Scendo di casa aveva rassicurato la madre: «Non suc*cederà nulla, è una giornata di fe*sta: canteremo e festeggeremo; se accadono incidenti mi metto al sicuro».
Alle sette della sera Giorgiana Masi, 19 anni, giaceva bocconi all'imbocco di ponte Garibaldi, la testa verso Trastevere, i piedi verso il ponte, accoppata da un colpo alla schiena. Giovedì 12 maggio 1977, trent'anni fa.
Al Liceo Pasteur di via Barella Giorgiana frequentava la quinta A, la domenica distri*buiva il quotidiano Lotta Continua. A scuola animava un collet*tivo femminista.
Una ragazza mi*nuta, fidanzata con un Gianfran*co Papini, di due anni più vec*chio, studente in psicologia, che quando seppe dell'assassinio tentò il suicidio e fu salvato dai famigliari per i capelli.
I radicali avevano organizzato un happening in piazza Navona per festeggiare il terzo anniversa*rio della vittoria al referendum sul divorzio, nonostante il divie*to di manifestazione decretato dal ministro degli interni France*sco Cossiga.
La polizia impedì l'ingresso in piazza Navona, l'ur*to tra manifestanti e forze dell'or*dine deflagrò per il centro della Capitale.
Un lungo pomeriggio di barricate, con un parlamentare, Mimmo Pinto (Dp), pestato dai celerini.
Soprattutto comparve*ro per la prima volta poliziotti in borghese, travestiti da autonomi, armati di pistole e spranghe.
Giorgiana fu uccisa a 19 anni , in un giovedi di Maggio di 30 anni fa.





Rispondi Citando

