Questo testo di Ari mi sembra contenga nell' essenziale la descrizione di ciò che è accaduto ieri al MRE.
Si è trattato di una specie di 8 settembre della sinistra repubblicana.
Personalmente penso che costituire una "minoranza" all' interno di un MRE che "formalmente non si scioglie ma in realtà si è sciolto" non abbia più molto senso, considerando anche i metodi di conduzione del dibattito e di presa delle decisioni all' interno di tale movimento politico.
Piuttosto, tutti quei repubblicani che credono ancora nell' autonomia del repubblicanesimo e nella necessità di una Terza Forza nella politica italiana dovrebbero impegnarsi a costruire qualcosa che possa partire dagli inizi del 2008.
In questo senso, il lavoro che sta facendo l' Arsena è interessante ed importante.
Comunque eccovi il testo di Ari:
<< Vorrei riassumere la situazione attuale:
Minoranza interna MRE
Dal 21 settembre (Primo Vendemmiaio!) nel MRE esiste formalmente una minoranza che si è espressa con la mozione "Autonomia repubblicana". La mozione è stata firmata da alcuni amici, fra i quali un consigliere nazionale, unico abilitato a presentarla, che l'ha inviata al Consiglio Nazionale. Per altro, la segreteria nazionale l'aveva già ricevuta, perché inserita in questo indirizzario. Ringrazio dunque l'amico Caterisano per aver determinato la messa agli atti, a seguito della quale nessuno potrà affermare che la decisione del CN non conosceva alternative.
La mozione "Autonomia repubblicana" (che prego di non chiamare mozione Ari, anche se ne sono stato l'estensore) è il punto di riferimento politico-programmatico per le prossime settimane. Nessuno dei firmatari è al momento dimissionario dal MRE.
Canali di comunicazione
La lista di discussione giovineuropa@.. sarà disattivata questa settimana, e sostituita da un giornale telematico in fase di costruzione, intitolato GIOVINEUROPA, sottotitolato "foglio europeo laico progressista". Questo giornale telematico nasce come iniziativa di "Autonomia repubblicana", ma è aperto a tutti gli interventi interessanti nell'area del repubblicanesimo, del laicismo, dell'europeismo. La nostra ambizione è di raccogliere quanto più possibile del patrimonio politico, sociale e culturale all'interno di quell'area, e di essere letti anche fuori da essa, mettendo questo patrimonio e le nostre modeste competenze al servizio dell'Italia e del mondo.
L'immediato del MRE
Forse non è chiaro a tutti che il Consiglio Nazionale ha deliberato (tralasciamo come) non l'adesione del MRE al PD, ma l'adesione al PD tramite la corrente Veltroni. Codesto sbocco è in linea con il mio commento dopo il Congresso di ottobre: essere una corrente esterna ai DS in appoggio a Fassino. In termini politici, si è verificata una confluenza non nel PD, ma nei DS in fase di pidizzazione.
Va rilevato che codesta adesione sposta (non per me, ma per l'opinione pubblica) l'asse identificativo del MRE: da una "Sbarbati in quota Prodi" a una "Sbarbati in quota DS", assimilando il percorso dell'amica Sbarbati e dell'amico Musi a quello degli ex PRI iscrittisi ai DS già da anni.
Va rilevato inoltre che codesta adesione non coincide con le aspettative di una parte degli (ex) iscritti MRE, per i quali l'ingresso nel PD non coincideva automaticamente con l'appoggio alla candidatura Veltroni. Dunque non soltanto una parte del MRE dissente da codesta adesione per le ragioni descritte dalla mozione "Autonomia repubblicana", ma anche una parte degli entristi non si riconosce in codesta modalità di ingresso, preferendo appoggiare altri candidati.
Laddove i giochi sono praticamente fatti, con segreterie regionali prevedibili, codesta adesione è ininfluente. Acquista significato politico, e forse anche elettorale, soltanto laddove si verifichi un testa a testa fra il candidato veltroniano e l'altro. Questo pare essere il caso proprio della (sola?) Lombardia, dove nell'area ulivista stiamo assistendo a un confronto fra il candidato DS doc, Martina (cognome piemontese), e il candidato sostenuto dalla curiosa convergenza di Margherita e Cittadini dell'Ulivo, Sarfatti (cognome probabilmente ebraico). Una convergenza che mette insieme un arco composito, che va dai cattolici di sinistra agli ex DP poi Verdi arcobaleno transitati in area prodiana. E' da notare che Sarfatti, di professione industriale, candidato dall'Unione nel 2005 a governatore della Lombardia, proviene dalle fila del PCI: suo fratello, che conobbi una quarantina di anni fa quando ero nella FGR, era segretario regionale della FGCI, ai tempi difficili del rapporto con il Movimento Studentesco.
Al di là del risultato, proprio in Lombardia sono a confronto serrato le due anime del PD: quella rigenerativa-biodegradabile dell'ala prodiana e quella annessionistica dell'ala diessina. La maggioranza del MRE ha scelto di stare in quest'ultima, rinunciando non solo a un percorso autonomo per il MRE dentro l'Unione ("Autonomia repubblicana"), ma persino a un percorso autonomo dentro lo stesso PD.
Ringraziando per l'attenzione,
Valerio Ari
2007 09 22
(diffusione autorizzata tramite POL e siti MRE) >>




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