece protette e, questo sì a differenza dei liberali, rese sostanziali ove non siano solo formali. In secondo luogo un socialismo ragionevole deve assumere che se si decide di prendere parte alle elezioni, e si eleggono propri rappresentanti, questi vengano usati all'interno delle istituzioni per portare avanti le proprie battaglie: cari massimalisti, non ha senso mandare rappresentanti al parlamento se poi non li si utilizzino per contrastare i provvedimenti lesivi delle libertà e dei diritti individuali e collettivi, così come, se proprio si decidesse di prendere parte ad un governo, si deve avere la ragionevolezza di usare il CdM per votare, non astenendosi una volta che si è all'interno; se proprio si decidesse di prendere parte ad un governo si deve avere la ragionevolezza di sfiduciarlo e mandarlo a casa quando questo degenera verso l'autoritarismo.