
Originariamente Scritto da
roberto m
Per la prima volta dopo il divorzio di Napoleone da Giuseppina 200 anni fa (1809) ecco che viene infranto un altro tabu’: un capo di stato francese in carica annuncia fragorosamente e a reti unificate il suo divorzio.
Intendiamoci: il momento non poteva essere più azzeccato
Per due giorni, giovedi’ 18 e venerdi’ 19 ottobre, la Francia è stata messa in ginocchio a causa di uno sciopero dei ferrovieri e autisti di tram e metro: uno sciopero totale e selvaggio per un bacino di 15 milioni di abitanti che gravita attorno a Parigi, nessun servizio minimo, nessuna precettazione, milioni di persone costrette a rimanere a casa o a sorbirsi ore e ore di traffico, sembrava di essere tornati al 1995 l’epoca delle barricate e dei camionisti che impedivano ai lavoratori di recarsi al lavoro.
Con l’annuncio prima della separazione poi del divorzio alle 13 di giovedi’ 18 ottobre da parte del portavoce presidenziale davanti a decine di giornalisti e durante i telegiornali nazionali, la copertura mediatica dello sciopero è passata in secondo se non in terzo piano (persino dopo il rugby) e l’opposizione è insorta per chiedersi se il momento non è stato accuratamente scelto, conoscendo il personaggio difficile non immaginarlo.
Eppure ai tempi del suo insediamento in maggio le cose per Sarkozy erano iniziate benissimo: 5 bellissimi figli nati da tre matrimoni diversi a simbolo delle moderne famiglie “ricomposte”, le ragazze belle come modelle, i ragazzi biondi coi capelli lunghi somigliantissimi ad Andrea Casiraghi, sembrava dopo tanti presidenti tutti sposatissimi ma con l’amante, l’inizio di una nuova epoca, un presidente che rappresenta le tante famiglie allargate e che è orgoglioso della sua vita un po’ movimentata.
E dopo 5 mesi? Dopo molte esitazioni, baci e abbracci gelidi da parte di Cecilia, malattie diplomatiche per non incontrare Bush e dopo il successo diplomatico di Cecilia Sarkozy in Libia che ha permesso la liberazione delle 8 infermiere bulgare accusate di avere inoculato l’AIDS ai bambini libici (ma che si è attirato molte critiche in patria) ecco che tutto è finito.
Da famiglia forte, unita, insolita, bellissima a famiglia fragile che è andata in frantumi, un’immagine che scuote e non in senso positivo l’opinione pubblica francese.
Si obbietterà che si tratta di fatti strettamente privati che riguardano la sfera personale del presidente: ebbene non lo sono affatto perchè la prima dama di Francia ha molte funzioni pubbliche, ha una segreteria, uno staff nel palazzo dell’Eliseo, ha il suo posto nel protocollo francese secondo solo al presidente, ha il compito di accogliere e accompagnare i o le consorti dei capi di stato in visita in Francia durante le visite protocollari al presidente, la missione in Libia come inviata personale del presidente la dice lunga sulla funzione pubblica della first lady francese, senza parlare delle decine di associazioni caritative e benefiche che fanno capo alla sua segreteria e che hanno il suo alto patronato.
Chi raccoglierà questa non indifferente eredità? Si pensa alla moglie del premier Fillon, la gallese Peggy, anche se non saprei fino a che punto i francesi si sentiranno rappresentati da una signora simpatica e intelligentissima, ma britannica.
Si dice che la signora Cecilia avesse preso in odio il suo ruolo protocollare e che dopo le critiche ricevute dall’opposizione sulla sua missione in Libia dicesse “tanto qualsiasi cosa faccio mi criticheranno sempre quindi meglio che me ne vada”.
Strano modo di intendere un matrimonio: siccome la criticano allora se ne va, l’avessero applaudita sarebbe rimasta....
A soli 5 mesi dalla sua elezione il presidente accusa il colpo e sembra subire malamente un ottobre nero, forse ci ricorda qualche capo politico nostrano...