articolo apparso su Il giornale di Monza del 16 ottobre </B>
IL CASO
I militari chiedono che il corteo della festa delle Forze armate passi davanti alle lapidi dei morti della Repubblica sociale 4 NOVEMBRE,
SCONTRO TRA ANPI E PARACADUTISTI I partigiani pronti a disertare la manifestazione. Settimana scorsa tensione alle stelle in Commissione
Monza - I paracadutisti propongono di andare ad onorare anche i morti della Repubblica sociale di Salò e i partigiani saltano sulle sedie e minacciano di disertare il corteo del 4 novembre.
È bufera sulla festa delle Forze armate e anniversario della vittoria delle truppe italiane nella Prima Guerra mondiale.
Giovedì sera in Comune si sono riuniti i presidenti delle varie associazioni d'arma e il vicesindaco Dario Allevi per mettere a punto il programma definitivo delle celebrazioni.
Francesco Crippa, presidente della sezione monzese dell'Associazione nazionale paracadutisti d'Italia, aveva lanciato una proposta: nel percorso al cimitero a rendere omaggio ai caduti sarebbe stato un segno di civiltà onorare anche le tombe dei morti della Repubblica sociale. Apriti cielo.
Al solo sentire nominare quella parole i rappresentanti dei partigiani e degli ex internati sono andati su tutte le furie. «Il mio era un gesto di civiltà - ha commentato Crippa - Se proprio vogliamo fare i pignoli e attenerci alla storia i partigiani non sono un'associazione d'arma nè tantomeno erano presenti durante la Prima guerra mondiale. Noi comunque onoreremo anche da soli i caduti della Repubblica sociale». Gli altri presidenti presenti hanno preferito astenersi da una presa di posizione lasciando la difficile decisione ad Allevi che l'ha rimandata alla Giunta.
«Sono molto deluso anche dell'atteggiamento degli altri rappresentanti - ha aggiunto Crippa - Questa astensione è l'espressione dell'incapacità di uomini di 80 anni di prendere posizione». L'unico a sostenere la proposta dei paracadutisti è stato Massimiliano Silva, presidente della sezione locale dell'Associazione nazionale reduci e rimpatriati d'Africa. «La proposta di Crippa è giusta - ha commentato -Perchè è giusto onorare i caduti di tutte le guerre».
Irremovibile Angelo Mantovani, 86 anni, modenese d'origine e monzese d'adozione. Il segretario cittadino dell'Anpi, che coordina anche le venti sezioni locali ed è vicepresidente dell'Associazione provinciale, ha iniziato a resistere nel 1942 ed è stato ad El Alamein con la divisione corazzata Ariete. Giovedì sera conferma che gli animi si sono più che riscaldati e, anche a freddo, le parole non sono meno pesanti.
«Non è la prima volta che usano questa provocazione - spiega - Noi rispettiamo tutti i morti, ma questo passaggio proprio non lo possiamo fare. La pacificazione è già avvenuta nel 1946, e forse si fece male. Ma oggi sulla fedina penale dei fascisti non c'è nulla.
Poi molto è cambiato. La stessa Folgore non era fascista: li chiamavano eroi, ma per noi che arrivammo prima in Africa erano martiri mandati a morire. Comunque anche le altre associazioni non vogliono fermarsi davanti ai morti della Rsi».
A questo punto la patata bollente è nelle mani della Giunta.
«La decisione verrà presa in Giunta (oggi, martedì, ndr) - spiega il vicesindaco aennino Dario Allevi, delegato al cerimoniale - Ho assistito alla discussione e ho fatto presente anche Anpi non aveva un atteggiamento costruttivo. Dopo 62 anni si tratta di guardare con lungimiranza, non di pacificare.
Ma così facendo si rischia di essere miopi. Spero di arrivare a un programma condiviso. In passato a Monza - conclude togliendosi un sassolino dalle scarpe - si è privilegiata più una parte, mentre serve condivisione».
Parole che lasciano intendere un possibile orientamento della Giunta, a cui spetterà la decisione definitiva sul percorso del corteo.
http://www.congedatifolgore.com/main.htm




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...di solito loro sono molti di più 
