E’ un analisi impietosa quella che emerge dal consueto sondaggio annuale dell’ACRI(Associazione Casse di Risparmio Italiane) in collaborazione con IPSOS,aleggia un pessimismo quasi rassegnato, alimentato anche da timori per l'andamento dell'economia internazionale.
Sono in aumento le famiglie che si dichiarano in difficoltà: in un anno diverse persone che conducevano tranquillamente la propria vita si sono trovate a fronteggiare una situazione che, se non è proprio crisi, le preoccupa.
Dal sondaggio, realizzato su un campione di mille cittadini, emerge che, rispetto al 2006, scende il numero di coloro che riescono a risparmiare, dal 37% al 33%, mentre cresce chi non riesce a mettere un euro da parte (sono il 39% del totale).
Aumentano le famiglie che faticano a mantenere il tenore di vita attuale, dal 42% al 46%, mentre si riducono quelle che riescono a mantenerlo invariato senza problemi, sono il 25% rispetto al 28 per cento del 2006.
Sempre più spesso è necessario ricorrere a prestiti o ai risparmi accumulati per arrivare alla fine del mese.
Nell’autunno del 2006 si coglievano segnali ,seppur deboli, che parevano indicare, almeno in una parte del Paese, la percezione di una piccola svolta: un ottimismo in crescita. La debole svolta ottimista del 2006 è svanita, e non se ne trovano tracce.
Analizzando nel dettaglio i vari parametri presi in esame, risulta che in merito al miglioramento della propria situazione personale gli ottimisti prevalgono ancora sui pessimisti (il 29% pensa che migliorerà, il 22% che peggiorerà, il 46% che rimarrà stabile, il 4% non sa), ma il saldo (delta) a favore degli ottimisti rispetto ai pessimisti decresce: era di 14 punti percentuali nel 2006, oggi è di soli 7 punti.
Per quanto riguarda l'Europa un'ampia maggioranza continua a sentirsi europeista, anche se la crescita del pessimismo influenza la storica propensione degli Italiani verso la Ue (gli europeisti oggi sono il 60% contro il 67% del 2006). Coloro che dichiarano una minore fiducia nell'Unione Europea sono il 29% nel 2007 contro il 26% del 2006.
Uno degli elementi di maggiore disagio è l'Euro: oltre 3 Italiani su 4 se ne dichiarano insoddisfatti, dato in crescita rispetto al già elevato 71% del 2004, ed estremamente lontano dalle indicazioni pre-introduzione, quando circa 2/3 degli Italiani si dichiaravano favorevoli. In particolare si registra la percezione che l'avvento dell'Euro abbia più favorito l'uscita di capitali verso investimenti esteri che non il flusso contrario.
Nulla di nuovo dunque,dati che confermano in pieno l’ultimo rapporto Eurispes nel quale si segnala che il 51% delle famiglie vive ormai con l’incubo della “terza settimana”.
Ma il pessimismo presto non avrà più ragion d’essere, il nostro governo ha preso seri provvedimenti, per dare una mano concreta alle famiglie in difficoltà, infatti dopo un bonus ai pensionati di circa 300 euro annui/ 82 cent. al giorno, e 25 euro al mese per fare uscire i bamboccioni fuori di casa,è in arrivo anche un bonus di 150 euro annui/41 cent. al giorno per le famiglie cd incapienti,che grazie ad un emendamento approvato al senato potrebbe addirittura raddoppiare ed arrivare a ben 82 cent. al giorno, una vera manna.
Prodi&C. infatti nell’ultima campagna elettorale avevano promesso la felicità, anche se, sembra che quest’ultima,si debba realizzare soltanto pagando le tasse(Sic) così come ha recentemente affermato
Il ministro dell’economia.
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