

beh, pare che di cechi di destra ce ne siano parecchi in giro,ma proprio parecchi; ci sono mafiosi anche a sinistra? sicuramente, ogni tanto ne abbiamo notizia dalle cronache; abbiamo visto che in sicilia la mafia a volte cerca di appoggiarsi anche alla sinistra ; in generale però sono casi più rari come abbiamo visto, anche perchè la sicilia è in mano alla destra in gran parte;
poi, come detto, a sinistra c'è qualche mafioso in sicilia, ma a destra, abbiamo i principali capi del principale partito di destra e dell'italia che sono mafiosi conosciuti;se permetti, c'è un pò di differenza;




La mafia sta con il potere, non con la politica che non conta un cazzo!
Perchè la 'ndrangheta sarebbe dovuta essere tutta con l'MSI se al tempo il partito di Almirante non aveva nemmeno un assessore comunale?
In Calabria le cose non mi risulta proprio siano mai andate come tu dici!
c'è solo l'imbarazzo della scelta; hai letto l 'articolo che ho preso da un' altra discussione? sono riportati gli incredibili affari di schifani , la loggia ,miccichè; questi erano addirittura in società con famosi mafiosi che sono poi stati arrestati ; più di così; e questi sono dirigenti del partito,non consiglieri o assessori comunali o provinciali


Evidentemente NON è solo la mafia a guadagnarci sopra,quando lo Stato rifiuta di agire decisamente per decenni e decenni e lascia che i suoi uomini migliori, i.e. Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino siamo assassinati perchè stanno arrivando troppo in alto con le loro indagini, allora è chiaro che non si tratta più soltanto di destra o sinistra perchè TUTTI, chi più chi meno, hanno le mani in pasta. Vedi un po' se la Finanza ha mai avuto l' ordine di indagare sul serio sulle banche e sulle finanziarie/assicurazioni di buon livello! E le mafie oltre ai loro conniventi dove lo mettono il denaro? Tonnellate di banconote sotto al letto o sotto al mattone?


ma davvero pensi che la mafia e le altre associazioni criminali stiano a guardare dx e sx? vanno dove a loro conviene...e guarda caso in regioni come campania (camorra) e Calabria ('ndrangheta) governa la sx e in regioni come la icilia (mafia) governa la dx...dx o sx nn cambia un cazzo...poi sul fatto che ci siano molti ciechi tra gli elettori di cdx hai ragione, come però ci sono tra quelli di csx, e se tu credi che la sx abbia solo rari casi di legami con la mafia sei uno di quelli.
senti, vatti a rivedere l'inizio del discorso; ci sono riportati dati e riferimenti precisi che riguardano i PRINCIPALI esponenti del pricnipale partito di destra;
i PRINCIPALI esponenti,non qualche politico o qualche assessore di provincia;
schifani, la loggia, dell'utri,miccichè; poi ce ne sono anche altri;poi ricordiamo ilministrro lunardi"con la mafia bisogna convivere"; la differenza è notevole,dire che a sinistra c'è la stessa roba di mafiosi èuna sciocchezza enorme che evidenzia faziosità e malafede;citatmi tu qualche esponente dei ds coinvolto direttamente in affari mafiosi o in società con mafiosi; citamegli se ne sei capace; poi, ricordiamo sempre che gli elettori di sinistra, non difendono mai i propri politci che fanoporcate, che corrompono, che addirittura sono implicati in vicende mafiose; gli elettori di destra invece gli difendono sempre e fanno finta dinon vedere le vicende e attaccano i giudici;
dire che l'atteggiamente dei politci e dell'elettorato della sinistra è uguale a quelo della destra nei confronti dellamafia , significa dire una falsità enorme;
la maggioranza degli elettori di destra sono veramente cechi e chiudono gli occhi quando ci sono le vicendee di mafia e quando i loro politci sono implicatiin vicende di mafia, gli elettori di sinistranon gli chiudono per niente e non si sognano mai di difendere o appoggiare dei mafiosi , dei poltici collusi con la mafia; è inutile che cerchi di mettere tuti sullo stessopiano, è una falsità, una porcheria;trovati un altro modo per lavarti la coscienza , tu e i destri; avete la coscienza sporca; non sò con quale faccia e coraggio tanti destri si presentino davanti ai loro figli ; è veramente una vergogna illoro comportamento


Dal sito www.camera.it
<H3>Allegato B
Seduta n. 792 del 17/10/2000</H3>
<H5>Pag. 33912</H5>
...
GIUSTIZIA
<A name=btro>Interrogazione a risposta orale:
<A name=3-06427>FRAGALÀ. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della giustizia, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nel 1998 la procura della Repubblica di Palermo, allora retta dal procuratore capo Giancarlo Caselli, avviava una indagine sui rapporti tra imprese, appalti e mafia in Sicilia, pervenendo alla richiesta di adozione di una ordinanza cautelare in carcere nei confronti di alcuni imprenditori sulla scorta di un «biglietto» attribuito al boss latitante Bernardo Provenzano dal seguente contenuto: «imp. coop. il progresso deve fare un lavoro a piazza Armerina - devono fare il consolidamento pile sul fiume gela sotto il viadotto fontanelle al km 48 strada statale 117 bis importo 500 m circa questo lo cominceranno verso fine febbraio 95. Imp. Cavallotti. Lavoro gas a gira dopo leonforte provincia di Enna. Imp. 4 ml. imp. Cavallotti. Lavoro gas centuripe provincia di Enna. Imp. 4 ml. dammi risposta se li raccomandi ho no»;
il contenuto del suddetto biglietto veniva interpretato dalla Procura di Palermo come un «ordine» dato direttamente da Provenzano affinché i lavori indicati venissero affidati alle due imprese sopra citate, con la non lieve differenza di contestazione del tipo di reato e di conseguenze processuali, per i due imprenditori destinatari del provvedimento di custodia cautelare;
per il presidente della cooperativa «rossa» «Il Progresso» di Misilmeri, Giovanni Pavone, veniva contestato soltanto il reato di turbativa d'asta, mentre per l'imprenditore Vincenzo Cavallotti veniva contestato assieme al reato di turbativa d'asta, quello ben più grave di associazione per delinquere di stampo mafioso. Anche le conseguenze processuali sono state assai diverse, sempre a beneficio del rappresentante della cooperativa, il quale, tratto in arresto, veniva scarcerato dopo pochi giorni, e alla conclusione delle indagini, beneficiava del consenso del pubblico ministero al patteggiamento e, poi, di una lieve condanna con la sospensione condizionale della pena, sempre per il solo reato di turbativa d'asta;
per l'imprenditore Cavallotti, invece, il contenuto del medesimo biglietto aveva la conseguenza di una lunga carcerazione preventiva che perdura tuttora, e di un processo ancora in corso per associazione di stampo mafioso;
nel 1999 il dottor Caselli lasciava la procura di Palermo e veniva nominato Direttore del Dap, al suo posto subentrava quale procuratore capo il dottor Pietro Grasso, con la conseguenza che una approfondita indagine tra cooperative rosse, appalti e mafia curata dai Carabinieri di Palermo fin dal 1994, vedeva finalmente la luce con la richiesta di adozione di provvedimenti cautelari nei confronti di una serie di personaggi del mondo imprenditoriale cooperativistico collegato alla sinistra diessina, nonché con l'invio di avvisi di garanzia ad esponenti di spicco del PCI-PDS-DS;
il tribunale per il riesame di Palermo, sul tema dei rapporti tra cooperative rosse, appalti e mafia, emetteva, nell'ambito di questo procedimento e in data 4 ottobre 2000 una ordinanza che così definisce gli intrecci politica-mafia-imprese in Sicilia: «Le cooperative rosse hanno stipulato accordi <H5>Pag. 33913</H5>con i più alti vertici dell'associazione mafiosa per la gestione degli appalti pubblici»;
nell'ambito di tale indagine veniva nuovamente alla luce il nome del presidente della cooperativa di Misilmeri «Il Progresso» Giovanni Pavone, il quale, questa volta, dalla procura della Repubblica di Palermo, non più diretta dal dottor Caselli, veniva inquisito, con richiesta d'arresto, per partecipazione ad associazione mafiosa, quale personaggio assai vicino al boss Bernardo Provenzano;
appare evidente che a distanza di un anno, e mentre coesistevano nell'ambito della medesima procura di Palermo due procedimenti che avevano gli stessi protagonisti, uno, quello sul biglietto di Provenzano, iniziato nel 1998, l'altro, quello sui rapporti tra cooperative rosse e mafia iniziato nel 1994, la Procura di Palermo ha assunto, rispetto al Presidente della cooperativa «Il Progresso» Giovanni Pavone, due atteggiamenti confliggenti e contraddittori: nel 1998/99 lo inquisiva e gli concedeva il patteggiamento con una pena lievissima e con la sospensione condizionale per il solo reato di turbativa d'asta, con un trattamento del tutto diverso rispetto agli altri coimputati del medesimo processo, tutti perseguiti e detenuti per associazione mafiosa, sulla base dello stesso biglietto attribuito a Provenzano e sopra trascritto;
al contrario, nella indagine iniziata precedentemente e, successivamente, per un periodo svoltasi parallelamente a quella scaturita dal biglietto del boss Provenzano, ma che ha avuto sfogo - dopo sei anni - soltanto nelle scorse settimane, Giovanni Pavone è stato inquisito come associato per mafia e uomo vicino a Provenzano, destando così il legittimo pensiero che sotto la precedente gestione della procura di Palermo gli fosse stato riservato un «trattamento di favore» -:
quali provvedimenti e quali iniziative intendano assumere il Governo ed i ministri competenti in merito ad un episodio, quale quello sopra descritto, che pone l'inquietante interrogativo se, durante la gestione della procura della Repubblica di Palermo da parte del dottor Giancarlo Caselli, la repressione del fenomeno dei rapporti tra mafia e imprese se abbia potuto subire distorsioni e rallentamenti quando i protagonisti dei rapporti con l'associazione mafiosa erano le cooperative rosse, cioè quelle imprese legate politicamente e finanziariamente al Pci-Pds-Ds e che fin dagli anni settanta si sono aggiudicate una quota rilevante degli appalti e delle forniture pubbliche in Sicilia.
(3-06427)
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