

e Bokassa ?
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Bah...


Sai stanis non amo gli esotismi...
Puah, bah, sput, bleah
comunque 'questo' aveva capito 'tutto': lui faceva poche storie, i negri se li magnava sul serio!
Idi Amin uber alles!
cannibalismo militante per il socialismo nazionale!
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Bravo Ulfenor vedo ci sei arrivato da.. 'solo'; comunque mi hai fregato l'avatar ma te lo 'cedo' ugualmente perche' son buono!
Strauppete : la Rivoluzione degli affamati di tutto il mondo ha il suo Capo riconosciuto!
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nica 25 febbraio 2007
L'ultimo re di Scozia
Vedendo questo film mi ritorna in mente una constatazione molto scorretta politicamente che mi frulla in testa da diverso tempo. Per l'Africa, il colonialismo è stato davvero il peggiore dei mali?
La vicenda qui raccontata, con una buona dose di compassionevole comprensione, è quella del sanguinario Idi Amin, dittatore ugandese. Non che egli si sia distinto particolarmente dai suoi predecessori e successori, se non per una certa tendenza a costruire di sé un'immagine forte, antioccidentale, di padre della patria. Dietro la facciata, è noto, vi erano eccidi di massa e stritolamento dell'opposizione.
La bonomia del ritratto si deve al punto di vista assunto, quello di un neolaureato medico scozzese che decide di prestare la sua opera assistenziale nel paese africano e, per una serie di inutili circostanze, viene assunto da Amin come medico personale e primo consigliere. La vicenda non finirà bene, come era facile prevedere. In mezzo troviamo una narrazione stanca, tanti buoni sentimenti sprecati, due ottime recitazioni.
Ho sempre ammirato Forest Withaker, dai tempi di Birde di Ghost Dog
. La sua bravura non si discute, nemmeno qui. Ma non mi sembra che meriti l'Oscar: di ben altro livello altre sue prove. Forse da rivedere, invece, il giovane James McAvoy che, con il suo sorrisino sempre in primo piano sembra aver trovato il registro giusto per una recitazione estraniata come si conviene, anche se inverosimile nel contesto.
Due ore abbastanza noiose, utili solo per lo stimolo a riflettere su quei meravigliosi paesi, ancora oggi teatro di scontri e guerre civili, dopo aver sopportato razzie schiaviste (da europei e arabi) e saccheggi imperialisti. Ma, si ripete, era davvero sterco tutto quello che puzzava?
Etichette: cinema, colonialismo, Hari Seldon, Uganda
a 09:20![]()
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Scozzese al 100% of course!
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