MASTELLA: "SI' A RIMPASTO, A GENNAIO VEDREMO"
TORRE ANNUNZIATA (NAPOLI) - "A gennaio sarebbe giusto rivedersi per vedere che cosa fare con gli alleati di governo. Se snellire la compagine, magari cambiando anche il titolare della Giustizia e se ci sono le condizioni per proseguire ancora". Lo ha detto il ministro della Giustizia Clemente Mastella a Torre Annunziata (Napoli).

A un giornalista che gli ha chiesto se la finanziaria debba essere approvata prima di ogni decisione sul futuro del governo, Mastella ha replicato: "La finanziaria intanto va approvata per evitare l'esercizio provvisorio. Il problema del governo viene dopo e secondo me a gennaio è giusto rivedersi per vedere che cosa fare". "Io snellirei il governo - ha aggiunto il ministro della Giustizia - e metterei condizioni diverse. Capita anche in Germania e Francia, dove ogni tanto cambiano ministri. E magari si cambia anche il titolare di Grazia e Giustizia. Io non ho difficoltà in questo senso, ma credo anche che sia giusto dopo due anni vedere come e se ci sono le condizioni per proseguire. L'unica cosa che non si può fare è provocare l'ira del paese con uno che va alla riunione e un altro no". "Si può anche vivere di un voto solo - ha detto ancora Mastella - purché quelli che convivono con un voto in più facciano ciascuno la propria parte. Ma se si sta nello stesso letto e si fanno sogni diversi, tanto vale dividere i letti e fare ciascuno i propri sogni".

WHY NOT, MASTELLA INDAGATO DOPO NUOVO TESTE - L'iscrizione del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, nel registro degli indagati della Procura di Catanzaro nell'ambito dell'inchiesta Why Not è stata decisa a seguito delle dichiarazioni fatte al pm De Magistris dal nuovo teste dell'indagine, l'ex consigliere regionale della Calabria Pino Tursi Prato. Tursi Prato è stato sentito due volte dal pm De Magistris , la prima volta l'11 ottobre e la seconda il 13 ottobre. Nelle sue deposizioni Tursi Prato si sarebbe soffermato, tra l'altro, sui presunti rapporti tra l'imprenditore Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria e principale indagato dell'inchiesta Why Not, e Mastella. L'ex consigliere regionale Tursi Prato, in particolare, avrebbe fatto riferimento anche ad un sostegno politico che Saladino, attraverso la Compagnia delle opere, avrebbe assicurato a Mastella. Il 14 ottobre, proprio in conseguenza delle dichiarazioni di Tursi Prato, il ministro Mastella è stato iscritto nel registro degli indagati. Il 20 ottobre il procuratore generale facente funzioni, Dolcino Favi, ha deciso di avocare l'inchiesta Why Not motivando il provvedimento con la presunta incompatibilità di De Magistris a causa della richiesta di trasferimento rivolta nei suoi confronti dal ministro Mastella al Csm per presunte irregolarità nella gestione delle sue inchieste.


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