ASSEMBLEA NAZIONALE
I REPUBBLICANI UNITARI
VERSO LA COSTITUENTE
LAICA LIBERALDEMOCRATICA
Unità, identità, autonomia. Per ripartire insieme
Uscire dalla trappola bipolare
Occorre prendere atto che il problema dei repubblicani nasce dal bipolarismo.
Nel sistema bipolare la nostra cultura non si è mai trovata a suo agio, perché ne ha patito per intero gli effetti letali: da un lato la disgregazione tra chi è andato a destra e chi è rimasto a sinistra, che ci ha reso deboli e frammentati; dall’altro la conseguente omologazione nei contenitori più grandi, in cui non si è mai distinta la nostra voce.
Il risultato è che il nostro elettorato di riferimento ha perso interesse per una tradizione divisa e privata della sua specificità.
No al centrodestra. No al Partito Democratico.
Oggi i repubblicani sono anime in pena.
Se a destra il PRI ha perso sostanza, ruolo e credibilità, a sinistra la situazione è disperata: ognuno va per conto suo, e non c’è più un partito di riferimento in grado di calamitare le spinte centrifughe.
Una parte ha scelto il Partito Democratico. Una strada che vede le componenti repubblicane svilite e in competizione tra loro, a contendersi gli esigui spazi di rappresentanza interna. L’obiettivo, a dispetto della buona fede di molti, non è più quello di sopravvivere come cultura politica. Ma di sopravvivere e basta.
Sul versante opposto, il Partito Repubblicano manifesta una crescente insofferenza verso l’alleanza di centrodestra, e la battaglia interna di minoranza oggi comincia a produrre i suoi frutti. Le caute e pur significative novità dell’ultimo congresso, indicano che qualcosa si sta muovendo nel senso auspicato: alle prossime europee il PRI intende rappresentare l’ELDR in autonomia da entrambi gli schieramenti, con l’ambizione di costruire un progetto politico distinto e di ampio respiro.
Pertanto, il punto d’incontro dei repubblicani può trovarsi solo fuori dal centrodestra, e fuori dal Partito Democratico.
Verso la Costituente laica liberaldemocratica.
Su questo terreno esiste una via d’uscita. Oggi assistiamo ad un momento “creativo”, di grande fermento politico: c’è lo spazio per muoversi e per progettare. Adesso. Non quando i giochi finiscono e il cerchio si chiude.
Occorre dunque ridisegnare una prospettiva comune tra repubblicani, recuperando tre parole chiave che abbiamo perduto: unità, identità, autonomia.
Dopo il successo dell’evento “Oltre la diaspora”, il Forum per l’Unità dei Repubblicani (progetto liberaldemocratico) promuove un nuovo importante incontro di livello nazionale: un’assemblea rivolta a tutti i repubblicani che si riconoscono in queste premesse, per convergere sulla prospettiva della Costituente laica liberaldemocratica.
Questo progetto si fonda su alcuni importanti punti di forza.
1) La partecipazione in posizione autonoma alle elezioni europee, come espressione dell’ELDR, nel solco della nostra identità.
Una posizione di autonomia nel campo laico di stampo liberaldemocratico è ben spendibile per le prossime europee, che si tengono col proporzionale puro. E’ un terreno su cui i repubblicani riacquistano identità e specificità, lavorando ad un assetto politico multipolare, che ricalchi il modello delle famiglie europee.
2) La possibilità di una convergenza col Partito Repubblicano su una piattaforma politica estranea al centrodestra.
Il PRI si incammina su questo progetto liberaldemocratico, in lenta e progressiva autonomia dalla CdL. E’ bene che i repubblicani che non hanno condiviso le scelte del partito storico, lo incalzino “da sinistra”, pretendendo su questo stesso terreno una chiusura netta e definitiva con l’esperienza di centrodestra.
3) Il consenso degli insoddisfatti del governo attuale e di quello passato.
Nel Paese si assiste ad una diffusa insofferenza per gli ultimi due governi. L’elettorato di centrodestra che, disilluso da Berlusconi, ha votato centrosinistra, è in gran parte già pentito e cerca un’alternativa. Similmente, molti elettori di centrosinistra sono oggi delusi: occorre evitare di consegnarli alla destra.
Serve dunque un progetto nuovo, capace di parlare a questi cittadini, tra cui si annida anche parte del nostro elettorato tradizionale.
4) Fare massa per garantirsi un ruolo di interlocuzione politica.
Su questo sentiero, è possibile andare oltre la sola sfera repubblicana, coinvolgendo la cultura liberale, radicale, liberalsocialista, con cui già esistono contatti.
Il futuro ci dirà se questo progetto potrà consolidarsi come soggetto politico autonomo. Ma se anche così non fosse, esso resterà comunque un interlocutore più forte della frammentazione odierna, ben spendibile per nuove soluzioni politiche.
Non perdiamo questa occasione per riacquistare un ruolo nello scenario italiano.
Il filo verde che si era spezzato si sta riallacciando. E’ ora di cominciare a tesserlo.
Il Comitato Promotore