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COMUNICATO STAMPA
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Italia e Birmania: il Blocco del web continua

Le modifiche al ddl Levi-Prodi non cambiano la sostanza di un azione di blocco che ci porta al livello dei peggiori regimi asiatici, con l’aggravante che questa la chiamano “democrazia”.

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Treviso, 25 ottobre 2007

Anche dopo le modifiche proposte al disegno di legge Prodi-Levi permane la grave situazione di blocco di fatto delle attività sulla rete di uno stato che scivola sempre più verso una condizione di regime totalitario. Le modifiche proposte dal sottosegretario Levi non modificano di fatto la gravità delle proposte fatte dal governo.

In particolare permane il livello di massima allerta per la tenuta democratica di questo stato-fantoccio, laddove questo ddl dittatoriale da un lato, secondo i suoi proponenti dice di rivolgersi solo "agli operatori del settore", mentre in realtà all'articolo 5 definisce come attività editoriale "ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali" che "può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative" e l'articolo 2 definisce il prodotto editoriale qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso" con esclusioni esplicite solo per i prodotti "destinati alla sola informazione aziendale" e i "prodotti discografici e audiovisivi".

L’articolo 6 inoltre afferma che "tutti i soggetti che esercitano l'attività editoriale sono tenuti all'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione". L’unica modifica fatta con un comma aggiuntivo all’articolo 7 è ridicola e facilmente intepretabile da qualsiasi giudice in chiave sfavorevole contro anche un ragazzo, o un’associazione senza scopo di lucro che creino un sito internet, o un blog.
Di fatto, con una agevole interpretazione giuridica, la legge Levi-Prodi anche alla luce delle ultime modifiche obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.

Ciò equivale alla fine della rete Internet. Ciò equivale a far precipitare ulteriormente questo Stato nella classifica per la libertà di stampa, che già ci vede al 79° posto al mondo, a pari merito con il Botswana e unico Stato dell’Europa occidentale con una stampa non libera.

Il regime puzza di fascismo e i politici italiani si stanno attrezzando per un nuovo colpo di coda reazionario verso tutti i cittadini oramai sfiduciati.

Ciò dimostra ancora una volta che l’unica speranza, in questo stato in declino, per noi veneti sta nel decidere da noi stessi il nostro destino.

Invitiamo tutti i veneti sensibili al futuro a partecipare alle conferenze di questo mese, le V-Night che si concluderanno con il Veneto-Day di Treviso domenica 18 novembre 2007.

Treviso, con finale a sorpresa per tutti i politici italiani. Treviso per dire basta a loro e al neotrasformismo bipartitico in salsa PD-PDL, per dire basta ad una classe politica corrotta e profondamente incapace di dare risposte ai veneti, oramai stufi di fare solidarietà ai propri aguzzini, di destra, di sinistra, del nord.

In occasione del V-Day sarà infine presentato il documento programmatico del movimento VENETI che indicherà il percorso legale giuridico-istituzionale, morbido e graduale, verso l’indipendenza politica dei veneti: “LE RAGIONI DELL’INDIPENDENZA”.



Ufficio Stampa “VENETI”
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