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Originariamente Scritto da
Schiffsbauer
Potevate rimanervene a casa vostra invece di venir a rompere gli zebedei a noi.
E vergognati tu, e tutti quelli come te che a seguito di un re da burletta avete realizzato il primo grande voltamento di gabbana della storia italiana moderna schierandovi per mere ragioni di convenienza con francesi e inglesi dopo aver rotto pretestuosamente un'alleanza recentemente firmata.
Forse sciaboletta stava facendo assieme al suo amico badoglio le prove per il 43.
Accidenti come lo ha imparto bene l'Italiano il krucco...:D:D:D:D, hai visto che novantanni di occupazione italofona ha imparato qualcosa...
Guarda non avete certamente pagato a sufficienza per le rotture che ci avete dato per secoli, per l'occupazione del Veneto Trentino Lombardia, e per il vostra tracotante spocchia germanofona, che il re d'operetta e la sua dinastia vi ha fatto ingoiare nelle guerre di indipendenza, e nella prima guerra mondiale...
I generali austriaci sono arrivati a supplicare la resa, io avrei fatto occupare pure Vienna, dato che voi siete stati degli sgraditi ospiti a Milano..
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Citazione:
Originariamente Scritto da
scomunist
Accidenti come lo ha imparto bene l'Italiano il krucco...:D:D:D:D, hai visto che novantanni di occupazione italofona ha imparato qualcosa...
Guarda non avete certamente pagato a sufficienza per le rotture che ci avete dato per secoli, per l'occupazione del Veneto Trentino Lombardia, e per il vostra tracotante spocchia germanofona, che il re d'operetta e la sua dinastia vi ha fatto ingoiare nelle guerre di indipendenza, e nella prima guerra mondiale...
I generali austriaci sono arrivati a supplicare la resa, io avrei fatto occupare pure Vienna, dato che voi siete stati degli sgraditi ospiti a Milano..
superquoto
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Originariamente Scritto da
Paolo Paolini
superquoto
la cosa assurda che l'utente Schiffsbauer, deve essere... di etnia italofona... e dovrebbe capire che i suoi antenti sono andati a combattere nell'esercito di Francesco Giuseppe per non finire dietro un plotone d'esecuzione....
Dovrebbe fare delle ricerche su come venivano trattati i sudditi di lingua italiana, sopratutto nell'esercito imperiale... poi sul fatto di essere italiani o meno posso anche condividere, ma essere padroni a casa propria, e sul Trento e Trieste comondavano solo i tedeschi---:-01#44:-01#44:-01#44, uno al massimo potrebbe rimpiangere la serenissima, ma il governo imperiale austrico mi sembra troppo...
Anche nel Canton Ticino l'etnia è italiana al 100%, ma son ben felici di comandare a casa propria, e non son certo i germanofoni a dettar legge...
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Savoia!
Citazione:
Originariamente Scritto da
Schiffsbauer
Per rispondere alla prima parte, ti invito a distinguere cio' che e' giusto da cio' che e' opportuno. Spesso fare la cosa opportuna ti porta dei vantaggi, ma non certo la reputazione di persona corretta.
Come cosa c'entra ? sciaboletta era il re d'italia...se quello ti e' sembrato un comportamento da sovrano mi spiace ma non sono d'accordo. Persino quelli che vendono sigarette di contrabbando fuori dai bassi di Napoli hanno un concetto piu' alto della moralita'.
Cefalonia e' successa a causa del loro comportamento, e cosi' tanti altri episodi a cui non e' stato dato risalto.
E la migrazione della flotta al sud ? Ma per favore....certo che l'Italia e' diventata un casino, ma la colpa e' stata della precipitosa fuga di chi anche a costo della propria vita avrebbe dovuto tutelare i propri sudditi. Ti ricordo che l'8 settembre in Italia c'erano due, diconsi due, divisioni tedesche a riposo in retrovia, e non sarebbe stato difficile uscire dalla guerra in modo pulito con un filo di vigliaccheria in meno. Ma uscire dalla guerra e' un conto, schierarsi con l'avversario un altro.
Il re d' Italia è stato un fulgido esempio di vigliaccheria reale dato che si è dato alla fuga lasciando l' esercito a farsi macellare dai tedeschi. Idem per buona parte dello stato maggiore italiano dell' epoca.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
scomunist
la cosa assurda che l'utente Schiffsbauer, deve essere... di etnia italofona... e dovrebbe capire che i suoi antenti sono andati a combattere nell'esercito di Francesco Giuseppe per non finire dietro un plotone d'esecuzione....
Dovrebbe fare delle ricerche su come venivano trattati i sudditi di lingua italiana, sopratutto nell'esercito imperiale... poi sul fatto di essere italiani o meno posso anche condividere, ma essere padroni a casa propria, e sul Trento e Trieste comondavano solo i tedeschi---:-01#44:-01#44:-01#44, uno al massimo potrebbe rimpiangere la serenissima, ma il governo imperiale austrico mi sembra troppo...
Anche nel Canton Ticino l'etnia è italiana al 100%, ma son ben felici di comandare a casa propria, e non son certo i germanofoni a dettar legge...
Sbagliato caro il mio sapientone, su tutta la linea.
L'italiano lo so perche' non c'e' alternativa...quando ci sono andato io c'era solo quello, le scuole slovene erano state aperte da pochissimo ed erano pessimamente organizzate, e le scuole tedesche inesistenti.
Quanto ai coscritti austro-ungarici, la maggior parte era mossa da autentico sdegno per il voltafaccia italiano e combattere il nemico secolare era considerato doveroso.
Quanto al modo in cui erano trattati i sudditi di lingua italiana posso citarti diversi personaggi, tra cui uno degli aiutanti di campo dell'imperatore: il barone von Margutti, che avevano fatto splendide carriere nell'esercito e nell'apparato burocratico imperiale...quindi non venire a spacciare le tue balle propagandistiche che forse attaccavano negli anni venti, ora non se le beve piu' nessuno le veline del Minculpop.
Quanto alla Serenissima, era cosi' ben vista da queste parti da convincere il libero comune di Trieste a giurare fedelta' al duca d'Austria nel 1382 proprio per evitare le grinfie di Venezia...vedi tu
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Citazione:
Quanto ai coscritti austro-ungarici, la maggior parte era mossa da autentico sdegno per il voltafaccia italiano e combattere il nemico secolare era considerato doveroso.
Perchè non sapevano della fedeltà dello stato maggiore austriaco... dimenticavo guarda che il motto che hai scritto porta sfiga, quella corazzata ve la abbiamo affondata.
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Originariamente Scritto da
Max50
Durante la seconda guerra mondiale nessuno ha usato gas in battaglia.
Quello a cui ti riferisci è la guerra di Etiopia (1936) , nella quale tali sostanze tossiche vennero massicciamente usate dall'esercito fascista di Badoglio e Graziani , sia sparati con granate dall'artiglieria , sia lanciati con bombe dall'aviazione.
Da ricordare che l'esercito del Negus contro cui vennero usate , era per buona parte armato di archi , lance e frecce , e a loro volta non avevano sicuramente il gas.....
Fu uno dei massacri peggiori del novecento.....
infatti mi riferivo a quello, so che badoglio doveva essere processato pero la guerra fredda ecc
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per ritornare a caporetto, un articolo interessante
Archivio AlinariData: 24 ottobre 1917, cioè 90 anni fa. Ora: le due di notte. Luogo: un bunker dell'alta valle dell'Isonzo, appena fuori da un lindo villaggio alpino che allora si chiamava Plezzo e oggi Bovec, perché non è più in Italia ma in Slovenia. In quel luogo e a quell'ora partì una cannonata che cambiò il vocabolario della nostra lingua: da allora il nome Caporetto (neologismo usato per indicare un paese delle Alpi Giulie che in realtà si chiamava Karfreit) perse la C maiuscola e diventò sinonimo di disfatta totale: "una caporetto", appunto.
Quella cannonata, infatti, diede avvio a una battaglia che si risolse con la sconfitta più bruciante mai patita dal nostro esercito, conclusa con un bilancio terrificante: 11mila morti, 30mila feriti, 293mila prigionieri, 3-400mila sbandati, tutte e tre le linee fortificate che difendevano il Nord-est sfondate e fatte a pezzi, decine di divisioni lanciate in una fuga caotica che si fermò solo 10 giorni dopo sul Piave. I libri la chiamano appunto "battaglia di Caporetto": fu un'apocalisse che rischiò di compromettere l'esito della prima guerra mondiale.
Perché quel disastro? Gli storici se lo chiedono ancora e indicano non una, ma diverse concause: errori tattici, imperizia degli alti comandi, demotivazione delle truppe, sottovalutazione del nemico e delle notizie che un eccellente lavoro di intelligence aveva raccolto nei giorni precedenti. Sembra incredibile, ma il nostro comando sapeva in anticipo, grazie alle "soffiate" di alcuni disertori nemici (vedi box), il luogo e il giorno in cui sarebbe scattato l'attacco contro le nostre linee: eppure non adottò alcuna contromisura efficace.
Archivio alinariUna cosa è certa: tra le cause non c'era l'inferiorità di uomini e mezzi, salvagente abituale per i militari che devono giustificare una batosta. Lungo l'Isonzo, infatti, l'Italia contava su forze imponenti. Da Bovec (a nord) al mare erano schierate due intere armate: la Seconda, al comando del generale Luigi Capello, e la Terza, sotto la guida del duca Emanuele Filiberto di Savoia, per un totale di 41 divisioni e 6.189 pezzi artiglieria, cioè due quinti del potenziale bellico nazionale. Quanto agli austro-tedeschi, schieravano "solo" 35 divisioni.
Tanta esibizione di muscoli aveva ragioni precise: dall'inizio della guerra, sull'Isonzo si erano già combattute 11 battaglie. Da quel macello infinito (costato 300mila morti, tre volte Hiroshima) gli italiani avevano ricavato un vantaggio di posizione: avamposti delle nostre linee erano la Bainsizza, un altopiano che si stende oltre Gorizia, e il Monte Nero (oggi Krn), una cima dominante che si erge a est dell'Isonzo, di fronte a Caporetto, il villaggio-retrovia destinato a dare il nome alla battaglia anche se gli scontri più furiosi si registrarono altrove.
Archivio AlinariStrano a dirsi, il Krn era stato conquistato nel giugno di due anni prima con un'incursione di appena 5 alpini: un'autentica beffa. Ed era diventato un luogo-mito, a cui era dedicato un famoso canto di guerra, che cominciava così: "Spunta l'alba del 16 giugno / comincia il fuoco l'artiglieria / il Terzo alpini è sulla via / Monte Nero a conquistar". Ma nel 1917 gli austriaci sapevano bene che il Krn non poteva più essere ripreso con un semplice colpo di mano: gli italiani lo avevano trasformato in un imprendibile dedalo di bunker e gallerie.
Così Otto von Below, il generale prussiano che comandava le truppe austro-tedesche, decise di aggirare quel monte-fortezza. Aprì un fuoco di artiglieria lungo tutta l'alta valle, su un fronte di 75 km, a puro scopo diversivo; poi attaccò a fondo solo in due punti, Bovec e Tolmino, rispettivamente a nord e a sud del Krn, facendosi strada coi gas. Aperte le due falle nella prima e seconda linea italiana, piombò su Caporetto con una manovra a tenaglia: in 14 ore il Monte Nero era accerchiato e isolato, l'alta valle dell'Isonzo conquistata.
L'operazione si completò nei giorni seguenti: approfittando del panico che dilagava fra le nostre truppe, il 25 sera gli austro-tedeschi sfondarono anche la terza linea, che difendeva gli ingressi nel Friuli; il 27 entrarono a Cividale e il 28 a Udine, già "capitale" del quartier generale italiano, abbandonata in tutta fretta dal comandante supremo Luigi Cadorna e dal suo staff. Un tentativo di approntare una nuova linea difensiva sul Tagliamento fallì e gli austro-tedeschi dilagarono in Veneto, appunto fino al Piave, cioè alle porte di Venezia.
Pochi giorni dopo, Cadorna fu esonerato dall'incarico; al suo posto subentrò il generale Armando Diaz, che organizzò la leggendaria resistenza sul Piave, culminata nel giugno del 1918, e che poi contrattaccò, battendo gli austriaci a Vittorio Veneto. A ricordo di quell'epopea resta una famosa canzone: "No, disse il Piave: no, dissero i fanti / mai più il nemico faccia un passo avanti…". Resta anche un celebre film di Monicelli, "La grande guerra", con Vittorio Gassman e Alberto Sordi, soldati controvoglia e poi eroi per caso.
Meno noto della canzone e del film è un "dettaglio" che i libri di storia tendono a tacere: la difesa del Piave, oltre a episodi di eroismo e a nuovi macelli, generò anche una caccia alle streghe ai danni di molti civili della zona, sospettati di simpatie filo-imperiali solo perché parlavano dialetti "tedeschi". A Sappada (Belluno) 810 abitanti su 1.200 furono deportati manu militari nelle tenute agricole di Arezzo e 72 di loro non tornarono più. L'ultimo superstite di quella vicenda, un carpentiere di nome Giovanni Puicher, è morto nel 2000 a 97 anni.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero
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Originariamente Scritto da
simplicio
Perchè non sapevano della fedeltà dello stato maggiore austriaco... dimenticavo guarda che il motto che hai scritto porta sfiga, quella corazzata ve la abbiamo affondata.
Viribus Unitis era il motto dell'Imperatore, e per il significato che ha potrebbe diventare il motto dell'Unione Europea.
Quanto a voi, avete affondato una nave formalmente croata in una base croata ormai priva di sorveglianza o quasi...proprio una bella impresa degna dell'eroismo italiano, non c'e' che dire
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Originariamente Scritto da
Schiffsbauer
Sbagliato caro il mio sapientone, su tutta la linea.
L'italiano lo so perche' non c'e' alternativa...quando ci sono andato io c'era solo quello, le scuole slovene erano state aperte da pochissimo ed erano pessimamente organizzate, e le scuole tedesche inesistenti.
Quanto ai coscritti austro-ungarici, la maggior parte era mossa da autentico sdegno per il voltafaccia italiano e combattere il nemico secolare era considerato doveroso.
Quanto al modo in cui erano trattati i sudditi di lingua italiana posso citarti diversi personaggi, tra cui uno degli aiutanti di campo dell'imperatore: il barone von Margutti, che avevano fatto splendide carriere nell'esercito e nell'apparato burocratico imperiale...quindi non venire a spacciare le tue balle propagandistiche che forse attaccavano negli anni venti, ora non se le beve piu' nessuno le veline del Minculpop.
Quanto alla Serenissima, era cosi' ben vista da queste parti da convincere il libero comune di Trieste a giurare fedelta' al duca d'Austria nel 1382 proprio per evitare le grinfie di Venezia...vedi tu
Non c'è il peggio al peggio, almeno i crucchi conservano la loro tracotanza, ma voi slavi mi fate solo pena..., siete stati servi dei venziani poi dei tedeschi ed infine degli italiani..
Daltro canto se tu sei stato costretto ad impare una nobilissima lingua, al contrario gli Italiani rimasti in Istria (che non sono pochi), hanno duvuto imparare lo Sloveno e il Croato, una vera e propria involuzione.. Almeno riescono sempre a darvi vere e proprie lezioni di superiorità culturale e linguistica ed economica
Certamente Trieste avrebbe preferito ritornare sotto l'Autria pur di non finire sotto il controllo dei servi dei germanici...