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Rif: Pensioni
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Originariamente Scritto da
jack
Ah, portare l'aliquota contributiva dal 33% al 25% circa?
Parlavo di pippe perché la cornice per quelle cose è uno schema a capitalizzazione individuale e visto che ci troviamo in Italia bla bla bla..
no, dico di tagliare le pensioni.
ridurle.
a un professore che è in pensioni oggi con un netot mensile di 1750 euro gliene darei 1200-1300
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Rif: Pensioni
Citazione:
Originariamente Scritto da
-Duca-
no, dico di tagliare le pensioni.
ridurle.
a un professore che è in pensioni oggi con un netot mensile di 1750 euro gliene darei 1200-1300
nella patria del diritto acquisito ?
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Rif: Pensioni
Citazione:
Originariamente Scritto da
L'anticristo
nella patria del diritto acquisito ?
qua però siamo sul forum economia, non su quello di politica nazionale..
inoltre noi non dobbiamo prendere i voti di nessuno.:giagia:
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Rif: Pensioni
Citazione:
Originariamente Scritto da
-Duca-
qua però siamo sul forum economia, non su quello di politica nazionale..
inoltre noi non dobbiamo prendere i voti di nessuno.:giagia:
anch'io ho fatto la medesima proposta.
ma quelli che decidono stanno su politica nazionale...
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Rif: Pensioni
Citazione:
Originariamente Scritto da
-Duca-
a)se utilizziamo il metodo contributivo l'età pensionistica è irrilevante..
posso andarci anche a 50 anni ma avrò 300 euro di pensione. se uno se la sente di lavorare fino a 80 invece avrà una pensione ben più alta.
b)aliquote contributive, anche qua, andrebbe lasciata maggior libertà ai singoli, in modo da calibrare versamenti ed età pensionabile in maniera maggiormente personalizzata. per quanto riguarda i coefficienti attuariali anche qua farei decidere al singolo, agganciare al costo della vita significa investire su qualcosa di indicizzato all'inflazione, come alcuni etf monetari, rendimenti delle pensioni fuori mercato significa debito pubblico, tasse aggiuntive, e rogne per i giovani.
c)la previdenza complementare è piuttosto costosa, alte commissioni, meglio arrangiarsi accantonando risparmio privatamente, allo stato attuale. (stò parlando della previdenza complementare offerta da banche e assicurazioni, non quelle di categoria, che a occhio credo siano un po' meglio)
Concordo anche io su tutti e tre i punti.
In particolare per quanto concerne al punto C: purtroppo la previdenza complementare offerta dalle banche è effettivamente costosa, quantomeno se ci riferiamo ai Piani Individuali di Previdenza (PIP), che hanno un TER mediamente superiore al 3%. Un po' diversa, invece, è la situazione riguardante i fondi aperti, anch'essi offerti da banche e assicurazioni, ma con costi più contenuti, più vicini ai fondi chiusi in termini di TER.
Proprio alla luce di questi aspetti, tu regolamenteresti la previdenza complementare e/o la incentiveresti in qualche modo?
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Rif: Pensioni
Citazione:
Originariamente Scritto da
Marvel
Concordo anche io su tutti e tre i punti.
In particolare per quanto concerne al punto C: purtroppo la previdenza complementare offerta dalle banche è effettivamente costosa, quantomeno se ci riferiamo ai Piani Individuali di Previdenza (PIP), che hanno un TER mediamente superiore al 3%. Un po' diversa, invece, è la situazione riguardante i fondi aperti, anch'essi offerti da banche e assicurazioni, ma con costi più contenuti, più vicini ai fondi chiusi in termini di TER.
Proprio alla luce di questi aspetti, tu regolamenteresti la previdenza complementare e/o la incentiveresti in qualche modo?
incentivarla è già abbastanza incentivata, detrazioni fiscali ad es..
un problema è la tassazione, mi pare sia flat al 25% quando queste pensioni vengono erogate, mentre plusvalenze e dividendi vengono tassati al 12,5%.. ergo una detassazione farebbe bene.
credo che per abbassare i costi di gestioni bisognerebbe liberalizzare maggiormente il settore, ad esempio eliminando i vincoli di categoria professionale per aderire ai diversi fondi.
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Rif: Pensioni
Citazione:
Originariamente Scritto da
-Duca-
incentivarla è già abbastanza incentivata, detrazioni fiscali ad es..
un problema è la tassazione, mi pare sia flat al 25% quando queste pensioni vengono erogate, mentre plusvalenze e dividendi vengono tassati al 12,5%.. ergo una detassazione farebbe bene.
credo che per abbassare i costi di gestioni bisognerebbe liberalizzare maggiormente il settore, ad esempio eliminando i vincoli di categoria professionale per aderire ai diversi fondi.
La tassazione finale, se non sbaglio, dovrebbe essere del 15%, diminuita dello 0,3% per ogni anno successivo al 15°, con un minimo del 9%.
Il capital gain gode della tassazione agevolata all'11%.
Effettivamente l'idea di eliminare i vincoli tra i fondi di categoria mi sembra interessante, considerando anche la differente qualità di gestione dei fondi chiusi, in parte da imputarsi al fatto che, ad esempio, a fronte di molti aderenti nel settore metalmeccanico (cometa), ci sono pochi aderenti al fondo per i dipendenti del commercio (fonte), per cui i gestori avendo masse diverse a disposizione hanno anche differenti opportunità nella selezione dei titoli. Ciò che è certo è le differenze anche sensibili tra i costi i gestione fra i vari fondi non sono giustificate da una maggiore qualità di gestione per chi applica maggiori oneri.