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Discussione: Magia dell'anello

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    Predefinito Magia dell'anello

    GLI ANELLI NELLA TRADIZIONE ERMETICA
    di Alfredo di Prinzio (Fonte: Heramagazine)

    In tutte le Tradizioni degli antichi popoli gli anelli venivano impiegati per cause e ragioni disparate: anelli magici, pentacolari, protettivi, anelli per favorire la fortuna o il potere, per comandare o per ragioni religiose, anelli con simboli, glifi e nomi sacri che rappresentano Intelligenze geniali, con pietre preziose e forme antropomorfe, quadrati magici, croci, stelle e infinite altre forme.
    Gli antichi egizi incastonavano nell'anello uno scarabeo sacro, simbolo di immortalità.
    Gli gnostici portavano un anello a forma di Ouroboros, il serpente che si morde la coda, simbolo dell'eternità.
    Gli ebrei usavano anelli con una Menorah, ossia il candelabro a sette braccia.
    Gli islamici confezionavano anelli in argento, il metallo concesso dal Profeta Maometto. con Sure del Corano e con quadrati magici planetari.

    Che cos'è però in realtà un anello?
    Semplicemente un cerchio di metallo o di altro materiale che analogicamente non ha inizio né fine.
    " Il cerchio immortale di Dio riceva la mia parola" ripeteva Ermete Trismegisto nel suo" Inno alla Natura".
    Questo significa che un anello è qualcosa di magico, di sacro.
    Infatti, un anello è una forma perfetta, è una totalità, come lo sono lo Zodiaco ed i simboli del Sole e della Luna, come lo sono i Cerchi nel Grano tracciati nei campi, stracolmi di energie per questo attuale mutamento del pianeta Terra.

    Ogni uomo è un" anello" di un'immensa catena "magica" che è l'Umanità.
    Le aureole sopra la testa dei santi, degli angeli e dello stesso Gesù sono anelli di luce.
    E quale migliore anello di quello posto sul capo della Vergine, con incastonate dodici stelle che la consacrano Madre del Cielo della Terra e dell'Universo intero?
    Allora esaminiamo un anello, che può essere anche un bracciale, una corona, una cintura.
    E' stato già detto che è un cerchio, e se il centro non è indicato, non è conosciuto né conoscibile, allora rappresenta l'Infinito Indefinibile.

    E' Dio Astratto, Dio prima e al di fuori del Cosmo." E' Tutto, è Uno, è Uno e Tutto in Uno".
    Invece, un cerchio il cui centro è indicato - in questo caso il dito che penetra nel cerchio è l'Infinito Definibile, è Dio Creatore, Causa e Causatore, l'Androgino sacro, Padre e Madre, positivo e negativo insieme che uniti come in un amplesso sacro creano un'energia neutra equilibrante,ossia la manifestazione di una terza energia in questo piano materiale.
    Anello e dito; negativo, discoidale, piatto, rotondo, acquatico e femminile il primo; positivo, penetrante, simile ad un obelisco, fallico e maschile il secondo.

    Sono il numero Uno e lo Zero che insieme, uniti, formano il numero lO che nei Tarocchi non rappresenta solamente il fuoco, ma anche"/a Ruota diluf',volgarmente l'Arcolaio o Ruota della Fortuna. Così abbiamo una totalità con il numero 10, perché, come in questo numero,anello e dito si compenetrano e complementandosi a vicenda si realizzano attivandosi,e da questa unione simile a una copula nasce la " virtù" che opera secondo il volere del creatore dell' anello che," consacrandolo", gli trasferisce una qualità e un'anima.
    Infatti, un anello può "incatenare" o "legare" un soggetto ad una qualunque situazione desiderata utilizzando la magia, bianca o nera che sia, come azione benefica o malvagia. Nel mito di Prometeo, si narra che Zeus avesse permesso, allo stesso Prometeo, di portare un anello di ferro con incastonato un frammento delle pietre del Caucaso, il medesimo luogo, dove egli soffrì il castigo, cosìnon avrebbe dimenticato mai la pena inflitta da Zeus per aver aiutato gli uomini.

    Nell'Ordine Massonico, ogni singolo fratello, a prescindere dal grado,è un simbolico anello di una immensa catena Magico-Iniziatica, la cui origine si perde nel profondo passato. Addirittura sembra che ebbe origine all'epoca del Re Giusto Salomone e del suo architetto Hiram; altri sostengono ancora molto prima.
    Infatti, dentro i templi massonici è sovente rappresentata, distribuita tutt'attorno al muro nella parte superiore, una corda dorata con tantissimi nodi d'amore volta a raffigurare questa" catend', sublime ideale di Fratellanza Universale.
    Anche in quest'Ordine il "Maestro" che arriva al trentatreesimo grado del rito Scozzese:' Sovrano Grande Ispettore Generale", riceve in dono un bellissimo anello d'oro decorato con 33 piccole piramidi, come riconoscimento della perfezione raggiunta e per manifestare tutto il suo potere.
    Questa simbologia sta a significare il patto con il proprio Mercurio-Intelligenza, e la ri-salita dai propri Inferi verso il Cielo-celato della propria coscienza, cammino che si fa percor-rendo una scala di 33 gradini, immagine della propria colonna vertebrale.

    Così un "Maestro" arrivato a questo traguardo possiede la Conoscenza Totale perché si suppone che abbia perfezionato ogni stadio del suo essere.
    Gesù fu l'esempio di un simile processo e l'aureola di luce attorno alla sua testa sta a significare il massimo grado che un uomo può raggJungere.
    Nella Chiesa Cattolica gli anelli hanno grande importanza e sono un segno di riconoscimento poiché indicano il grado di chi li porta, anche per sigillare la mistica unione del prelato con la sua Chiesa come un sacro matrimonio.
    Ad un Papa appena eletto viene, infatti, consegnato l'anello Pontiflcale del "Pescatore" come un simbolo di continuità; tale tradizione ebbe inizio proprio con lo stesso San Pietro.
    Così ugualmente vescovi e cardinali hanno propri anelli con incastonate pietre preziose diverse che corrispondono alloro rango.


    Anello massonico - Immagine tratta dal sito http://www.sacredsmith.com/

    C'è un altro simbolo che rappresenta la stessa valenza, ed è di ordine sacerdotale ovvero l'Uovo Orphico, il quale,è legato allo gnosticismo ed al cattolicesimo; fu usato nei monasteri degli Abati e delle Badesse,si troua anche come medaglia della Santa Vergine, uolgarmente lo si chiama "Vesica Pisces", e rappresenta la forma femminile per eccellenza.
    Tornando alla forma circolare, spesso identificati come "anelli di protezione" sono i muri di cinta delle città medievali, i quali forniuano una protezione a tutto l'abitato e le difendevano dagli attacchi dei nemici.
    Nella mitologia Atlantidea si dice che Poseidia, la città capitale di Atlantide fosse stata eretta all'interno di tre anelli concentrici,come la città di Akhenaton sulle riue del Nilo.
    Qui è rilevabile uno dei significati più importanti: di questo magnifico talismano: Protezione! Nella setta caucasica degli Yezidi, il cerchio ha un immenso potere di vita o di morte.

    Si tramanda che, se attorno ad un "fratello" della Setta qualcuno traccia un cerchio, il malcapitato morirà perché la forza magica dell'anello gli impedirà di uscire. L'unica possibilità di salvezza è che l'autore del cerchio ne cancelli una parte in modo tale che l'incantesimo si interrompa, creando così una porta.
    Seguendo questa Tradizione anche gli ufficiali delle SS naziste avevano il loro anello" magico" decorato con un teschio e tibie incrociate, rune di potere e con la firma di Himmler nella parte interna.
    In questo caso l'anello è un segno di riconoscimento e di appartenenza ad un gruppo.
    Forse questi ultimi si sono ispirati ai loro miti nordici e a Wagner nella sua opera "L'anello dei Nibelunghi'.
    Dopo aver passato in rassegna le più diverse utilizzazioni di questo simbolo, il cerchio, possiamo ora trattare dell'uso più frequente che se fa ovvero "l'anello di matrimonio".
    GIi anelli vengono scambiati reciprocamente e coloro che contraggono questo impegno sigillano per sempre il loro amore, la loro unione.

    Nei riti matrimoniali ebraici, l'uomo consacra la donna mettendole l'anello nell'indice della mano destra.
    La stessa Tradizione vuole due tipi di anelli.
    Il primo anello delle essere rotondo e d'oro, invece, il secondo è in argento con la parte esterna quadrata e quella interna rotonda.
    Questo tipo di anello è così strutturato per rispettare i dettami della Kabbalah, perché nell'albero Sephirotico rappresenta la Misericordia espressa daIl' argento.
    lnvece, il primo d'oro è il Rigore.
    Per gli antichi il cerchio o anello era quasi sempre talismanico, con poteri magici, protettivi, di guarigione, di protezione, impiegato anche per esaltare una qualità o virtù e addirittura per realizzare legami d'amore.
    Per esempio l'anello del Re Salomone. E' una credenza musulmana che i Giudei, per ordine di Dio, diedero a Salomone questo magico anello.

    Questo dono conferiva al re il pieno potere sui quattro elementi, sui demoni e gli angeli, poteva volare, parlare con gli uccelli e altri animali e addirittura si serviva di passerotti per inviare messaggi alla regina di Saba.
    Nell'antica Grecia erano molto ricercati anelli con i profili di diverse divinità, alle quali, corrispondevano e si attribuivano differenti virtù.
    Le principali erano, certamente, allontanare il male e donare la salute.
    Nell'Impero Romano era una consuetudine portare anelli con l'effigie della dea Salus, incisa in una corniola.
    Nel medioevo si vendevano anelli magici con valore curativo per proteggersi dalla peste.
    E uno che se ne intendeva era Paracelso, il quale, conoscendo il moto dei pianeti e le cifre o segni delle Intelligenze celesti, raccomandava i suoi talismani e anelli magici, per le più svariate situazioni, specialmente per guarire le malattie.
    Ma la simbologia dell'anello non riguarda unicamente la sfera umana, infatti, è impiegata anche fra gli animali.
    Mi capitò da bambino di osservare un fatto curioso. Successe nella campagna argentina.
    Tutti sanno che i serpenti si nutrono di piccoli roditori ed altri animali, inclusi i rospi.
    In quell'occasione però il malcapitato rospo incontrando il suo mortale nemico, il serpente, che dormiva beatamente al sole, mise in opera la sua strategia.

    Seguendo i dettami di antico proverbio: "La miglior difesa è l'attacco", "tracciò" attorno al dormiente un anello di una schiuma che lui stesso secerneva, dopo pochi attimi si fermò ad una certa distanza per osservare il suo acerrimo nemico. Bene, il potente serpente morirà dentro quel "magico anello" perché incapace di scavalcarlo, per la gioia dell'inoffensivo rospo.
    Concludendo, posso affermare che i tipi di anelli sono tanti, di foggia e forma diverse, fatti con i più svariati metalli, puri o legati fra loro, con pietre dure o preziose, però la cosa che più conta è chi lo realizza, perché per attivare il potere del talismano, l'anello dovrà essere realizzato da un vero alchimista con conoscenza e potere sui quattro elementi e soprattutto dovrà possedere il verbo per l'attivazione e consacrazione finale; e "dulcis in fundo", in questo tempo di grandi cambiamenti, sta divenendo universale un famoso anello chia-mato in diverse maniere: l' "anello di Luxor" , del faraone o atlantideo e che stranamente ha potere di protezione contro le onde elettromagnetiche prodotte dai telefonini, computer. e reti elettriche, le quali, generano invisibili campi magnetici. Forse, questo dono, si deve ai " Signori degli Anelli", che mossi a pietà dalle umane gesta, hanno voluto con questo anello proteggerci dalle nostre stesse "trappole" presenti in questo tempo di chiusura di "ciclo".

    http://www.angelsofmars.it/anelli/anelli%20D1.htm
    http://www.angelsofmars.it/anelli/anelli%20D2.htm

    Dal sito http://www.angelsofmars.it/

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  2. #2
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    L'ESOTERICO ANELLO DI FEDERICO II DI SVEVIA


    L’Anello è soprattutto un "simbolo", a volte un simbolo esoterico: un simbolo che - come accennato - riconduce anche all'idea di Eternità, di Infinito, di Tempo Ciclico, come l'Ouroboros, il "Serpente che divora la propria coda", o di Perfezione, come appare in una Bibbia del XIII secolo, in cui Dio protogeometra crea l'Universo dando origine ai vari elementi che lo compongono utilizzando il compasso.

    Riguardo l'Anello" esoterico "vorrei, quindi, concludere questo nostro excursus storico - necessariamente breve - con l'osservazione fatta da uno studioso italiano, Lello Capaldo, riguardo una lettura "simbolica" sia di Castel del Monte sia di un particolare anello rinvenuto durante la ricognizione del sepolcro di Federico II di Svevia.

    Capaldo afferma - ma non è certamente il solo - che Castel del Monte è un simbolo e la sua complessa struttura dove l' "Ottagono" compare ovunque, deve essere intesa come passaggio dalla Terra al Cielo, una via per avvicinarsi all'Assoluto, alla Divinità.
    Federico II fu incoronato nella cappella palatina di Aquisgrana a pianta ottagonale, in una sala illuminata da un lampadario a struttura ottagonale e ottagonale era la corona che gli venne imposta.

    Nel 1782, durante la ricognizione della salma del sovrano di Svevia, tal Danieli, pubblicò una precisa relazione dell' avvenimento, corredandola di un suggestivo disegno della mummia, conservatasi perfettamente.
    Lello Capaldo ci fa notare che, dal disegno del Danieli, si nota la presenza - all'anulare destro dell'Imperatore - di uno splendido anello, con il castone costituito da uno smeraldo posto al centro di otto "petali".


    Particolare del disegno di F. Daniele che ci permette di vedere
    il sigillo "ottopetalo" al dito anulare della mummia di Federico II

    Invano sono state cercate nella cancelleria imperiale tracce di questo anello sigillare: forse l'anello di Federico II rappresentava un simbolo segreto, esoterico, necessario a farsi riconoscere - come "iniziato" - da altri "confratelli". Lo stesso simbolo compare anche sulle borse da caccia portate dal sovrano e da altri suoi familiari, com'è possibile osservare nell'affresco della chiesa di S. Margherita a Melfi.

    Lello Capaldo conclude le sue osservazioni confrontando l'ottagono di Castel del Monte, il sigillo "ottopetalo" di Federico Il e le varie figure ottagonali - quali i Mandala, che in sanscrito significa "Cerchio", o alcuni rosoni delle Cattedrali - come simboli di equilibrio e di perfezione. Perfezione ed equilibrio - elementi caratteristici dell'Anello - a cui si ispirò, forse, Dante per concepire, basandosi anche sulle concezioni tolemaiche e sulla "Scolastica" di S. Tommaso d'Aquino, il suo "Empireo" , poiché, per rimanere in tema: "Dentro a l'ampiezza di questo reame casual punto non puote aver sito, se non come tristizia o sete o fame; ché per l'eterna legge è stabilito quantunque vedi, sì che giustamente ci si risponde da l'anello al dito...". (Dante, Paradiso, Canto XXXI/, 52-57)

    Roberto Volterri, fonte Heramagazine

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  3. #3
    cimabue76
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    Una leggenda araba pubblicata da Florian Pharaon nella Storia di Napoleone III in Algeria fa venire i nostri numeri da una sigla che la tradizione vuole già incisa sull'anello di Salomone, il Re passato nella « Storia » come simbolo dì saggezza e di sapienza.
    Questa sigla rappresenta un quadrato diviso da due diagonali, e infatti tutte le cifre della nostra numerazione sono frammenti di detta sigla:



    Alcune linee rette di queste cifre divennero curve:


    Mi parve che le cifre 4, 5, 7 delineassero meglio aggiungendo alla sigla originale una linea orizzontale e una perpendicolare intersecantesi al centro con le diagonali:


    Iscrivendo il rombo nel quadrato ottenni il numero 4
    esattamente come lo facciamo noi:


    Data questa conoscenza volli provare se dalla sigla incisa sull'anello di Salomone potessero pure risultare le lettere, e mi avvidi che in essa v'è il germe del nostro alfabeto:



    Evoluzione delle linee rette in linee curve - Caratteri corsivi.

    Il circolo crociato ebbe lo stesso valore del quadrato crociato, che coi suoi quattro punti equidistanti sulla circonfe renza, ha di comune con questa il centro e il raggio. Altrettanto si dica del triangolo equilatero.

    Abbiamo già incontrato nei segni alfabetiformi dei popoli primitivi sigle letterali a forma di circolo col punto nel mezzo o tagliato diagonalmente, o crociato; ci sfilarono dinanzi circoli concentrici e semicerchi, con o senza termini, nonché circoli divenuti ovali, romboidali, quadrati, pur serbando lo stesso valore di significazione; perciò non fu parto di mia fantasia l'aver assoggettato le linee rette a divenir curve. Le trasversali nel circolo furono anche curvate com'è carattere della Svastica Coreana a due, tre, quattro e più raggi:



    Riunendo i raggi della Svàstica e della Sauvàstica (simbolo di cui i raggi rotano in senso opposto della Svàstica), si ottennero le volute e gli svolazzi di tutti i caratteri:


    Con il cifrario doppiamente crociato ottenni TUTTE le lettere meglio delineate e perpendicolari.

    Ecco come sono nati TUTTI gli alfabeti del mondo !
    Tratto da: L'alfabeto Sacro, di Gennaro d'Amato - F.lli Melita Editori

    http://www.mednat.org/tecniche_spir/linguaggio.htm

  4. #4
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  5. #5
    cimabue76
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    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
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