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    Predefinito Doris Lessing: a lei il premio Nobel per la letteratura

    Doris Lessing
    di Flaviano Masella e Luciano Minerva



    Doris May Taylor nasce il 22 ottobre 1919 a Kermanshah, in Iran, da genitori inglesi. Nel 1925, la famiglia si trasferisce nella Rhodesia meridionale. Doris viene mandata a studiare prima in un convento e poi in una scuola femminile a Salisbury. A 19 anni sposa Frank Wisdom ed ha due figli, ma dopo pochi anni abbandona la famiglia ed entra a far parte del Left Book Club, un'associazione comunista, dove conosce Gottfried Lessing che sposa e dal quale ha un altro figlio. Nel 1949 si trasferisce definitivamente a Londra. Nel 1954, delusa dal comunismo, se ne allontana e prende posizione contro la supremazia dei bianchi in Rhodesia e Sud Africa. Nel 1995 riceve il James Tait Black Prize per il libro Sotto la pelle. La mia autobiografia (1919-1949) , la Laurea Ad Honorem dall'Università di Harvard e torna in Sud Africa per incontrare la figlia. Nel 1996 è nell'elenco per l'assegnazione del Nobel per la Letteratura, e nel 1997 in quello per il National Book Critics Circle Award nella categoria biografia/autobiografia con il libro Camminando nell'ombra. La mia autobiografia (1949-1962) .

    tratto da Festivaletteratura di Mantova

    http://www.rainews24.it/ran24/rubric...ri/lessing.asp

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  2. #2
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    Intervista a Doris Lessing, il fascino eterno dell'intelligenza
    di Leda Betti, tratta da "Libertà", 24 giugno 2003
    Quali sono i cambiamenti che nota di più in Italia?
    «Trovo cambiato il pubblico. Un tempo c'erano più donne a seguire le presentazioni dei miei romanzi, adesso c'è più equilibrio tra i due sessi. Ma questo è un trend generale: in America, addirittura, siamo ormai alla parità totale fra i miei lettori maschi e femmine. Cambiano anche i motivi per cui si leggono i miei libri. Il “Taccuino d'oro” fu interpretato come un'opera femminista ; ora invece è letto anche dagli uomini, che ne apprezzano il lato politico-scientifico. Meno male, perché è un errore dividere le cose e le persone a compartimenti stagni, essere troppo rigidi, vedere il mondo in bianco e nero, non è salutare.
    Quando si escludono dal proprio orizzonte mentale aspetti fondamentali dell'esistenza, si rischia di andare incontro a problemi : mi domando infatti spesso quale sia il tasso di crolli nervosi tra i fanatici dell'Islam. Noi della nostra generazione sappiamo bene quali possano essere le conseguenze delle schematizzazioni, delle divisioni e dell'intolleranza, perché abbiamo assistito al crollo di imperi come quello russo e quello britannico e di potenti dittatori come Hitler o Mussolini, che avevano appunto fondato la loro forza sulla divisione e l'intolleranza, e proprio per questo erano estremamente vulnerabili».

    In una recente intervista lei ha parlato dei danni psicologici che la guerra può provocare: pensa colpiscano tutti o solo chi partecipa?
    «Una guerra danneggia un intero Paese, ogni suo abitante, persino chi in apparenza sembra non avervi alcuna parte».

    Il suo Paese si é schierato al fianco degli Stati Uniti nella guerra all'Iraq. Cosa c'è alla base di questa scelta, visto l'alto numero di oppositori al conflitto in Gran Bretagna?
    «Nessuno lo capisce. Anche perché mentre gli americani, come almeno sembra, ci hanno guadagnato qualcosa, noi non ne abbiamo ricavato alcun beneficio. Blair non è più molto popolare in Inghilterra; secondo me, non otterrà il terzo mandato».

    Rimpiange di essere stata una comunista?
    «Il rimpianto è inutile. Un'intera generazione è stata coinvolta in quell'illusione. Certo, preferirei che non fosse accaduto, ma è accaduto».

    Quanto di lei entra nei suoi personaggi?
    «E' una domanda a cui è impossibile rispondere. Cosa dovrei dirle? Un quarto qui, metà lì...»

    Lei una volta ha dichiarato di scrivere “con la pancia”. Quanta razionalità occorre nel suo lavoro?
    «Il tentativo di comunicare i propri pensieri ad altri non è semplice. Io sono affascinata dalla comunicazione, dal potere delle parole, da quanto una dozzina di parole possano cambiare una persona, sempre che questa sia disposta ad ascoltarle. Le racconto un episodio divertente, che ha cambiato il mio modo di usare le parole. Da ragazzina ero furba e chiacchierona, e un giorno mi misi a chiacchierare con un signore anziano; parlai a lungo, ma a un tratto lui mi interruppe dicendomi: “Scusami, ma tu sei molto giovane e io sono molto vecchio”. Da quel giorno smisi di fare la chiacchierona…»

    Lei accusa le femministe.. non pensa che le donne abbiano ancora una vita piuttosto dura ?
    «Voi giovani donne non vi rendete conto di quanta fortuna avete rispetto alle donne delle generazioni precedenti. Siete fortunate, siamo tutte fortunate. Un tempo l'esistenza femminile era totalmente incentrata sul matrimonio e sulla maternità. Non c'era la possibilità di fare altri progetti, perciò sposarsi e avere figli diventava per le ragazze una vera ossessione. Adesso è tutta un'altra cosa».

    Perciò pensa che dovremmo essere grate?
    «No, grate certamente no. Ma senz'altro cercare di mantenere una prospettiva storica, saper anche apprezzare i passi avanti fatti e non accanirsi nelle polemiche».

    Come ricorda la sua infanzia nell'Africa dominata dai bianchi?
    «Rispetto ai neri conducevo una vita privilegiata. Però, in termini più generali, posso descriverle la mia vita come quella di una ragazzina che non ha frequentato buone scuole, molto nevrotica, sempre in fuga e autodidatta, come molte ragazze a quei tempi. Io e mia madre non andavamo d'accordo, ma lei faceva arrivare a casa i classici con la copertina di pelle rossa dall'Inghilterra, via mare, attraverso Città del Capo. E quindi le devo questi libri, la mia istruzione, tutto».

    Quanto vicina si sente ad autrici cresciute come lei in quell'Africa, come Nadine Gordimer? Ci sono affinità psicologiche e letterarie tra lei e la Gordimer?
    «Non direi. Lei è stata una ragazza di città, io invece sono cresciuta in campagna, nel bush. Perciò abbiamo un approccio alla vita molto, molto diverso».

    http://www.zhivago.net/SchedaTesti?i...35&id_int=1164

 

 

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