Si parla molto - troppo? - di religione, e immancabilmente in termini riduttivi: oggi essa è tanto spesso un comodo bersaglio al quale dare addosso senza esclusione di colpi (per poi magari citare il primo versetto a caso della Bibbia, quando fa comodo anche questo), quanto un fenomeno astratto, estraneo al vivere.
Che la fede sia o possa essere anche un'esperienza di vita, non siamo più abituati a pensarlo. Viene in mente l'aberrante esempio dei kamikaze, che nella realtà non ha nulla a che vedere con nessuna religione, è piuttosto un violento abuso di fede e di corpi. Inoltre, al di là della vita clericale, la religione non è più concepita come un sistema di vita.
Il che ha quasi del paradossale dentro una società come la nostra che s'inceppa ancora, e con goffaggine, quando si tratta di costruire e prima ancora di definire una morale laica.
La biografia di René Guénon, nato a Blois in Francia nel 1886 e morto al Cairo nel 1951, ci racconta invece per filo e per segno che cosa significhi fare esperienza della fede, lasciare che sia questa a guidare la vita.
Nel 1909, ad appena ventitré anni, Guénon fonda la rivista La Gnose e vi scrive sotto lo pseudonimo di Palingénius: fra quelle pagine apparvero gli scritti che Gallimard raccolse poi nel 1967 e che oggi opportunamente Adelphi porta in italiano per la cura di Graziella Cillario (Il demiurgo e altri saggi, nella Piccola Biblioteca, pp. 313, e 14). Già a quell'epoca d'esordio gli interessi spirituali di Guénon spaziano sino all'induismo e al Tao. Lo studioso s'inizia anche a quell'esoterismo islamico che rappresenterà il fil rouge di questa sua esperienza, tanto di vita quanto sapienziale.
Partendo dal presupposto platonico che la conoscenza altro non è se non reminiscenza, cioè risveglio, Guénon va in cerca di una verità interiore trasversale alle religioni e alla pratica della fede: dopo gli studi di matematica, interrotti nel 1906, e un fitto percorso di incontri, questa ricerca lo porterà nel 1912 alla conversione all'islam.
Al di là di questa scelta che lo induce a trasferirsi definitivamente al Cairo nel 1930, gli interessi spirituali e filologici di Guénon restano sempre interdisciplinari e in questo senso egli è molto moderno (come quando addita la scarsa acribia di una certa critica alla Bibbia, che sentenzia senza conoscere l'ebraico del testo originale), fermo restando il rifiuto delle superstizioni e di un occultismo che non abbia come scopo unico la ricerca della conoscenza religiosa, delle questioni fondamentali che il creato impone.
Si vedano ad esempio le bellissime pagine sul senso del silenzio e la solitudine, sul Demiurgo come unica spiegazione all'esistenza del male, e del mondo in sé.
Autore: Guénon René
Titolo: Il Demiurgo e altri saggiTraduzione: Graziella Cillario
Edizioni: Adelphi
Pagine: 313
Prezzo: 14 euro
elena.loewenthal@mailbox.lastampa.it
[FONTE: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tm...e=87&sezione=]




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