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Risultati da 1 a 10 di 33
  1. #1
    McFly
    Ospite

    Dilettanti allo sbaraglio tentano di mettere il bavaglio alla rete

    che schifo!!! sono allo sbando più totale!

    http://www.beppegrillo.it/2007/10/la_legge_levipr.html


    19 Ottobre 2007

    La legge Levi-Prodi e la fine della Rete


    Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
    La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
    I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
    L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
    Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
    La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
    Il 99% chiuderebbe.
    Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
    Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
    Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
    Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
    Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

    Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it
    _------------------------------------------------------------

    http://www.repubblica.it/2007/10/sez...-editoria.html

    Un disegno di legge licenziato dal Cdm lascia intravedere l'obbligo di iscrizione
    al registro per chi ha attività editoriali, forse anche per chi ha un blog o un sito
    Il governo riforma l'editoria
    Burocrazia sul web? Allarme in rete
    Aumenterebbero quindi anche per i "piccoli" su internet spese e sanzioni penali
    Il sottosegretario Levi: "Non è questo lo spirito, deciderà l'Autorità"
    di ALDO FONTANAROSA



    ROMA - Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda all'esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E' un disegno di legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all'orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.

    Articolo 6 del disegno di legge. C'è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall'Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia "attività editoriale". L'Autorità non pretende soldi per l'iscrizione, ma l'operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale - continua il disegno di legge - significa inventare e distribuire un "prodotto editoriale" anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l'informazione, ma è anche qualcosa che "forma" o "intrattiene" il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.


    Scritte così, le nuove regole sembrano investire l'intero pianeta Internet, anche i siti più piccoli e soprattutto i blog. E' così, dunque? Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre della riforma, sdrammatizza: "Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile".

    Un esempio concreto, però: il blog di Beppe Grillo verrà toccato dalle nuove norme? Anche Grillo dovrà finire nel registro ROC? "Non spetta al governo stabilirlo - continua Levi - Sarà l'Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute davvero alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà stata discussa e approvata dalle Camere".

    Insomma: se una stretta ci sarà, questa si materializzerà solo tra molti mesi, dopo il passaggio parlamentare e dopo il varo del regolamento dell'Autorità. Ma nell'attesa vale la pena di preoccuparsi. Perché l'iscrizione al ROC - almeno nella formulazione attuale - non implica solo carte da bollo e burocrazia. Rischia soprattutto di aumentare le responsabilità penali per chi ha un sito.

    Spiega Sabrina Peron, avvocato e autrice del libro "La diffamazione tramite mass-media" (Cedam Editore): "La vecchia legge sulle provvidenze all'editoria, quella del 2001, non estendeva ai siti Internet l'articolo 13 della Legge sulla Stampa. Detto in parole elementari, la diffamazione realizzata attraverso il sito era considerata semplice. Dunque le norme penali la punivano in modo più lieve. Questo nuovo disegno di legge, invece, classifica la diffamazione in Internet come aggravata. Diventa a pieno una forma di diffamazione, diciamo così, a mezzo stampa".

    Anche Internet, quindi, entrerebbe a pieno titolo nell'orbita delle norme penali sulla stampa. Ne può conseguire che ogni sito, se tenuto all'iscrizione al ROC, debba anche dotarsi di una società editrice e di un giornalista nel ruolo di direttore responsabile. Ed entrambi, editore e direttore del sito, risponderebbero del reato di omesso controllo su contenuti diffamatori. Questo, ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale.

    (19 ottobre 2007)

  2. #2
    McFly
    Ospite

    Predefinito

    «Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità»

    Gentiloni: ddl su editoria da correggere

    Il ministro delle Comunicazioni: «Norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e va riscritta»

    ROMA - Marcia indietro a tutta velocità. «L'allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato: il disegno di legge sull'editoria, proposto dalla Presidenza del consiglio e approvato una settimana fa in Consiglio dei Ministri, va corretto perchè la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive». Lo pensa il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, che dal suo blog, interviene nella polemica aperta da Grillo sul ddl che inizierà il suo iter mercoledì alla Camera, per dire che c'è un errore da correggere. Il ripensamento del ministro arriva dopo che Italia dei Valori, Verdi Rosa nel Pugno e Rifondazione avevano detto che non avrebbero votato il provvedimento senza modifiche.
    «MI CONSIDERO IN PARTE RESPONSABILE» - «Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità - continua Gentiloni - (come ha fatto anche il collega Di Pietro nel suo blog) per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri. Pensavo che la nuova legge sull'editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono si una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistriche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull'editoria. va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog». Per il ministro invece «il testo è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l'attività di molti siti e blog. Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato. Riconosciuto l'errore - conclude Gentiloni - si tratta di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla presidenza Levi a volerlo fare».

    20 ottobre 2007

  3. #3
    McFly
    Ospite

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    Meno male che il mio blog è in America!!! e questi sarebbero i "Democratici" sti fascio-nazisti!!!

    Questa è la loro vera natura! quella di mettere il bavaglio a chi è libero di pensiero. A chji come grillo e glialtri si autoorganizzano con la rete a chi porta effettivamente in strad duemilioni di persone e non 3 milioni e mezzo di farlocconi pseudovotanti! alle loro falsissime primarie.
    I metodi sono sempre quelli stalinisti, altro che Partito eeehhmmm "democratico"

  4. #4
    Amico del forum
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    Ovviamente le cose stanno diversissimamente da come le scrive Grillo.
    E' stata scritta una nuova normativa che riscrive e aggiorna quella precedente senza particolari innovazioni, a parte, mi pare, una lieve deregolamentazione del settore.
    E' una legge scritta male, ma è chiaro che la scelta dei soggetti che devono registrarsi è demandata ad un regolamento dell'agcom e si può ragionevolmente escludere che l'agcom decida di inserire blog e forum. Ovviamente un intervento che migliori la leggibilità del testo normativo non sarebbe male.
    Ciò detto, che già smonta le bagianate di Grillo, l'unica incombenza richiesta a blog e forum sarebbe (ma non è) la registrazione al ROC. Registrazione che non ha costi e non prevede alcuna difficoltà particolare (mi pare si debba solo mandare una lettera via posta, o qualcosa di simile), non prevede costi di nessun genere (a parte, forse, il francobollo o il fax da mandare).
    As usual, il Peppino infuriato fa della disinformazione su larga scala.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da McFly Visualizza Messaggio
    Meno male che il mio blog è in America!!! e questi sarebbero i "Democratici" sti fascio-nazisti!!!

    Questa è la loro vera natura! quella di mettere il bavaglio a chi è libero di pensiero. A chji come grillo e glialtri si autoorganizzano con la rete a chi porta effettivamente in strad duemilioni di persone e non 3 milioni e mezzo di farlocconi pseudovotanti! alle loro falsissime primarie.
    I metodi sono sempre quelli stalinisti, altro che Partito eeehhmmm "democratico"
    Sposta il blog in Italia. Poi dimmi se cambia qualcosa.

  6. #6
    McFly
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    Sei male informato alberich!!

    e il dietro front di gentiloni oltre alla dissociazione di di pietro è la conferma.

  7. #7
    McFly
    Ospite

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    http://www.nuovopartitodazione.it/Ar...o%20unico.html

    IL PD DEL PENSIERO UNICO


    "Non avevamo purtroppo il minimo dubbio che la nascita del PD rispondesse a ben altri propositi che non quelli declamati da Walter Veltroni. Nel programma non dichiarato del PD, quello vero, c’è il restringimento degli spazi di democrazia e di dissenso sociale, politico e culturale in questo nostro povero Paese.
    Intanto la pervicacia con la quale i piddini vogliono a tutti i costi imporre una legge elettorale capestro per i partner minori del centrosinistra, poi il proposito di ridurre il numero dei parlamentari e quindi la rappresentanza democratica, furbamente presentato come un venire incontro alla forte domanda di moralizzazione che sale dal Paese, salvo poi contraddirsi subito nei fatti, come stiamo vedendo nel vergognoso voltafaccia del taglio delle comunità montane. Ma ai piddini in realtà nulla importa della moralizzazione della vita pubblica e molto invece del progetto di far fuori tutti coloro che all’interno della coalizione di centrosinistra possono fare ombra alla nuova ineffabile mega-creatura della politica italiana. Oggi arriva puntuale l’ennesimo atto di una ben preparata strategia di eliminazione degli spazi di dissenso; il governo Prodi vuol regolamentare tutto ciò che passa per internet, siti, blog, una regolamentazione illiberale che, di fatto, porterà alla burocratizzazione della rete ed all'eliminazione del 90% delle voci libere del web. Prodi invece di pensare alle cose urgenti, agli operai che si suicidano per la paura di non poter pagare più il mutuo, alle sue innumerevoli promesse non mantenute, si preoccupa di quello che si scrive sulla rete.
    Stando alle prime indiscrezioni ci vorrà un editore per ogni sito, l’iscrizione al Roc (registro operatori della comunicazione) con un dispendio di carte e bolli non indifferente. Col PD comincia a dispiegarsi in tutta la sua vastità il disegno conservatore dei poteri forti della finanza, dell’economia, dell’editoria. Noi neoazionisti lo avevamo capito fin dai primi passi di questo governo, ma Pecoraro Scanio, Franco Giordano, Enrico Boselli, Fabio Mussi, Oliviero Diliberto quando lo capiranno? Perché non si oppongono in Consiglio dei Ministri al disegno liberticida sulla rete internet? E quando lo capiranno, faremo ancora in tempo a difenderci ed a difendere la democrazia italiana da questa nuova minaccia?"

    NPA - Ufficio Stampa e Comunicazione

  8. #8
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    Male informato è Grillo. Le dissociazioni di Di Pietro mi lasciano del tutto indifferente, mentre la precisazione id Gentiloni conferma precisamente quanto dico. Peraltro è chiaramente scritto sul ddl.
    Non mi metto a discutere ulteriormente su questo punto. Anche perchè è una discussione che si basa su ben due (2) gravi cazzate:
    - che il ROC preveda "un dispendio di carte e bolli non indifferente", laddove prevede solo di compilare (se si è un privato con un sito) solo un (1) modulo in carta semplice;
    - che la legge preveda l'iscrizione obbligatoria per tutti i siti.
    Ripeto: sono due cazzate, e male informato, mi duole dirlo, siete tu, Grillo e Quartana.
    D'altra parte le informazioni che ho io sono di prima mano (il pdl e l'agcom), non filtrate da incompetenti (Grillo e Quartana) e politicanti (Grillo, Quartana e Di Pietro).

  9. #9
    McFly
    Ospite

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    Allora Martino vai a spiegarlo all'avvocato Sabrina Peron:


    "Spiega Sabrina Peron, avvocato e autrice del libro "La diffamazione tramite mass-media" (Cedam Editore): "La vecchia legge sulle provvidenze all'editoria, quella del 2001, non estendeva ai siti Internet l'articolo 13 della Legge sulla Stampa. Detto in parole elementari, la diffamazione realizzata attraverso il sito era considerata semplice. Dunque le norme penali la punivano in modo più lieve. Questo nuovo disegno di legge, invece, classifica la diffamazione in Internet come aggravata. Diventa a pieno una forma di diffamazione, diciamo così, a mezzo stampa".

    Anche Internet, quindi, entrerebbe a pieno titolo nell'orbita delle norme penali sulla stampa. Ne può conseguire che ogni sito, se tenuto all'iscrizione al ROC, debba anche dotarsi di una società editrice e di un giornalista nel ruolo di direttore responsabile. Ed entrambi, editore e direttore del sito, risponderebbero del reato di omesso controllo su contenuti diffamatori. Questo, ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale."

  10. #10
    McFly
    Ospite

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    ..e poi che bisogno c'era di fare dietrofront da parte di gentiloni con l'ammissione del "grave errore" se come dici tu non c'era nessun pericolo?

    http://www.repubblica.it/2007/10/sez...ni-errore.html

    La verità è che s'è tentato di imbavagliare la rete, ma non ci riuscirà ne prodi ne bush ne la cine ne la birmania ne nessuno!

 

 
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