La truffa dei passaporti italiani

Passaporti italiani

Diventare italiani non è difficile. Basta avere i contatti giusti, un po’ di soldi e pochi scrupoli. Basta partire dal Brasile ed essere disposti a passare qualche settimana in uno sperduto comune appenninico. Il premio finale sarà un passaporto con la dicitura «Unione europea».Il lasciapassare per l’Europa e per qualsiasi paese del mondo, per lavorare oppure fare tutt’altro.

Secondo il Corriere della Sera, ci sono connivenze pesanti. «Alberi genealogici fasulli sono stati legalizzati presso l’ambasciata italiana a Brasilia, poi fatti pervenire in un comune del Savonese, dove nel frattempo la ‘rete’ offre alloggio e una residenza fittizia al futuro cittadino italiano. Ancor più preoccupante è un altro scenario: organizzazioni estremiste starebbero usando il Brasile come ponte per ‘italianizzare’ individui che in nessun altro modo riuscirebbero a entrare, per esempio, negli Stati Uniti. È una forma assai sofisticata di riciclaggio di identità, con la legge italiana anello debole della catena».

Una circolare del 2002 ha stabilito che gli oriundi, una volta trovati i documenti, possono richiedere la cittadinanza in qualunque comune italiano nel quale abbiano fissato la residenza. La decisione ha creato una rete di agenzie e intermediari, che agiscono soprattutto via Internet. Con varie migliaia di brasiliani che vogliono concludere le pratiche in Italia è fiorito il turismo da passaporto. Alcuni Comuni si sono specializzati nella produzione in massa di cittadinanze. Si trovano a Savona e provincia, in Garfagnana, nelle province di Ancona e di Reggio Calabria: in ognuna di queste aree agisce almeno una agenzia gestita da italo-brasiliani, e molte sono perfettamente legali. La gang che fa passare i documenti attraverso i complici di Brasilia punta soprattutto su Savona e altri comuni della provincia come Millesimo e Cairo Montenotte.
La truffa dei passaporti italiani