Considero necessario, arrivati a questo punto, tirare le somme e fare il punto della situazione.
Dopo la sospensione della pubblicazione della sentenza della corte, a causa della dubbia costituzionalità di essa, Danny ha proposto una “road map” per uscire dallo stallo. Questa proposta consisteva nell’eleggere subito i giudici per dare il tempo alla maggioranza di approvare le riforme in congresso.
Una volta ottenuta la pubblicazione (il centrodestra si è erroneamente fidato della parola di Danny) l’opposizione si è rimangiata il patto e ha ricominciato a fare ostruzionismo minacciando di sequestrare il congresso per almeno 4 sedute (tali sono necessarie per abbassare il quorum per l’elezione dei giudici costituzionali). Infatti la costituzione, in fase di elezione della corte, non prevede altri punti all’ordine del giorno nel congresso.
La maggioranza, ovviamente, una volta ceduto sul punto della pubblicazione, pretende il rispetto degli accordi e se non potrà ottenerlo tramite la correttezza dell’opposizione lo otterrà imponendo un calendario molto rigido.
Infatti alla fine della seduta in corso si formeranno le commissioni e il presidente del congresso potrà provvedere all’elezione dei vari presidenti di commissione e assegnare ad esse i disegni di legge di revisione costituzionale che la maggioranza proporrà al congresso.
In questo modo il congresso sarà sequestrato dall’opposizione ma le commissioni potranno lavorare tranquillamente e discutere dei testi. Una volta che il quorum per eleggere i giudici sarà sceso e l’elezione avvenuta le commissioni potranno licenziare il testo per un’ultima ratifica nel congresso. A quel punto entro la fine della legislatura vi saranno il rinnovo della corte e una nuova costituzione.
Se l’opposizione, violando i patti, utilizzerà il regolamento congressuale e la costituzione per bloccare i lavori, la maggioranza utilizzerà quanto è in suo potere per arrivare in tempi rapidi all’approvazione della riforma costituzionale.





