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  1. #1
    Comunista democratico
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    Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo (Gramsci)
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    Predefinito Infortuni sul lavoro, raddoppiati i morti sul lavoro a Milanoma Penati pensa ad altro

    Infortuni sul lavoro, raddoppiati i morti sul lavoro a Milano ma Penati pensa ad altro

    di Rolando Dubini *

    su redazione del 30/10/2007


    Gli ultimi dati disponibili sono drammatici, i morti sul lavoro sono quasi raddoppiati — da 15 a 28 — in dodici mesi a Milano e nel circondario. Si registra anche un fortissimo incremento anche degli infortuni con lesioni gravi. La maggior parte degli incidenti vede come vittime extracomunitari che lavorano nell'edilizia, spesso in nero e in piccoli cantieri. L’incidenza degli infortuni sul lavoro a carico degli immigrati arriva ad essere maggiore del cinquanta per cento rispetto al totale degli infortuni occorsi a lavoratori italiani e comunitari. Il 73 per cento degli interinali, secondo un'indagine realizzata da Ispesl e Cgil, dice di non essere mai stato informato sui rischi presenti sull'attuale posto di lavoro e quasi sei su dieci non sanno neppure se nell'azienda esista o meno il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
    I dati rilevati dalla Procura di Milano nel periodo dal primo luglio 2006 al 30 giugno 2007 e che saranno inseriti nella relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2008 segnalano dunque un «aumento notevole» degli infortuni, che rappresenta «un segnale preoccupante» a giudizio del procuratore aggiunto Nicola Cerrato, a capo del dipartimento che si occupa di infortuni sul lavoro, reati ambientali, colpe mediche, sfruttamento di lavoratori clandestini, reati alimentari e farmaceutici. Otto magistrati, su 12 previsti dalla pianta organica, che nell'ultimo anno giudiziario si sono visti arrivare ben 5.521 nuovi fascicoli (2.821 contro indagati noti, il resto contro ignoti), con un incremento che tocca il 45% rispetto all'anno precedente. Non è un caso se nei fatti la maggior parte di questi procedimenti si conclude con una richiesta di archiviazione da parte del P.m. che non è materialmente in grado di condurre a termine il procedimento. Un carico di lavoro tra i più alti nell'intero ufficio. «Riusciamo a fronteggiare la situazione grazie all'impegno dei magistrati del pool », aggiunge Cerrato che, dopo gli interventi sulla materia del presidente della Repubblica, del Csm e perfino del Papa, ha scritto una relazione al procuratore Manlio Minale (che ha subito rimpiazzato due pm trasferiti), sostenendo la necessità di una maggiore attenzione «alle forze», chiedendo che al dipartimento vengano assegnati alcuni vice procuratori onorari per evadere i fascicoli. Il problema delle risorse umane è ancor più evidente sul campo. Secondo Cerrato, «qui le forze schierate dalle Asl e dalla direzione provinciale del lavoro sono assolutamente inadeguate e insufficienti per una prevenzione e una repressione che siano davvero efficaci, e non per colpa di queste istituzioni che, con tutte le forze dell'ordine, fanno il possibile». Grazie alla legge 123 del 2007, a Milano è stata destinata una pattuglia di un'ottantina di ispettori, la cui presenza consentirà un aumento delle verifiche sui cantieri e delle contravvenzioni, ma anche di sospendere i lavori se vengono accertate gravi irregolarità. Il magistrato, però, non si fa eccessive illusioni: «Le imprese sono così tante che non è possibile fare controlli ovunque». Infatti, se nei grossi cantieri le misure di sicurezza sono «pressoché rispettate », anche perché sono sottoposti a controlli costanti, è dalle piccole imprese che arrivano i rischi maggiori. Aziende familiari che ristrutturano appartamenti o fanno lavori condominiali. Non di rado impiegano pensionati e extracomunitari clandestini.
    PENATI - Sulla questione sicurezza "non e' piu' possibile che la politica giri la testa dall'altra parte e non affronti i problemi veri della gente". Lo ha detto Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, durante un dibattito sul Partito Democratico, lo stesso che che chiede nuovi poteri di polizia e sostiene il pacchetto sicurezza del ministro amato. "Occorre ribadire - ha sottolineato Penati - una cosa che ovvia non e': la sicurezza e' un diritto inalienabile. La gente ha diritto a vivere e lavorare in un contesto sereno . La sinistra moderna e' una sinistra che allarga i diritti e li fa rispettare!. “L’impegno della provincia è quello di farsi promotore assieme al prefetto e ai rappresentanti delle forze dell’ordine che hanno organizzazione di carattere provinciale per stabilire su tutto il territorio protocolli per la sicurezza”. Queste la parole, ma i fatti sono diversi: Penati non ha ancora messo in campo la benchè minima iniziativa per dar corso a quanto prevede la nuova legge di sicurezza del lavoro n. 123 del 3 agosto 2007, la quale all'articolo 4 comma 2 prevede che fino all'emanazione di un futuro decreto " il coordinamento delle attivita' di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro e' esercitato dal presidente della provincia o da assessore da lui delegato, nei confronti degli uffici delle amministrazioni e degli enti pubblici territoriali rientranti nell'ambito di competenza". Non risulta che Penati abbia messo in campo a fronte di una situazione gravissima, alcun atto di coordinamento degli organi di vigilanza contro gli infortuni e le malattie professionali.
    LOMBARDIA .- Nel 2006 gli infortuni mortali in Lombardia sono aumentati del 16,3%. Sono stati infatti 232 (217 nell'industria e 15 nell'agricoltura; ndr), 38 in più rispetto all'anno precedente. La regione Lombardia nella sua maggioranza dichiara che vuole fare la sua parte. "La Giunta esaminerà settimana prossima il piano triennale per la prevenzione che partirà dal 2008 -dichiara Carlo Lucchina, direttore generale dell'assessorato regionale alla Sanità-. È previsto un aumento del budget e si passerà dagli 8 milioni di euro finora disponibili a 12 milioni". Formigoni dice: “Da anni porto avanti una battaglia per rendere il lavoro piu' sicuro" ha sottolineato Formigoni, che ha anche annunciato che da qualche settimana ha preso anche altre iniziative: "i miei uffici hanno iniziato un lavoro di coinvolgimento con le aziende, i sindacati e le universita'". Lo scopo e' "mettere a punto iniziative per la riduzione del rischio". Dopodiche' sara' convocato un "Tavolo generale per mettere a frutto questo lavoro". Ma gli infortuni mortali aumentano e l'inail smentisce l'ottimiso di formigoni e mette in luce la totale passività del governo regionale su questa grave emergenza sociale Gian Paolo Colicchio, direttore regionale Inail afferma che "ii numeri degli incidenti sono comunque talmente elevati che non giustificano l'ottimismo"
    RLS E SINDACATO - La nuova legge n. 123 ha esteso i poteri e i compiti dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, ma senza una adeguata preparazione questi non saranno in grado di condizionare le scelte aziendali e ridurre la pericolosità del lavoro. Senza una grande iniziativa di massa sulla sicurezza che qualifichi e rafforzi i rappresentanti dei lavoratori, anche culturalmente, la legge 123 che pure conferisce loro importanti facoltà (di ottenere copia del documento di valutazione dei rischi, del registro infortuni, dei costi della sicurezza negli appalti) potrebbe diventare un'occasione mancata.

    * Direttivo provinciale PRC - Ordine democratico e Sicurezza del lavoro
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    Myrddin

  2. #2
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    Si..... Ma I Deputati Cattolici Si Preoccupano DI PIù Dei Preservativi In Libera Vendita
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Myrddin-Merlino Visualizza Messaggio
    Infortuni sul lavoro, raddoppiati i morti sul lavoro a Milano ma Penati pensa ad altro

    di Rolando Dubini *

    su redazione del 30/10/2007


    Gli ultimi dati disponibili sono drammatici, i morti sul lavoro sono quasi raddoppiati — da 15 a 28 — in dodici mesi a Milano e nel circondario. Si registra anche un fortissimo incremento anche degli infortuni con lesioni gravi. La maggior parte degli incidenti vede come vittime extracomunitari che lavorano nell'edilizia, spesso in nero e in piccoli cantieri. L’incidenza degli infortuni sul lavoro a carico degli immigrati arriva ad essere maggiore del cinquanta per cento rispetto al totale degli infortuni occorsi a lavoratori italiani e comunitari. Il 73 per cento degli interinali, secondo un'indagine realizzata da Ispesl e Cgil, dice di non essere mai stato informato sui rischi presenti sull'attuale posto di lavoro e quasi sei su dieci non sanno neppure se nell'azienda esista o meno il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
    I dati rilevati dalla Procura di Milano nel periodo dal primo luglio 2006 al 30 giugno 2007 e che saranno inseriti nella relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2008 segnalano dunque un «aumento notevole» degli infortuni, che rappresenta «un segnale preoccupante» a giudizio del procuratore aggiunto Nicola Cerrato, a capo del dipartimento che si occupa di infortuni sul lavoro, reati ambientali, colpe mediche, sfruttamento di lavoratori clandestini, reati alimentari e farmaceutici. Otto magistrati, su 12 previsti dalla pianta organica, che nell'ultimo anno giudiziario si sono visti arrivare ben 5.521 nuovi fascicoli (2.821 contro indagati noti, il resto contro ignoti), con un incremento che tocca il 45% rispetto all'anno precedente. Non è un caso se nei fatti la maggior parte di questi procedimenti si conclude con una richiesta di archiviazione da parte del P.m. che non è materialmente in grado di condurre a termine il procedimento. Un carico di lavoro tra i più alti nell'intero ufficio. «Riusciamo a fronteggiare la situazione grazie all'impegno dei magistrati del pool », aggiunge Cerrato che, dopo gli interventi sulla materia del presidente della Repubblica, del Csm e perfino del Papa, ha scritto una relazione al procuratore Manlio Minale (che ha subito rimpiazzato due pm trasferiti), sostenendo la necessità di una maggiore attenzione «alle forze», chiedendo che al dipartimento vengano assegnati alcuni vice procuratori onorari per evadere i fascicoli. Il problema delle risorse umane è ancor più evidente sul campo. Secondo Cerrato, «qui le forze schierate dalle Asl e dalla direzione provinciale del lavoro sono assolutamente inadeguate e insufficienti per una prevenzione e una repressione che siano davvero efficaci, e non per colpa di queste istituzioni che, con tutte le forze dell'ordine, fanno il possibile». Grazie alla legge 123 del 2007, a Milano è stata destinata una pattuglia di un'ottantina di ispettori, la cui presenza consentirà un aumento delle verifiche sui cantieri e delle contravvenzioni, ma anche di sospendere i lavori se vengono accertate gravi irregolarità. Il magistrato, però, non si fa eccessive illusioni: «Le imprese sono così tante che non è possibile fare controlli ovunque». Infatti, se nei grossi cantieri le misure di sicurezza sono «pressoché rispettate », anche perché sono sottoposti a controlli costanti, è dalle piccole imprese che arrivano i rischi maggiori. Aziende familiari che ristrutturano appartamenti o fanno lavori condominiali. Non di rado impiegano pensionati e extracomunitari clandestini.
    PENATI - Sulla questione sicurezza "non e' piu' possibile che la politica giri la testa dall'altra parte e non affronti i problemi veri della gente". Lo ha detto Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, durante un dibattito sul Partito Democratico, lo stesso che che chiede nuovi poteri di polizia e sostiene il pacchetto sicurezza del ministro amato. "Occorre ribadire - ha sottolineato Penati - una cosa che ovvia non e': la sicurezza e' un diritto inalienabile. La gente ha diritto a vivere e lavorare in un contesto sereno . La sinistra moderna e' una sinistra che allarga i diritti e li fa rispettare!. “L’impegno della provincia è quello di farsi promotore assieme al prefetto e ai rappresentanti delle forze dell’ordine che hanno organizzazione di carattere provinciale per stabilire su tutto il territorio protocolli per la sicurezza”. Queste la parole, ma i fatti sono diversi: Penati non ha ancora messo in campo la benchè minima iniziativa per dar corso a quanto prevede la nuova legge di sicurezza del lavoro n. 123 del 3 agosto 2007, la quale all'articolo 4 comma 2 prevede che fino all'emanazione di un futuro decreto " il coordinamento delle attivita' di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro e' esercitato dal presidente della provincia o da assessore da lui delegato, nei confronti degli uffici delle amministrazioni e degli enti pubblici territoriali rientranti nell'ambito di competenza". Non risulta che Penati abbia messo in campo a fronte di una situazione gravissima, alcun atto di coordinamento degli organi di vigilanza contro gli infortuni e le malattie professionali.
    LOMBARDIA .- Nel 2006 gli infortuni mortali in Lombardia sono aumentati del 16,3%. Sono stati infatti 232 (217 nell'industria e 15 nell'agricoltura; ndr), 38 in più rispetto all'anno precedente. La regione Lombardia nella sua maggioranza dichiara che vuole fare la sua parte. "La Giunta esaminerà settimana prossima il piano triennale per la prevenzione che partirà dal 2008 -dichiara Carlo Lucchina, direttore generale dell'assessorato regionale alla Sanità-. È previsto un aumento del budget e si passerà dagli 8 milioni di euro finora disponibili a 12 milioni". Formigoni dice: “Da anni porto avanti una battaglia per rendere il lavoro piu' sicuro" ha sottolineato Formigoni, che ha anche annunciato che da qualche settimana ha preso anche altre iniziative: "i miei uffici hanno iniziato un lavoro di coinvolgimento con le aziende, i sindacati e le universita'". Lo scopo e' "mettere a punto iniziative per la riduzione del rischio". Dopodiche' sara' convocato un "Tavolo generale per mettere a frutto questo lavoro". Ma gli infortuni mortali aumentano e l'inail smentisce l'ottimiso di formigoni e mette in luce la totale passività del governo regionale su questa grave emergenza sociale Gian Paolo Colicchio, direttore regionale Inail afferma che "ii numeri degli incidenti sono comunque talmente elevati che non giustificano l'ottimismo"
    RLS E SINDACATO - La nuova legge n. 123 ha esteso i poteri e i compiti dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, ma senza una adeguata preparazione questi non saranno in grado di condizionare le scelte aziendali e ridurre la pericolosità del lavoro. Senza una grande iniziativa di massa sulla sicurezza che qualifichi e rafforzi i rappresentanti dei lavoratori, anche culturalmente, la legge 123 che pure conferisce loro importanti facoltà (di ottenere copia del documento di valutazione dei rischi, del registro infortuni, dei costi della sicurezza negli appalti) potrebbe diventare un'occasione mancata.

    * Direttivo provinciale PRC - Ordine democratico e Sicurezza del lavoro
    http://www.esserecomunisti.it/index....Articolo=19287
    Nelle sue ricerche statistiche trova anche la percentuale di quelli che periscono per le loro incaute azioni ?
    Sono sicuramente la maggioranza.

  4. #4
    Super Troll
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    Citazione Originariamente Scritto da albertob Visualizza Messaggio
    Nelle sue ricerche statistiche trova anche la percentuale di quelli che periscono per le loro incaute azioni ?
    Sono sicuramente la maggioranza.
    TU SEI PEGGIO DEI DATORI DI LAVORO CHE PREPARANO QUELLE TRAPPOLE.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
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  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da albertob Visualizza Messaggio
    Nelle sue ricerche statistiche trova anche la percentuale di quelli che periscono per le loro incaute azioni ?
    Sono sicuramente la maggioranza.
    E' quello che sostengo da una vita.

    Sarebbe opportuno fare uno studio serio sulle morti sul lavoro e vedere quante di esse derivano da negligenza e dal mancato rispetto delle norme di sicurezza esistenti, da parte del lavoratore.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da medsim Visualizza Messaggio
    E' quello che sostengo da una vita.

    Sarebbe opportuno fare uno studio serio sulle morti sul lavoro e vedere quante di esse derivano da negligenza e dal mancato rispetto delle norme di sicurezza esistenti, da parte del lavoratore.
    SE NON LE RISPETTANO SIGNIFICA CHE NESSUNO LE FA RISPETTARE...PERCHè HA INTERESSE A NON FARLE RISPETTARE.... IN PRIMIS IL PADRONE,.
    SE POI VEDIAMO CHE IL FENOMENO è IN AUMENTO SIGNIFICA CHE SIA I LAVORATORI SIA I PADRONI SONO IMPREPARATI
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da cciappas Visualizza Messaggio
    SE NON LE RISPETTANO SIGNIFICA CHE NESSUNO LE FA RISPETTARE...PERCHè HA INTERESSE A NON FARLE RISPETTARE.... IN PRIMIS IL PADRONE,.
    SE POI VEDIAMO CHE IL FENOMENO è IN AUMENTO SIGNIFICA CHE SIA I LAVORATORI SIA I PADRONI SONO IMPREPARATI
    Se non le rispettano è perchè sono delle emerite teste di cazzo ed è troppo comodo dare la colpa ai titolari delle aziende se gli operai lavorano con superficialità imbarazzante .
    Una volta consegnata a loro TUTTA l'attrezzatura di sicurezza sarebbero loro quelli da multare pesantemente se poi non la utilizzano .
    P.S. Io non sono un titolare

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da cciappas Visualizza Messaggio
    SE NON LE RISPETTANO SIGNIFICA CHE NESSUNO LE FA RISPETTARE...PERCHè HA INTERESSE A NON FARLE RISPETTARE.... IN PRIMIS IL PADRONE,.
    SE POI VEDIAMO CHE IL FENOMENO è IN AUMENTO SIGNIFICA CHE SIA I LAVORATORI SIA I PADRONI SONO IMPREPARATI
    Per tua informazione i datori di lavoro, che tu ignorantemente continui a chiamare padroni, non hanno alcun interesse a veder morire i loro sottoposti, anzi.

    ti faccio un esempio, cantiere edile, 50 operai, solo 10 ad andar bene, portano l'elemetto protettivo. questa è una realtà che vedo tutti igiorni per lavoro.

    Ora i datori di lavoro si spaccano per far rispettare queste norme, i muratori mettono l'elmetto per toglierselo dopo 10 minuti, perché fa caldo o gli da fastidio.

    Quando sanzioni poi un lavoratore per questa sua negligenza arrivano i sindacati a mettere i bastoni tra le ruote al datore di lavoro.

    Ti pare una situazione gestibile?

  9. #9
    Super Troll
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    Citazione Originariamente Scritto da albertob Visualizza Messaggio
    Se non le rispettano è perchè sono delle emerite teste di cazzo ed è troppo comodo dare la colpa ai titolari delle aziende se gli operai lavorano con superficialità imbarazzante .
    Una volta consegnata a loro TUTTA l'attrezzatura di sicurezza sarebbero loro quelli da multare pesantemente se poi non la utilizzano .
    P.S. Io non sono un titolare
    il padrone deve essere sempre presente.. o almeno un suo rappresetnate...
    se gli operai non indossano l'attrezzature obbligatoria ha il dovere di obbligarlio o licenzialrli..

    cosi fanno i miei amici imprenditori che vogliono avere la coscienza tranquilla e le spalle coperte. e nelle loro aziende incidenti non ne capitano.
    il guaio è che mai un padrone è andato in galera... anche quando qualcuno di loro ha bruciato vivo un operaio perchè chiedeva di essere messo in regola con i contributi.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
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  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da cciappas Visualizza Messaggio
    il padrone deve essere sempre presente.. o almeno un suo rappresetnate...
    se gli operai non indossano l'attrezzature obbligatoria ha il dovere di obbligarlio o licenzialrli..

    cosi fanno i miei amici imprenditori che vogliono avere la coscienza tranquilla e le spalle coperte. e nelle loro aziende incidenti non ne capitano.
    il guaio è che mai un padrone è andato in galera... anche quando qualcuno di loro ha bruciato vivo un operaio perchè chiedeva di essere messo in regola con i contributi.


    Le cose stanno così, chi dice il contrario preferisce l'ipocrisia alla verità
    Myrddin

 

 
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