Come preannunciato in questi giorni, a novembre cade il governo. Si forma un governo Dini di transizione formato da PD, Forza Italia, UDC, UDeuR e Liberaldemocratici, con sostegno esterno da parte di AN, DC, NPSI, PRI.
Nei mesi successivi FI e AN si fondono nel Partito delle Libertà (PdL).
UDC, UDeuR e DC si fondono nella Federazione di Centro (FdC).
L'Italia dei Valori vede il proprio leade Antonio Di Pietro iscritto con prove schiaccianti nel registro degli indagati della vicenda Why Not: il partito entra in crisi come Ordine Morale dopo il ritrovamento del segretario Bertié ne "Il vizietto"; quello che resta dopo pochi mesi conflusice nel PD, così come i Radicali. Tra i provvedimenti approvati, la riforma della legge elettorale, che riprende in toto la proposta dei referendum di Segni.
E' Aprile 2008. Napolitano scioglie le Camere e si va nuove elezioni.
Le coalizioni che si presentano sono tre:
1) Polo Democratico per le Libertà - E' il nome assunto dalla coalizione delle forze che hanno formato il governo di transizione. E' perciò composta da PD, PdL, FdC, Liberaldemocratici e PRI. In generale più che un programma politico ha una metodologia, che è quella di procedere per larghe intese e attraverso la concertazione dei partiti che la compongono.
2) Federazione delle Alternative Radicali - E' la coalizione, inedita, delle forze escluse dai giochi nel passato governo di transizione. Comprende quindi il Partito della Sinistra Socialista (PdS, creato dall'unione di PRC, PdCI, e SD), i Verdi, il Partito della Destra Sociale (PDS, creato dall'unione di Destra di Storace, più Fiamma, Azione Sociale, Forza Nuova, MIS Rauti, Fronte di Tilgher) e, last but not the least, la Lega Nord (in realtà guidata da Borghezio e Calderoli, dato che l'ala di Maroni è confluita nel PdL). In generale più che un programma politico , ciò che tiene unita la coalizione è il risentimento generale da parte dei quattro partiti nei confronti dei rispettivi ex-alleati, e quindi la volontà di fargliela pagare. Tra manifestazioni di ogni genere e anche in controtendenza l'una con l'altra (causa l'eterogeneità delle alleanze), sparate più o meno provocatorie ad effetto shock, la metodologia d'azione è quella di sperare di impedire al Polo Democratico di governare da solo, così da entrare in coalizione al governo con esso, per spostarlo su posizioni più radicali mentre si occupano poltrone (unendo l'utile al dilettevole)
3) Unione Democratica del Lavoro - E' la coalizione composta da vari soggetti che fino al giorno prima sarebbe stato impensabile vedere insieme: comprende Caldoro (NPSI), Fernando Rossi (MPC), Bordon e Manzione (UD), e Ferrando (PCL). Per quanto politicamente distante dalle politiche del Polo Democratico, e copnsiderandosi opposizione ad esso, è posibilista in un appoggio esterno in funzione "anti-radicale": vale il ragionamento per cui: "se il peggiore governo degli ultimi 60 anni ha visto la presenza della sinistra radicale, allora il problema sta proprio nelle ali estreme".
Alcune brevi note: Il Partito Socialista non si presenta (il motivo è oggetto di studio da parte dei politologi delle Università al di là ed al di qua dell'oceano),ed è diviso al suo interno tra chi sostiene il Polo Democratico (sperando in riforme), chi la Federazione delle Alternative Radicali (puntando sulla laicità) e chi l'Unione Democratica del Lavoro.
Beppe Grillo ha addirittura cessato il suo giustizialismo, e per un periodo della campagna elettorale ha fatto campagna astensionista al fiano degli anarchici. Finché non ha mandato affanculo anche loro, completando il quadro.




Rispondi Citando