Lufthansa è pronta a investire sull'aeroporto di Malpensa e a mantenere un certo numero di voli intercontinentali diretti dal Nord Italia, oltre che da Roma Fiumicino. La proposta è stata avanzata in colloqui riservati nell'ambito della privatizzazione Alitalia, secondo quanto riferito al Sole 24 Ore da autorevoli fonti industriali.
Con quest'indicazione il vettore guidato da Wolfgang Mayrhuber si differenzia da Jean-Cyril Spinetta, presidente di Air France-Klm. Forte della posizione privilegiata per avere già un'intesa commerciale con Alitalia dal 2001, Air France ha sostanzialmente ignorato il caso Malpensa e avallato il piano di «sopravvivenza e transizione» di Maurizio Prato. Il piano cancella quasi tutti i collegamenti a lungo raggio dal varesotto (e altri 150 voli al giorno) per trasferirli a Fiumicino, dal 30 marzo 2008.
La proposta dei tedeschi conferma l'approccio che gli analisti definiscono «multi-hub». Cioè la rete dei collegamenti non è disegnata intorno a un unico scalo che aspira il traffico dai punti periferici, in questo caso Francoforte. Ci sono altri aeroporti, Monaco di Baviera e, attraverso l'acquisizione di Swiss, Zurigo, dai quali partono voli intercontinentali. Andrebbe aggiunto Vienna per l'Est e l'Asia. È la base dell'agile Austrian Airlines, alleata di Lufthansa, con la quale ha un coordinamento.
Al contrario, Air France punta tutto sulla capacità di attrazione di Parigi Charles De Gaulle, il grande aspirapolvere da cui viene "sparata" una raffica di voli in tutto il mondo. L'efficiente scalo di Amsterdam, portato in dote dalla fusione con Klm, è solo un'appendice dal ruolo limitato, perché comandano i francesi.
Lufthansa ha annunciato i suoi progetti al presidente dell'Alitalia e alla Sea, la società del Comune di Milano che gestisce Linate e Malpensa. Il direttore finanziario di Lufthansa, Stephan Genkow, ha dichiarato ieri al Financial Times che, se prendesse l'Alitalia, il gruppo dovrebbe rivedere la «sorprendente» decisione di concentrarsi su Roma piuttosto che sul Nord Italia, «uno dei migliori mercati di viaggiatori d'affari in Europa».
Anche un altro pretendente, Air One, ha detto alle autorità della Lombardia che vuole puntare su Malpensa. Dichiarazioni accolte con interesse unito a cautela, perché Carlo Toto ha difeso la sua posizione a Linate e non ha mai messo un volo a Malpensa. Toto è sostenuto con determinazione da Intesa Sanpaolo. Corrado Passera, amministratore delegato della superbanca, è convinto «che ci sia la possibilità di fare un'azienda forte focalizzata sull'Italia ma con un'ottica internazionale. Pensiamo – ha detto – che dalla combinazione di Alitalia ed Air One, a certe condizioni, possa veramente venire fuori un'azienda di successo».
L'attenzione a Malpensa potrebbe essere decisiva nella scelta del pretendente con cui Prato, a metà novembre, avvierà la trattativa finale in esclusiva per la cessione di Alitalia. Alla Camera Prato ha detto che «è indispensabile un partner strategico in una logica multi-hub e multi-brand». Oggi questa definizione risponderebbe solo al nome di Lufthansa.
È probabile che Prato abbia voluto lanciare un messaggio a Air France, favorita nella gara, dicendo che se vuole Alitalia deve impegnarsi con voli intercontinentali da Roma e da Malpensa, attenuando la logica del "tutti a Parigi".
Lufthansa ha annunciato un utile netto di 1,57 miliardi nei primi nove mesi, quadruplicato rispetto al 2006. Il fatturato è cresciuto del 10% a 16,5 miliardi.
Per protesta contro l'adesione dei sindacati nazionali al piano Prato, a Malpensa ieri pomeriggio sono cominciate agitazioni spontanee di lavoratori, che hanno causato ritardi e disagi per il blocco del carico e scarico bagagli. I sindacati lombardi hanno scritto una lettera di protesta ai confederali nazionali.
Fonte sole 24 ore




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