Manovra, maggioranza giù in Senato
Su Stretto Messina e Scuola P.A.
Il Senato ha respinto l'emendamento della commissione Bilancio che prevede la liquidazione della società Ponte Stretto di Messina. L'emendamento, respinto con 145 voti a favore e 160 contrari e 6 astenuti, aveva il parere favorevole del relatore di maggioranza Ripamonti mentre il governo si era rimesso all'Aula. Idv ha votato con la Cdl. Unione sotto anche sull'emendamento che prevedeva la cancellazione della Scuola di Pubblica Amministrazione.
Anche il governo va ko
Il governo è stato battuto in aula al Senato su un emendamento proposto dall'Udeur sui dirigenti della giustizia. L'esecutivo aveva espresso parere favorevole alla modifica mentre il relatore si era rimesso alla volontà del governo. Il voto dell'Aula è stato di 155 pari, che al Senato equivale ad un no. Subito dopo, il governo è andato sotto anche sull'emendamento della Commissione Bilancio sul digital divide.
La votazione sul Ponte sullo Stretto
Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, contrario alla soppressione, aveva proposto di incorporare la società in Anas, che già detiene l'80% del capitale. Con questa soluzione, ha sostenuto Di Pietro, il governo avrebbe evitato il pagamento delle penali alle società vincitrici della gara di appalto per la costruzione del ponte.
Ma alcune componenti dell'Unione, soprattutto i partiti della sinistra radicale, avevano formulato proposte alternative, come l'affidamento del contratto di Stretto spa alle Ferrovie o a una società che si occupa di cabotaggio marittimo. In avvio di seduta, il governo aveva chiesto di tornare alla formulazione orginaria dell'articolo 8, che non prevede lo scioglimento di Stretto spa. Il relatore Natale Ripamonti, "per senso di responsabilità", ha chiesto di ritirare l'emendamento da lui proposto, ma accolto dalla commissione.
A quel punto, i lavori in aula sono stati sospesi per consentire alla commissione Bilancio di valutare la proposta. Alla ripresa, il presidente della commissione Bilancio ha chiesto di procedere alla votazione dell'emendamento. "La commissione ha messo ai voti la proposta del relatore Natale Ripamonti di ritirare l'emendamento approvato in commissione ed ha respinto la proposta. Si può quindi procedere al voto", ha detto il presidente della stessa commissione Enrico Morando. La maggioranza tentava di raggiungere senza successo una mediazione sul problema.
Mastella non era presente alla votazione
Il ministro della Giustizia Clemente Mastella non ha partecipato alla votazione sull'emendamento che prevede lo scioglimento della societa' Stretto di Messina, su cui e' stata battuta la maggioranza, ma non il governo che si e' rimesso al voto dell'Aula. Mastella era presente in aula, ma dal tabulato delle votazioni su questo emendamento, su cui il centrosinistra si e' diviso, figura tra i non partecipanti, insieme al presidente della commissione Affari costituzionali, Enzo Bianco (Ulivo). Al momento del voto erano assenti anche i senatori a vita Giulio Andreotti, Francesco Cossiga, Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro e Sergio Pininfarina. Assente anche il senatore indipendente Luigi Pallaro. Dei senatori a vita presenti in aula, Emilio Colombo si e' astenuto, mentre Rita Levi Montalcini ha votato a favore dell'emendamento presentato dalla commissione Bilancio.
Governo battuto alla Camera
L'esecutivo è stato battuto alla Camera dove e' stato approvato un emendamento della Lega al testo unificato sulla riqualificazione ed il recupero dei centri storici. L'emendamento, su cui la commissione ed il governo avevano espresso parere contrario, e' stato approvato con 241 si' e 185 no. Quarantaquattro deputati, per la maggior parte del Prc, si sono astenuti.
No a fiducia, si va avanti ad oltranza
Il governo ha deciso di non porre la questione di fiducia sul dl collegato alla Finanziaria. Lo ha annunciato il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, al termine della conferenza dei capigruppo del senato. Russo Spena ha spiegato che la maggioranza andrà avanti a oltranza fino all'approvazione del provvedimento.
Prodi: "Esigo il rispetto degli impegni"
Romano Prodi ha puntato il dito contro la maggioranza dopo il ko subìto al Senato sul decreto fiscale. "Esigo che tutte le forze politiche della maggioranza rispettino gli impegni presi di fronte ai cittadini. Si è divisa non sull'impianto delle grandi proposte, ma su aspetti particolari, mettendo a rischio la realizzazione delle indispensabili riforme. L'Unione dica se continua a sostenere il governo", ha tuonato il premier.
Governo battuto altre due volte: scoppia anche il "caso Montalcini"
Il governo e la maggioranza sono andati altre due volte sotto al Senato su un emendamento che taglia i contratti di consulenza della Cassa di previdenza per l'assicurazione degli sportivi e su un secondo emendamento riguardante la procedura di commissariamento della Fondazione dell'Ordine Mauriziano. Tra le due votazioni in Aula era scoppiato il caso Montalcini. A scatenare la protesta della Cdl sarebbe stata la decisione del senatore dell'Ulivo Antonio Boccia di andare a "riprendere" la senatrice a vita che, allontanandosi per andare alla toilette, aveva fatto mancare il suo voto.
http://www.tgcom.mediaset.it/politic...lo385144.shtml
CHE PENA.




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