Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Becero Reazionario
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    Question Pazza idea: Italia-conservatorismo-sinistra...

    Leggendo da tempo questo forum, ricordo che mi colpì una affermazione di florian, che parlava della possibilità di portare il conservatorismo "al di fuori del PDL"...

    certo, florian si riferiva ai partitelli a destra del PDL, o forse anche alla Lega, ma a me è venuta in mente un'idea... non potrebbe il futuro del conservatorismo in Italia svilupparsi addirittura "a sinistra"?

    Sia ben chiaro che per "sinistra" non intendo la sinistra politicamente e filosoficamente intesa (che è l'antitesi del conservatorismo), ma intendo l'area partitica che si oppone a Berlusconi... in altre parole quell'area che ha visto al suo interno non solo la Binetti - trattata un po' da tutti come una fastidiosa spina - ma addirittura il partito di Di Pietro che può essere considerato ben poco "di sinistra" (se non per la caratteristica dell'invidia e dell'odio "sociale")...

    Ricordo anche che la sinistra (nella storia italiana) spesso si è caratterizzata anche per il tentativo di conservare determinati "valori", come l'onestà etc (ricordiamo la c.d. "questione morale") ma anche i valori di famiglia, di moralità sessuale (esemplificativa l'espulsione di Pasolini dal PCI, o la relazione tenuta segreta fra Togliatti e la Iotti)... tutto questo, naturalmente, prima della "pannellizzazione" della sinistra italiana (o come direbbe Blondet della "dissoluzione" della sinistra)

    Inoltre, chi portasse avanti posizioni conservatrici e cattoliche "da sinistra" (senza nulla cedere sul piano dei valori) difficilmente potrebbe essere tacciato di "fascista" o di "ultraconservatore"...

    Insomma, non potrebbe esistere un "Fini all'incontrario"??? :mmm:

    vi interessa parlarne?

  2. #2
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    Predefinito Rif: Pazza idea: Italia-conservatorismo-sinistra...

    Citazione Originariamente Scritto da codino Visualizza Messaggio
    Leggendo da tempo questo forum, ricordo che mi colpì una affermazione di florian, che parlava della possibilità di portare il conservatorismo "al di fuori del PDL"...

    certo, florian si riferiva ai partitelli a destra del PDL, o forse anche alla Lega, ma a me è venuta in mente un'idea... non potrebbe il futuro del conservatorismo in Italia svilupparsi addirittura "a sinistra"?

    Sia ben chiaro che per "sinistra" non intendo la sinistra politicamente e filosoficamente intesa (che è l'antitesi del conservatorismo), ma intendo l'area partitica che si oppone a Berlusconi... in altre parole quell'area che ha visto al suo interno non solo la Binetti - trattata un po' da tutti come una fastidiosa spina - ma addirittura il partito di Di Pietro che può essere considerato ben poco "di sinistra" (se non per la caratteristica dell'invidia e dell'odio "sociale")...

    Ricordo anche che la sinistra (nella storia italiana) spesso si è caratterizzata anche per il tentativo di conservare determinati "valori", come l'onestà etc (ricordiamo la c.d. "questione morale") ma anche i valori di famiglia, di moralità sessuale (esemplificativa l'espulsione di Pasolini dal PCI, o la relazione tenuta segreta fra Togliatti e la Iotti)... tutto questo, naturalmente, prima della "pannellizzazione" della sinistra italiana (o come direbbe Blondet della "dissoluzione" della sinistra)

    Inoltre, chi portasse avanti posizioni conservatrici e cattoliche "da sinistra" (senza nulla cedere sul piano dei valori) difficilmente potrebbe essere tacciato di "fascista" o di "ultraconservatore"...

    Insomma, non potrebbe esistere un "Fini all'incontrario"??? :mmm:

    vi interessa parlarne?
    Certo che ci interessa.

    Vediamo un po'. Il conservatorismo rappresenta politicamente la destra e dunque non può identificarsi con la sinistra. Può in casi particolarissimi allearvisi quando lo spazio a destra viene "usurpato" da forze non conservatrici e anticonservatrici, ma nulla più.

    Detto questo, vorrei sottolineare che il conservatore non ha interesse solo per i valori, che poi per lui sono in genere relativi e quasi mai assoluti. Bisogna infatti separare l'idea di conservatorismo da quella di controrivoluzione: sono due cose diverse. Correa de Oliveira nella politica corrente è stato un conservatore, nella teoria era però controrivoluzionario. E questo si potrebbe dire anche di Metternich. Ma conservatore fu anche Bismarck che controrivoluzionario non fu mai. E anche Burke parlava diversamente da de Maistre.

    Il conservatore è uno che apprezza il valore della tradizione, intesa però essenzialmente come consuetudine. Dice: ciò che è antico è buono; mentre il controrivoluzionario: ciò che è vero è buono. Nella storia è capitato che le due visioni si sovrapponessero e che Burke e Maistre potessero andare a braccetto. Ma dopo la Restaurazione le strade si sono un po' separate. I conservatori hanno accettato l'avvento della rivoluzione industriale e si sono messi a fare i capitalisti. Hanno capito cioè che la disuguaglianza poteva essere conservata passando dal censo alla proprietà. Per cui i conservatori a lungo sono stati identificati (e in buona parte lo sono tuttora) come "coloro che possiedono". Con l'avvento della democrazia anche il capitalismo ha dovuto soggiacere al nuovo verbo, per cui i conservatori hanno raccolto la battaglia liberale per l'uguaglianza di opportunità (contro l'uguaglianza di condizioni delle sinistre).

    Oggi però assistiamo al conservatorismo americano che in parte è un teo-conservatorismo. Si basa cioè sulla Bibbia, oltre che sulla bandiera. Ma al riguardo sarebbe meglio parlare di "religious right", di destra religiosa o cristiana. Tuttavia la sua forza è tale da sovrapporsi al conservatorismo autentico fino a surrogarlo. Ecco perchè in Italia il "modello conservatore USA" è stato il bushismo teoconservatore (veicolato dai Novak, i Weigel) e non altro.

    Adesso, per tornare alla situazione italiana, tutto è molto fluido e parlare di "conservatorismo" mi sembra non avere senso. A mio avviso esistono gruppi d'interessi berlusconiani e antiberlusconiani e retaggi di un passato ex-fascista ed ex-comunista, con i cattolici che restano il terzo incomodo, oppure si sparpagliano di qua e di là.

    In Italia non c'è conservatorismo perchè non c'è tradizione. Abbiamo una storia peggio di un groviera, fatta tutta di buchi. Chi toglie il Risorgimento, chi il Vaticano, chi il Fascismo, chi la Prima Repubblica. E poi c'è un risentimento condiviso verso la proprietà: per cui aveva ragione Prezzolini a dire che l'italiano oscilla verso il dispotismo o l'anarchia, o Gervaso a dire: "Italiani, pecore anarchiche". Noi stiamo bene solo quando il nostro vicino sta peggio. E poichè nessuno vuole prendersi le sue responsabilità ecco che tutti guardano allo Stato come regolatore, innalzandolo e abbassandolo quando fa più comodo.

    Per cui un conservatore in Italia si trova oggi nell'infelice situazione di cominciare quasi da zero. Berlusconi invece di sanare le vecchie ferite ne ha aggiunte di nuove. La sinistra è sempre giacobina e la destra sempre innamorata dell'uomo forte. Non è cambiato niente. Così come l'Italia resta ancora preda di un'intellighenzia di sinistra e di un popolo qualunquista che viene fatto passare (e talvolta si crede pure) di destra. Ma la destra vera, conservatrice, dovrebbe essere rappresentata da una borghesia colta, autorevole... che non c'è.

    Forse non ho risposto appieno alla tua domanda, ma ho preferito chiarire il quadro della situazione.
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Pazza idea: Italia-conservatorismo-sinistra...

    Citazione Originariamente Scritto da codino Visualizza Messaggio
    ... non potrebbe il futuro del conservatorismo in Italia svilupparsi addirittura "a sinistra"?
    Orrore! Abominio!

    Sia ben chiaro che per "sinistra" non intendo la sinistra politicamente e filosoficamente intesa (che è l'antitesi del conservatorismo), ma intendo l'area partitica che si oppone a Berlusconi... in altre parole quell'area che ha visto al suo interno non solo la Binetti - trattata un po' da tutti come una fastidiosa spina - ma addirittura il partito di Di Pietro che può essere considerato ben poco "di sinistra" (se non per la caratteristica dell'invidia e dell'odio "sociale")...
    Innanzitutto Binetti e Di Pietro hanno ben poco a che fare. Personalmente apprezzo le posizioni, eticamente sostenute, della deputata dell'UDC. Ad esempio, non avrei nulla in contrario ad unirmi, in una battaglia politica ed etica ideale, a Carlo Casini, e ad altri esponenti moderati e cristiani oggi all'opposizione del Governo Berlusconi. Per quanto riguarda l'ex-magistrato di Mani Pulite, invece, non ci sono possibilità di collaborazione reciproca.
    Forse in questo mi discosto da una lunga tradizione di "destra", ma personalmente non mi definisco giustizialista. Associo il giustizialismo più becero alla cieca furia giacobina, e ogni tanto paragono Di Pietro a Robespierre (i due faranno, metaforicamente parlando, la stessa fine?).
    Di Pietro, Travaglio e soci non sono comunque esponenti della destra. Hanno dei tratti in comune (sicurezza, legalità), ma l'Italia dei Valori è organica al centrosinistra, ha sempre votato contro le leggi in materia di sicurezza e di immigrazione (smentendo dunque l'assunto iniziale di una presunta vicinanza con la destra).

    Ricordo anche che la sinistra (nella storia italiana) spesso si è caratterizzata anche per il tentativo di conservare determinati "valori", come l'onestà etc (ricordiamo la c.d. "questione morale") ma anche i valori di famiglia, di moralità sessuale (esemplificativa l'espulsione di Pasolini dal PCI, o la relazione tenuta segreta fra Togliatti e la Iotti)... tutto questo, naturalmente, prima della "pannellizzazione" della sinistra italiana (o come direbbe Blondet della "dissoluzione" della sinistra)
    Giustissimo, ma si tratta ahimè di posizioni espresse prima della rivoluzione del '68. Da troppo tempo ormai la sinistra è rappresentante e portavoce del radicalismo e del disordine. Il PD non è il PCI, e da Bersani non possiamo che attenderci, a titolo esemplificativo, una liberalizzazione della pillola abortiva, il divorzio breve, apertura all'immigrazione, alla cittadinanza ecc.
    La sinistra di oggi su questi temi non è affidabile.

    Inoltre, chi portasse avanti posizioni conservatrici e cattoliche "da sinistra" (senza nulla cedere sul piano dei valori) difficilmente potrebbe essere tacciato di "fascista" o di "ultraconservatore"...

    Insomma, non potrebbe esistere un "Fini all'incontrario"??? :mmm:

    vi interessa parlarne?
    Sinceramente...non me ne importa NULLA di essere tacciato di fascista, reazionario, clericale, ultraconservatore...non accetto lezioni e lezioncine dalla sinistra.

  4. #4
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    Question Rif: Pazza idea: Italia-conservatorismo-sinistra...

    Non credo sia possibile. E' possibile parlando direttamente a quell'Italia profonda, narcotizzata dallo sterco della IV Rivoluzione imperante.Ma qui, come dicono sempre quelli come me, ci vuole preventivamente un risacralizzazione dell'ordine politico, un'alleanza tra Sacerdotiumk e Imperium.

    In attesa che la chiesa conciliare si liberi delle tossine liberal-moderniste, si può avviare con quel popolo che,se risvegliato da un 94 controrivoluzionario, potrebbe rispondere di sì. Ma i leaders alla fini e i di pietro lasciamolia a seppellire le loro politiche nate morte
    IO REGNERO' malgrado satana e i suoi satelliti

    http://vandeano2005.splinder.com/

 

 

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