volevo cogliere l'occasione per fare alcune osservazioni
circa un servizio televisivo appena andato in onda sul TG2 e dedicato ad un dibattito parlamentare al senato avente come argomento la rivoluzione d'ottobre del
1917.
Il dibattito è stato iniziato dal rifondazionista Giannini, che, in modo assai energico difendeva la memoria della rivoluzione, evento a suo dire non riducibile agli eventi negativi ma
carico altresì di significati positivi e progressisti; a queste parole, che parevano uscite da un manifesto di propaganda degli anni '20, replicava Rocco Buttiglione, che portava come esempio le sofferenze della Polonia e l'esempio dato da Solidarnosc e da Papa Giovanni Paolo II, e un senatore di Forza Italia il cui nome ora mi sfugge.
Sono contento che le parole del comunista in difesa del più grande massacro del XX secolo abbiano indignato molti parlamentari, ma lo sarei ancora di più se lorsignori del centro-destra, campioni dell'anticomunismo,
avessero speso qualche parolina in più sull'argomento.
Perchè i nostri destri non ci parlano del ruolo delle banche ebraico-americane (come la celebre Kuhn&Loeb) nel finanziamento della Rivoluzione d'Ottobre?
Perchè non ci parlano della composizione etnica dei quadri bolscevichi, in particolar modo di quelli addetti alla repressione, quadri che fino alla metà degli anni '30 erano egemonizzati dall'elemento ebraico?
(e non lo dico io, ma lo storico ebreo-americano di origine russa Yurij Slezkine nella sua opera "The Jewish Century")
Perchè non ci raccontano come i mitici Stati Uniti, per alcuni baluardo di libertà e di anticomunismo, negli anni '30 commerciavano proficuamente con l'URSS mentre MILIONI di contadini russi e ucraini venivano sterminati per fame?
Perchè non ci dicono come l'Europa Orientale fu consegnata al comunismo da Roosvelt e Churchill con gli scellerati accordi di Yalta?...




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