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  1. #1
    Repubblicano (e basta)!
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    Unità dei Repubblicani ... Unità dei Laici ... L'immagine psico-sociale del PRI

    [mid]http://home.datacomm.ch/e.fusillo/CON%20IL%20CUORE.mid[/mid]

    Dal sito www.pri.it - La nota politica

    Perché l'unità dei laici

    Nino Martinazzoli, ex ed ultimo segretario della Democrazia cristiana, dissoltasi sotto l'urto della cosiddetta "rivoluzione referendaria", per diventare senza successo Partito popolare italiano, oggi scheggia della Margherita, dice dell'attuale sistema bipolare che "lungi dall'essere democrazia dell'alternanza, sa tanto di guerra civile".

    Certo, dinanzi alle due coalizioni competitive segnate da lacerazioni profonde al loro interno e che non riescono a darsi un progetto politico coerente, e dove l'Ulivo, o quel che fu, con i suoi "girotondini" e i suoi "no global", continua ad offrire l'immagine di una Babilonia permanente, il disagio di un cattolico democratico che si ispira alla lezione, di Sturzo, De Gasperi e Moro è più che giustificato.

    Nasce da constatazioni evidenti e innegabili. Un cattolico che fu vicino a papa Montini e a quel mondo che la "Moricelliana" di Brescia coltivò attraverso le letture di un cattolicesimo francese che coniugava il messaggio evangelico con i valori della Repubblica, sente come incompatibile stare insieme con i Di Pietro, i Rutelli, i Bertinotti, i Cossutta e quant'altri. Né si può chiedere a un guelfo che concepisce il regionalismo e le autonomie locali tasselli del grande mosaico dell'unità nazionale di avere indulgenza per quelle derive scissionistiche e localistiche che la Lega di Bossi getta come oscure ombre sulla coalizione di centro-destra.

    Bipolarismo anomalo, dunque, da correggere, secondo Martinazzoli, con il ritorno alla "democrazia del confronto e non dello scontro". Confronto che considera l'avversario mai nemico da schiacciare, ma interlocutore da convincere. È l'ethos dei laici, figli di quel "dubbio metodico" lontano dalle verità precostituite, che specie in politica, rifuggono dalle chiese e dai partiti totalizzanti.

    Per il ritorno alla democrazia del confronto, Martinazzoli ritiene indispensabile il rilancio dell'unità e del ruolo dei cattolici in politica. Noi, da laici, riteniamo altrettanto indispensabile l'unità dei laici, più che mai oggi sullo sfondo di quella globalizzazione dell'economia e della scienza, dove la ricerca, in bioetica, come nell'istruzione, non può essere ostacolata dai riflessi condizionati della teologia.

    In politica, l'unità dei laici deve costituire quell'emergenza che proprio l'attuale bipolarismo nasconde fra le pieghe di quelle convenienze elettoralistiche volte a gratificarsi il voto cattolico, a sinistra non meno che a destra. Tant'è che nell'Ulivo, come nella Casa delle libertà, i laici, maggioranza nel paese, sono soggetti sconosciuti. Di qui la necessità di quella sveglia che ci ricorda la vittoria sul divorzio e sulla legge che disciplina l'interruzione della gravidanza per sanare la grande piaga degli aborti clandestini.

    Ecco perché l'unità dei laici deve costituire per quella diaspora che in gran parte alimenta anche il non voto, un obiettivo primario, nel senso di recuperare attorno ad un nuovo soggetto politico forze oggi disperse fra sigle e sottosigle. In questa chiave va letta la battaglia solitaria di resistenza del PRI a conservare la propria identità e la propria storia senza sciogliersi e annullarsi in confuse e indistinte aggregazioni tese soltanto a soddisfare personali ambizioni o salvataggi di collegi.

    La resistenza ha salvato il PRI dalla catastrofe dell'estinzione, e questo gli permette oggi di porsi come punto di riferimento di quel disegno strategico che è l'unità dei laici in nuovo scenario da democrazia maggioritaria.

    Roma, 20 settembre 2002

    --- --- ---

    Scusate, non so se ho letto e capito bene, ma a me sembra che in questa nota ci siano degli interessanti spunti (laicità sconosciuta nel Polo e nell'Ulivo, unità dei laici prioritaria, etc ...)

    Sono il solito illuso ?

    Saluti

    R.

  2. #2
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    Predefinito

    Caro Roberto,
    la notifica dei messaggi mi perviene tramite e.mail dopo circa 10/15 minuti che gli stessi sono stati inseriti.
    Potrai capire l'enorme sorpresa che ho avuto quando mi e' arrivata la notifica di questo tuo messaggio.....che tu hai inserito una decina di minuti prima che io, con lo stesso messaggio, stavo spargendo "seme" repubblicano sui vari Forum di POL ed anche su altri Forum esterni.

    Un fraterno saluto.

  3. #3
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    Predefinito è una svolta.

    A me sembra una svolta politica. Improvvisa, magari, che non è stata preceduta da nessun dibattito interno alla direzione e che non scaturisce da nessun documento e tantomeno da una analisi esterna. Ma se essa, nella sua esclusiva individualità, è il presupposto della relazione della segreteria nazionale al congresso, ritengo costituisca un importante passo in avanti.

  4. #4
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    Predefinito

    Bhè, in effetti qualcosa c'è, ma era pubblicato sul sito del partito da ormai una settimana, penso addirittura prima della Figura del resto del Carlino od addirittura lo stesso giorno.Vedremo.
    saluti
    echiesa

  5. #5
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    Predefinito L'immagine psico-sociale del PRI

    Sto leggendo in queste ore il volumetto "IL P.R.I. - L'immagine psico-sociale di un partito politico" di G. Trentini - C. Bolla ed altri - Franco Angeli - Milano 1983.

    Si tratta di uno studio promosso dalla Federazione Regionale Lombarda dell'AGCI che puntava ad evidenziare le credenze e gli atteggiamenti degli italiani nei confronti dei partiti politici.

    Letto a vent'anni di distanza dalla sua pubblicazione, mi ha consentito di fare alcune considerazioni che mi riservo di espicitare in seguito per non tediarVi troppo.

    Per ora volevo solo riportare l'indice degli argomenti che sono riportati sotto la voce "I deno-connotati peculiari del PRI":
    1. La piccolezza
    2. La serietà/onestà
    3. La competenza tecnocratica
    4. L'aristocraticità/aristocraticismo
    5. La mosca cocchiere
    6. Il "grillo parlante"
    7. Il partito inesistente
    8. Il connotato laico
    9. Il connotato libertario
    10 Il connotato dell'azionismo
    11. La componente protestante ed "anseatica"
    12. Il rischio dell'incomprensibilità finale.

    Non so Voi amici, ma a me ha messo una grande tristezza leggere la descrizione del partito del 1983 ed una rabbia ancora più grande.

    Cosa ne pensate?

    Saluti

    R.

  6. #6
    Garibaldi
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    Predefinito

    Non ho letto il volumetto e quindi!!!
    puoi riassumere???

  7. #7
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    Predefinito

    Per un approfondimento si riporta una scheda degli autori del volumetto citato da Roberto

    Giancarlo Trentini è professore ordinario di Psicologia presso l'Università di Venezia (Cà Foscari). E' autore di circa 90 lavori scientifici, molti dei quali riguardano aree della psicologia sociale, come la dinamica di gruppo. il management e I' organizzazione, le motivazioni e gli atteggiamenti del consumatori. Si è inoltre occupato delle relazioni esistenti tra potere, autorità e libertà in diverse situazioni psico-sociali ed antropo-culturali.

    Maria Cristina Bolla è responsabile della Sintagma, Istituto di ricerca che si occupa del problemi della comunicazione. Specializzata in Psicologia presso l'università di Milano, ha maturato una rilevante esperienza nel campo del management, del marketing. della consulenza e della ricerca sia nella area della psicologia dell'organizzazione che in quella degli atteggiamenti, comportamenti e motivazioni del consumatore.


    Il volume fa parte della Collana:
    Psicologia politica - diretta da Gabriele Calvi
    costa 18,08 euro - codice 1230.4
    Edizioni Franco Angeli - sito web

    http://www.francoangeli.it/Default.asp

  8. #8
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    Predefinito Laici, si può e si deve, di Davide Giacalone

    E siamo ancora a parlar di laici, per riassumere in una parola il poco laico rosario delle definizioni che ci appartengono. Lo avevamo fatto con lo sguardo rivolto alle elezioni europee, alla fine affrontate nel peggiore dei modi possibili. Torniamo a farlo perché si può e si deve. Perché è un nostro dovere. ...... (continua al link sotto)

    http://www.nuvolarossa.org/modules/n...hp?storyid=293
    [mid]http://www.fmboschetto.it/musica/verdi_vespri_siciliani_ouverture.mid[/mid]

  9. #9
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    Intervista del segretario Nucara a "L'opinione"/Definire un nuovo progetto

    Una Federazione per riunire tutte le forze laiche

    La seguente intervista, a cura di Vittorio Pezzuto, è stata pubblicata su "L'Opinione" del 24 giugno.

    "Nessuna debacle elettorale, il risultato della Casa delle Libertà è stato positivo". Lo sostiene Francesco Nucara, segretario nazionale del Pri e sottosegretario all'Ambiente. "Se pensiamo che tutti i governi europei sono crollati - spiega - la tenuta dell'esecutivo deve preoccupare il centrosinistra che già sognava di fare sfracelli. I problemi sono semmai arrivati dalle elezioni amministrative: non solo non siamo avanzati ma spesso abbiamo perduto le posizioni che avevamo. Inutile girarci intorno: le regionali dell'anno prossimo ci preoccupano molto e se la CdL continuerà a emarginare i cosiddetti "partiti minori" - come li ha definiti Silvio Berlusconi in un'avventata dichiarazione di cui mi auguro si sia pentito - allora è prevedibile una sua sconfitta anche alle elezioni politiche del 2006. Per questo mi auguro che il ministro Tremonti riesca a spiegare ai suoi colleghi l'importanza del principio economico delle utilità marginali".

    Tradotto in politica cosa significa?

    Significa un concetto molto semplice: che un panino lo schifi se ti cibi regolarmente, lo divori se non mangi da tre giorni.

    D'altra parte non sono state certo le europee a lasciarvi satolli ....

    Considero chiusa l'esperienza del Partito della Bellezza nata dall'alleanza con Vittorio Sgarbi. Non è stata positiva sia sul piano dei risultati (purtroppo in tempo di guerra e di ostaggi alla gente interessano pochissimo le bellezze naturali e storico-artistiche) sia su quello della reciproca convivenza. Vede, parlare male di tutto e tutti non è certo una caratteristica dei repubblicani che invece sono soliti discutere pacatamente dei problemi e delle loro possibili soluzioni.

    Sgarbi sostiene di aver speso un milione e mezzo di euro in questa avventura ....

    I soldi che ha speso sono affari suoi.

    Vero, ma lo dice per rinfacciarvi di aver tirato fuori dalle casse del partito la miseria di quindicimila euro. Dice anche che avete mobilitato in Italia non più di venti militanti ....

    I conti nelle nostre tasche li facciamo noi, quanto al resto, penso che verrà presto il momento di un chiarimento personale tra noi due.

    All'indomani delle elezioni europee diverse personalità politiche del mondo laico si sono dette d'accordo con l'ipotesi - apertamente sostenuta dal nostro giornale - della costruzione di un'unica casa liberalsocialista.

    Credo che anche i repubblicani dovrebbero far parte di questo progetto e sostenerlo con convinzione. Il problema dell'alleanza laica è che siamo tutti d'accordo sui princìpi ma il diavolo si annida sempre nei dettagli.

    E quali sarebbero?

    Collegi, candidature, quote di finanziamento pubblico ... Le solite cose.

    Crede che anche i Radicali italiani vorranno essere della partita?

    Me lo auguro sinceramente. Anche se temo l'eccesso di protagonismo al quale ci ha da sempre abituati Marco Pannella. Sono convinto che per il momento anche lui dirà sì al nostro progetto. Per poi, ovviamente, sfilarsi al momento opportuno.

    Il 9 e il 10 luglio si riunisce il Consiglio nazionale del Pri. Ha intenzione il proporre in quella sede uno scioglimento del partito e una sua confluenza nella costituenda casa liberalsocialista?

    Questo sinceramente no. Penso piuttosto a una federazione che possa essere il punto di partenza per la costruzione in prospettiva di una forza politica che riunisca tutti i laici.

    Questo nuovo soggetto dovrà comunque schierarsi con la Casa delle Libertà?

    Per quello che mi riguarda, sì. Dovremo però discuterne a fondo anche con la nostra minoranza interna, che rappresenta oggi il 32 per cento del partito. Nonostante condivida la nostra impostazione in politica estera, essa spinge perché i repubblicani si schierino con le forze del centrosinistra per non perdere consiglieri negli enti locali. Da un certo punto di vista capisco questa esigenza anche perché numerosi esponenti di Forza Italia non hanno ancora l'esperienza sufficiente per amministrare un comune o una provincia. Il guaio è che Forza Italia non sembra avere alcuna intenzione a lavorare per una classe di amministratori in grado di contrastare l'apparato amministrativo della sinistra.

  10. #10
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