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  1. #1
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    Predefinito Riflessioni domenicali : cosa accdrà nei prossimi mesi ?

    Si è conclusa una settimana dnsissima di avvenimenti.
    Gli scivoloni del Governo al Senato, le fibrillazioni delle fronde dell'Unione, ed infine il discorso d'investitura di Prodi a Veltroni e la replica dello stesso Walter.

    Inizio con un personalissimo riassunto delle puntate precedenti.
    1) In Senato la settimana scorsa si è assistito ad una "Sortita". Non un agguato nè una prova di forza. Solo ed unicamente una sortita per capire le reazioni di Prodi.
    2) La risposta di Prodi non si è fatta attendere ed è stata chiarissima. Volete che me ne vada. Solo un voto di sfiducia mi costringerà a rassegnare le dimissini. Non importa quante volte il Governo andrà sotto.
    3) Ma Prodi ha detto anche di più, o meglio lo ha lasciato intendere. Non sarà lui a chiedere un voto di fiducia. Se ne guarda bene, non ci pensa proprio. Anche se la manovra finanziaria dovesse risultare stravolta dalle imboscate, lui tirerà avanti.Chi vuole farlo cadere dovrà trovare un'altra via
    4) La divisissima opoposizione Italiana su una cosa è compatta. Le riforme non si fanno con Prodi in sella
    5) Ma su questo punto nel suo primo discorso da Segretario del PD, Walter è stato chiarissimo. La riforma della legge elettorale è indispensabile, come pure l'abolizione del bicameralismo.
    6) Un discorso che pare la naturale prosecuzione delle dichiarazoioni di Montezemolo. I Governi che non Governano non servono a nulla. Veltroni non lo dice espressamente, ma lo conferma implicitamente. Bisogna avere una legge elettorale che garantisca la governabilità. Bisogna avere un sistema di Governo e legislativo snello che agevoli l'azione di Governo.

    Avrò certamente dimenticato qualcosa e qualcuno, ma era inevitabile.
    Che conclusioni si possono trarre da tutto ciò ?
    Getto il sasso iniziando con le mie.

    1)Prodi a mio parere ha commesso un passo falso. Si è messo di traverso
    2) Da ieri è chiarissimo a tutti. Con Prodi al Governo le auspicate riforme non si faranno mai.
    3)Confindustria l'ha scaricato definitivamente e, c'è da scommetterci, sui giornali che direttamente o indirettamente si rifanno a Confindustria da oggi il capitolo riforme diverrà di ora in ora più importante. Ed allo stesso tempo i giornali incominceranno a dipingere il quadro di Prodi come ostacolo alle riforme.
    4) Nelle prossime settimane Veltroni verrà continuamente tirato per la giacca. La domanda no è "Potrà resistere?" è "Quanto resisterà ?

  2. #2
    Signore di Trieste
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    nei prossimi giorni ci sara il voto per la nuova legge sul voto, acettata la legge prodi cadra e passeremo alle votazioni

  3. #3
    Forumista assiduo
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    Non sarei tanto d'accordo sulla caduta del Governo. Sembra ad oggi che supererà la Finanziaria.
    Riforme con un voto di maggioranza al senato e con l'opposizione militarizzata contro non le riesce a fare neanche un padreterno, figuriamoci Prodi o chi eventualmente viene dopo. Si parla al momento della sola legge elettorale, sulla quale non vedo che differenza passi ci sia Prodi o un altro.
    Nella analisi di Piccinini manca un riferimento all'opposizione.
    Questa è pure divisa al suo interno con Lega e UDC che sono per il sistema tedesco ed inoltre manca la considerazione dell'unica maggioranza certa esistente al momento nel Parlamento e nelle stanze che contano: mai più Berlusconi Presidente.
    Questo il significato dell'attacco di Montezemolo che sarà pure una autocandidatura a nuovo salvatore della patria ed una critica troppo facile, e gratuita a mio modo di vedere, all'attuale Governo ma che è soprattutto una critica ferocissima al governo precedente.
    Questo Silvio l'ha capito; ha capito che dopo Prodi c'è Marini e che un Marini è in grado di aggregare l'UDC ottenendo l'appoggio esterno della sinistra-sinistra, depotenziando la sua forza di interdizione.
    Risultato?
    Per me si andrà avanti e si voterà quando Silvio si farà o verrà fatto da parte.
    E comunque il prossimo non sarà Fini.

  4. #4
    Gran Divano di Azathoth
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    Citazione Originariamente Scritto da picchio Visualizza Messaggio
    ...E comunque il prossimo non sarà Fini.
    giusto, scommetto tutto su Formigoni

  5. #5
    Gianluca.coc76
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    L'unica cosa che posso escludere categoricamente è il ritorno alle elezioni.Per le altre opzioni mi aspetto di tutto.Prodi resiste,governo tecnico, nuova legge elettorale,ecc..

  6. #6
    illuminista eretico
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    Predefinito spunto interessante

    queste sono le discussioni che mi piacciono

    Aggiungerei alcuni aspetti a quanto detto da Picchio...

    ovvero voi parlate di Marini, ma con Marini sarebbe governo istituzionale mica tecnico...

    oltretutto c'e' un altro problema non e' mica detto che la sx radicale da esterna dia piu' garanzie... col cacchio! Il Prodi I se ne e' accorto eccome! Infatti li ha voluti a tutti i costi dentro... e poi la sx radicale si precluderebbe future alleanze che invece non vuole affatto escludere, qui sta il busillis della nuova legge elettorale...

    poi si fa un gran parlare di maggioranza allo sbando, ma scusate su 400 emendamenti solo 7 non sono passati e nemmeno tutti di questi avevano parere vincolante del governo...
    si vabbe' c'e' l'assegno passato a 300 che fa lievitare i costi... e la camera lo riporta a 151 (credo che 150 non si possa piu'), quale e' il problema?
    Il bacino tv locali doveva passare da 6 a 10? Passera' da 6 a 11 o da 6 a 9...

    Considerando che mancavano Pallaro e Zuccherini (oltre a Scalfaro e Ciampi per la verita') e' semplice capire che sui pareri del governo non si sarebbe mai finiti sotto... il governo con una maggioranza risicatissima e con 2 senatori in meno (non volendo contare quelli a vita che avrebbero potuto votare) e' finito sotto solo su 7 emendamenti su 400 e parliamo di catastrofe? Cosa dovremmo dire dell'opposizione attuale che sotto ci fini' moltissime piu' volte e altrettante volte per evitare problemi fu messa la fiducia?
    E quello era un governo con 100 deputati e 50 senatori di vantaggio in parlamento, praticamente blindato eppur finito sotto 99 volte, ma li nessuno disse che il nano era finito, mise pure un mare di volte la fiducia, ma se lo fa Prodi non puo' perche' esautora il parlamento, il nano poteva eh... per qualche motivo invece lo si dice adesso eppure se si considerasse che in questa situazione i numeri rendono piu' improbabile un governo tecnico se il nano non lo vuole bisognerebbe chiedersi quando il nano cambiera' idea in questo senso, perche' senza il suo assenso Lega e AN non partecipano certo l'UDC non basta a sostituire la sx radicale (che se desse davvero appoggio esterno si scatenerebbe altro che fibrillazioni di ora, si vede che non vi ricordate di 10 anni fa).

    Ancora, non e' affatto vero che tutto il cdx non vuole fare le riforme se c'e' Prodi in sella anche perche' c'e' cmq il referendum e se Prodi non cade con questa finanziaria (direi che e' difficile che LCM avalli l'esercizio provvisorio, proprio difficile) quando dovrebbe cadere e su cosa?
    Una volta passata questa gli altri obtorto collo non essendoci tempi e motivazioni dovranno iniziare le riforme con Prodi in sella e con lui in sella devono continuare fino al 2009, e' uno scenario di cui Fini ha gia' parlato su repubblica e Bossi ha anche detto piu' volte che pur di non affrontare il referendum accetta di fare le riforme...

    si dovrebbe vedere se FI smette di dire elezioni e comincia a dire governo tecnico, fino a quel momento Prodi resta dove e', poi casomai si vede ma se una cosa del genere avviene in primavera su cosa dovrebbe cadere il governo?
    Con quale pretesto? A quel punto basta che il PD dica che non se ne parla (e il PD checche ne si pensi e' l'ultimo al quale una manovra del genere convenga, Uolter era dall'altra parte della barricata quando baffino fece la stessa cosa e' sa troppo bene che drammatico errore sarebbe non e' cosi' cretino da mettersi in gioco quando alla fine della legislatura potrebbe cambiare tutto) e la cosa diventa impossibile...

    Un paio di dettagli a margine: alla fine della fiera va ricordato che il possibile successo (e loro lo sanno troppo bene anche se non ne parlano) del csx nel 2009 alle europee dipende fortemente dal riassetto dei media, questa e' la partita decisiva (il resto sono tutte cazzate ieri un mio amico mi diceva "ci hanno riempito di tasse!" e io: "ma la tua busta paga e' cambiata?" "ah no quella e' la stessa per me non e' cambiato niente" "e allora non e' vero che ti hanno aumentato le tasse" "ma come non e' vero! Lo dice la tv! La gente si lamenta!", questa conversazione e' vera l'ho salvata su skype la persona in questione e' un ragazzo intelligentissimo, collega ingegnere, ma poco interessato ad informarsi per conto proprio la cosa strana, non per me, e' che dice che vede spesso rai3, altro che telekabul di luoghi comuni sono piene le fosse, non c'e' nessuna tv nessuna che ad ora non spari contro Prodi), nessuno dimentichi infatti che nel 1997 il csx aveva sondaggi disastrosi e gradimento peggiore dell'attuale ma nel 1998 sembrava imbattibile con qualsiasi legge elettorale, il vento era cambiato, finito il risanamento si vedevano i frutti...
    ma soprattutto con qualcuno finalmente che evidenzi i risultati di questo governo... (Santagata lo dovrebbero mandare via di corsa il primo da silurare in caso di dimagrimento del governo)

  7. #7
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    cmq credo che passeranno il trono a veltroni, data l'impopolarita di prodi, o faranno cone nel 90 oppure un governo tecnico come auspica bertinotti, ma nn credo che durera molto, tante cose che dicevano che faranno nn hanno fatto in certi casi pegiorato, credo che vedremmo qualche scacco abbastanza interessante

  8. #8
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    io partirei da un dato: finanziaria taglia ICI, IRAP, bonusincapienti etc + protocollo sul welfare è realistico che non si approvino? secondo me no.
    non lo vogliono i sindacati, non lo vorrebbe neanche l'estrema sinistra (che sembra pronta a mollare per un aumento agli incapienti sopra i 150 euro) ma soprattutto non dovrebbe volerlo la confindustria a meno di non coltivare scenari apocalittici (quindi imprevedibili e perciò solo contrari alla logica industriale..)
    montezemolo ha approvato il protocollo e si toglierebbe tra i piedi la questione pensioni che -con lo scalone maroni- diversamente gli scoppierebbe tra le mani (pensate ad un governo tecnico che fronteggi gli scioperi contro lo scalone e pensate ad una campagna elettorale ravvicinata in cui persino silvio arriverebbe a prometterne l'abolizione...).
    ora è realistico pensare che protocollo e finanziaria passino con un altro governo diverso da quello prodi (e dopo una crisi lancinante)? io penso di no.
    quindi è realistico che il governo vada avanti sino a gennaio salvo incidenti di percorso e riassorbendo i dissensi di dini (quelli di manzione e bordon già paiono riassorbiti) e, se sarà necessario, anche turigliatto e c.
    a gennaio le cose cambieranno: il partito del TEP potrebbe incontrare quello del TES dell'altra parte e provare ipotesi nuove che superino prodi e archivino silvio senza andare ad elezioni e facendo la riforma che scongiuri il referendum tenendo tutti dentro.
    il precedente ci dice che prodi fu scaricato dopo che ebbe raggiunto l'obiettivo euro, anche questa volta penso che prima gli faranno sistemare le questioni di soldi più urgenti con la finanziaria e poi, coi conti in ordine, cominceranno a giocare.
    Ovviamente in tutta questa storia restano i due giubilandi come convitati di pietra
    per il mitico silvio, il suo gioco obbligato sembra quello di impedire la finanziaria e far cadere prodi a novembre. sembra avere contro parecchi ma già in più occasioni si è rivelato capace coi suoi potenti mezzi di raggiungere obiettivi difficili...
    quanto al professore a gennaio potrebbe essersi pure rafforzato ma per i serpenti di mare del 98 non dovrebbe essere un problema, allora lo fecero fuori quando aveva i sondaggi a mille e 10 anni di meno, oggi dovrebbe essere comunque più facile, allora il prof. reagì in maniera dura fondando un partito e affondando uno a uno i congiurati, oggi, imbrigliato come presidente del PD, sarebbe più difficile vendicarsi e forse anche inutile…

  9. #9
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    Predefinito secondo DAGO-SPIA

    GOVERNO (A TEMPO), STARRING D’ALEMA O VELTRONI
    1
    - Il messaggio ai partiti è arrivato chiaro e forte, sia pure attraverso canali discreti: se Prodi cadrà, il Quirinale non scioglierà le Camere senza aver prima ricevuto concrete garanzie che il prossimo passaggio elettorale coincida con la fine della transizione e l’inizio della Seconda Repubblica (su, ammettiamolo: la Prima Repubblica non è mai morta). In altre parole, Napolitano non vuole “governicchi” ma un governo forte, con una guida autorevole, una base parlamentare ampia e possibilmente trasversale e un programma di riforme con al primo posto la legge elettorale. Per il Quirinale, è l’ultima occasione per uscire dal pantano in cui il sistema politico annaspa da 15 anni. L’alternativa sarebbe lo sfascio.

    2 - Due, al momento, i candidati a presiedere il governo della “grande riforma”: Massimo D’Alema e Walter Veltroni. I due ex galletti del vecchio pollaio diessino sono gli unici due leader del centro-sinistra in grado di dialogare anche con l’opposizione, grazie agli eccellenti rapporti che entrambi hanno con l’eminenza grigia del centro-destra, Gianni Letta. D’Alema, dalla sua, ha un canale sempre attivo con Berlusconi e Bossi; Veltroni, con Casini e Fini. Massimo e Walter, anche se non si amano alla follia, hanno ormai messo da parte gelosie e vecchi rancori, ed hanno stretto un patto di mutuo soccorso: non si ostacoleranno a vicenda, com’è avvenuto in altre epoche, ma faranno in modo che passi il meglio piazzato fra i due.

    3 - Il voto sulla finanziara, se il governo com’è prevedibile non reggerà, sarà il banco di prova per intese trasversali destinate a pesare dopo le dimissioni di Prodi. Scontate le incursioni corsare dei piccoli gruppi o addirittura dei singoli senatori dei lati estremi del centro-sinistra. Altrettanto prevedibile il vento di reazione che inizierà a soffiare sempre più forte dopo la crisi: riforma istituzionale basata su una legge “alla tedesca”, con l’accesso al parlamento sbarrato ai partiti al di sotto del 5 per cento.

    4 - Il modello tedesco è allo stato il sistema che raccoglie i consensi trasversali più ampi. Mantiene l’impostazione bipolare, neutralizzando la capacità di ricatto dei “piccoli”. E favorisce all’interno dei due poli la formazione di due partiti forti: il Partito democratico (già in fase di avanzata costruzione) e il Partito dei moderati (idea che sembrava destinata al tramonto, ma che adesso sta ritornando con forza).

    5 - Il governo D’Alema o Veltroni avrebbe ovviamente una durata limitata. Il tempo necessario per approvare le riforme essenziali e consolidare il processo di ristrutturazione politica in corso in entrambi gli schieramenti. Poi, alle urne. Con gli elettori chiamati a scegliere finalmente tra due alternative solide ed omogenee: Il Pd e il Pdm (alias, il partito dei moderati).

  10. #10
    Forumista assiduo
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo Paolini Visualizza Messaggio
    GOVERNO (A TEMPO), STARRING D’ALEMA O VELTRONI
    1 - Il messaggio ai partiti è arrivato chiaro e forte, sia pure attraverso canali discreti: se Prodi cadrà, il Quirinale non scioglierà le Camere senza aver prima ricevuto concrete garanzie che il prossimo passaggio elettorale coincida con la fine della transizione e l’inizio della Seconda Repubblica (su, ammettiamolo: la Prima Repubblica non è mai morta). In altre parole, Napolitano non vuole “governicchi” ma un governo forte, con una guida autorevole, una base parlamentare ampia e possibilmente trasversale e un programma di riforme con al primo posto la legge elettorale. Per il Quirinale, è l’ultima occasione per uscire dal pantano in cui il sistema politico annaspa da 15 anni. L’alternativa sarebbe lo sfascio.

    2 - Due, al momento, i candidati a presiedere il governo della “grande riforma”: Massimo D’Alema e Walter Veltroni. I due ex galletti del vecchio pollaio diessino sono gli unici due leader del centro-sinistra in grado di dialogare anche con l’opposizione, grazie agli eccellenti rapporti che entrambi hanno con l’eminenza grigia del centro-destra, Gianni Letta. D’Alema, dalla sua, ha un canale sempre attivo con Berlusconi e Bossi; Veltroni, con Casini e Fini. Massimo e Walter, anche se non si amano alla follia, hanno ormai messo da parte gelosie e vecchi rancori, ed hanno stretto un patto di mutuo soccorso: non si ostacoleranno a vicenda, com’è avvenuto in altre epoche, ma faranno in modo che passi il meglio piazzato fra i due.

    3 - Il voto sulla finanziara, se il governo com’è prevedibile non reggerà, sarà il banco di prova per intese trasversali destinate a pesare dopo le dimissioni di Prodi. Scontate le incursioni corsare dei piccoli gruppi o addirittura dei singoli senatori dei lati estremi del centro-sinistra. Altrettanto prevedibile il vento di reazione che inizierà a soffiare sempre più forte dopo la crisi: riforma istituzionale basata su una legge “alla tedesca”, con l’accesso al parlamento sbarrato ai partiti al di sotto del 5 per cento.

    4 - Il modello tedesco è allo stato il sistema che raccoglie i consensi trasversali più ampi. Mantiene l’impostazione bipolare, neutralizzando la capacità di ricatto dei “piccoli”. E favorisce all’interno dei due poli la formazione di due partiti forti: il Partito democratico (già in fase di avanzata costruzione) e il Partito dei moderati (idea che sembrava destinata al tramonto, ma che adesso sta ritornando con forza).

    5 - Il governo D’Alema o Veltroni avrebbe ovviamente una durata limitata. Il tempo necessario per approvare le riforme essenziali e consolidare il processo di ristrutturazione politica in corso in entrambi gli schieramenti. Poi, alle urne. Con gli elettori chiamati a scegliere finalmente tra due alternative solide ed omogenee: Il Pd e il Pdm (alias, il partito dei moderati).


    ti sarà sfuggito che questo era un 3ad per riflessioni personali non per postaggio di veline....

 

 
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