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  1. #1
    MMDCCLXII Ab urbe condita
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    Predefinito WI-MAX la novità della telefonia 2008, chi ha notizie?

    Ormai sembra fatta, malgrado il "consueto" ritardo italico:

    [FONT='Verdana','sans-serif']Il WiMax arriva anche in Italia. Presentato il bando di gara per l’assegnazione delle frequenze[/FONT]
    [FONT='Verdana','sans-serif']“Grazie al WiMax avremo più banda larga”[/FONT][FONT='Verdana','sans-serif']. Con queste parole il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni , ha presentato oggi l’attesissima procedura di assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze WiMax nella banda 3.4-3.6 GHz (banda 3.5 GHz). [/FONT]
    [FONT='Verdana','sans-serif']Si tratta, ha aggiunto il Ministro, “…di una tappa fondamentale per garantire il diritto all’accesso alla rete come servizio universale. Questo Governo conferma così gli impegni a ridurre il divario digitale ancora presente in molte regioni italiane, ad incrementare la competizione nelle TLC ed a favorire l’innovazione tecnologica del nostro Paese”. [/FONT]

    [FONT='Verdana','sans-serif']Come è noto, il ritardo italiano è dovuto alle problematiche relative all’uso delle frequenze destinabili al WiMax ed in uso da sempre al Ministero della Difesa. Come si è arrivati allo sblocco della situazione?[/FONT]

    [FONT='Verdana','sans-serif']“…Il traguardo odierno conclude un processo complesso e lungo. Vorrei qui ringraziare il Ministero della Difesa ed il ministro Parisi in particolare, che ha consentito l’operazione, unitamente all’AgCom che ha delineato il quadro di regole su cui è stato costruito il bando”.[/FONT]

    [FONT='Verdana','sans-serif']Una situazione che persisteva da anni…[/FONT]

    [FONT='Verdana','sans-serif']“… Al momento dell’insediamento del nostro governo, vi era già un pregresso fatti di almeno un paio d’anni di confronti tra Ministero delle Comunicazioni e Ministero della Difesa. Nel settembre 2006 abbiamo finalmente raccolto una risposta positiva da parte della Difesa, il che ci ha consentito di istituire il gruppo di lavoro congiunto che ha poi portato al Protocollo d’Intesa del marzo 2007. Sulla base di quel protocollo, l’AgCom ha quindi emanato,con la [/FONT][FONT='Verdana','sans-serif']delibera 209/07[/FONT][FONT='Verdana','sans-serif']le regole relative allo sviluppo del WiMax che sono state pubblicate lo scorso 13 giugno. A settembre scorso poi, nel quadro dell’assestamento di bilancio dello Stato e di disposizioni della Finanziaria si è chiarito il quadro delle risorse destinate al generale ammodernamento dei sistemi radar (cui era condizionata la disponibilità delle gamme di frequenza utilizzabili dal WiMax). Così due giorni fa è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il trasferimento della titolarità di quelle frequenze (comprese tra 3.4 e 3.6, ndr) dalla Difesa al ministero delle Comunicazioni. [/FONT]

    [FONT='Verdana','sans-serif']Cosa porterà allo Stato l’asta? [/FONT]


    [FONT='Verdana','sans-serif']“…Dal punto di vista economico, sommando le 35 licenze, la base d’asta sarà nell’ordine di circa 45 milioni di euro. Una base quindi comparabile con le cifre registrate in Germania e Francia lo scorso anno. Ma è utile precisare che il ricavo economico per le casse pubbliche non è stato l’unico metro di misura dell’annuncio odierno. Abbiamo sempre avuto presente l’esigenza di assicurare un adeguato livello di competizione che tutelasse l’obiettivo di contrasto del digital divide”. [/FONT]

    [FONT='Verdana','sans-serif']I tempi?[/FONT]

    [FONT='Verdana','sans-serif']“…45 giorni per presentare le domande a partire dalla pubblicazione sulla G.U.C.E., che avverrà a inizio della prossima settimana, poi 30 giorni per le offerte economiche di base su cui si aprirà l’asta”. [/FONT]

    [FONT='Verdana','sans-serif']Insomma una bella soddisfazione dopo le critiche sui ritardi del bando… [/FONT]

    [FONT='Verdana','sans-serif']“…Esprimo innanzitutto soddisfazione per l’annuncio odierno, perché è parte di un importante obiettivo di legislatura. Abbiamo sempre guardato alla banda larga come servizio universale ed in questa direzione abbiamo avviato e in parte realizzati numerosi interventi. Vorrei ricordare le molte misure della Finanziaria orientate proprio al fronteggiamento del digital divide in tutte quelle aree dove si è registrato un “fallimento del mercato”. Vi sono tre capi saldi imprescindibili su cui abbiamo lavorato e stiamo lavorando: il potenziamento dell’infrastruttura fissa con riferimento alla fibbra ottica, lo sviluppo delle reti mobili e l’accesso Wimax. Piùà in generale, come governo, consideriamo l’accesso alla rete e a internet un requisito imprescindibile per contribuire ad assicurare crescita economica al Paese”. [/FONT]

    [FONT='Verdana','sans-serif']La tecnologia WiMax (acronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access), sfruttando la propagazione via radio, permetterà estendere la portata della banda larga anche a quelle aree geografiche più difficilmente raggiungibili o poco remunerative per gli operatori, contribuendo in modo decisivo alla riduzione del digital divide. Le caratteristiche tecniche della tecnologia parlano infatti di una portata di alcune decine di chilometri, ben superiore alle poche centinaia di metri del cosiddetto Wi-Fi e di una larghezza di banda che può spingersi, in condizioni ideali, fino a 74 Mbps. [/FONT]

    [FONT='Verdana','sans-serif']Secondo le ultime stime della Commissione europea, l’Italia è al quarto posto in Europa per diffusione della banda larga, con 9.400.000 mila connessioni attive al primo luglio 2007. La penetrazione delle linee broadband nel nostro Paese è cresciuta del 22,3% rispetto a luglio 2006, con una penetrazione del 15,9% rispetto a una media Ue del 18,2%. [/FONT]

    [FONT='Verdana','sans-serif']Sempre secondo le stime della Commissione, è aumentata nel nostro Paese la quota di mercato degli operatori alternativi, giunta al 35,2%, mentre il peso di [/FONT][FONT='Verdana','sans-serif']Telecom Italia[/FONT][FONT='Verdana','sans-serif'] è sceso del 3,1%. L’Italia ha fatto inoltre registrare uno dei migliori risultati in termini di linee in 'unbundling' dell’ultimo miglio (ULL), giunte a quota 2.819.578. [/FONT]

    [FONT='Verdana','sans-serif']A livello Ue la crescita è stata pari al 31,3%, a oltre 90 milioni di connessioni (21 milioni in più rispetto al luglio 2006) con 53.963 nuove linee al giorno. [/FONT]

    [FONT='Verdana','sans-serif']L’arrivo in Italia del WiMax, seppure in forte ritardo rispetto al resto dell’Europa potrebbe segnare una netta accelerazione nella penetrazione delle tecnologie a banda larga, dal momento che – secondo le previsioni – nel 2010 l’ULL sarà disponibile solo sul 58% della popolazione e, quindi, l’unica offerta wholesale, presente per il 42% della popolazione al netto del Digital Divide, sarà quella di Telecom Italia. [/FONT]

    [FONT='Verdana','sans-serif']Il WiMax, infatti, offrendo l’opportunità di un accesso veloce a internet, ai suoi contenuti e ai suoi servizi, con una soluzione tecnologica competitiva e vantaggiosa in termini di costo rispetto alle tradizionali soluzioni cablate come l’ADSL, promuoverà un assetto maggiormente competitivo del mercato italiano delle telecomunicazioni su rete fissa, imprimendo una decisa accelerazione al superamento del problema dell’accesso alla rete locale (il“local loop” o “ultimo miglio” della rete telefonica che dalla centrale del gestore raggiunge la sede del cliente finale). [/FONT]

    [FONT='Verdana','sans-serif']L’assegnazione delle licenze rispetterà il principio della neutralità tecnologica - non sono dunque previste limitazioni ai servizi che potranno essere offerti – mentre i diritti d’uso del WiMax avranno una durata di 15 anni rinnovabili. [/FONT]
    [FONT='Verdana','sans-serif']Per ciascuna delle 7 macroaree geografiche identificate verranno attribuiti 2 diritti d'uso. [/FONT]
    [FONT='Verdana','sans-serif']Ogni aggiudicatario dovrà garantire una significativa copertura territoriale e un particolare impegno nelle aree maggiormente escluse dalle altre tecnologie a banda larga. La copertura territoriale è calcolata con un meccanismo a punti previsto dal bando di gara e risultante dall’installazione di impianti nei Comuni dell’area interessata. [/FONT]
    Ne parla anche Beppe Grillo nello spettacolo RESET. Bastano 3 antenne per coprire tutta Roma. Nasce come telefonia e internet gratuiti, non vi possono partecipare le compagnie telefoniche.

    Speriamo in tempi brevi.

    •   Alt 

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  2. #2
    MMDCCLXII Ab urbe condita
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    TELECOM: ACCORDO FORNITURA E-TOURISM E WI-FI A COMUNE VENEZIA
    (AGI) - Milano, 30 ott. - Il Comune di Venezia e Telecom Italia hanno siglato oggi un protocollo d'intesa che prevede l'attivazione da parte di Telecom di servizi Ict di nuova generazione e ad alto contenuto tecnologico dedicati al settore turistico e del servizio Wi-Fi pubblico per la connessione ad Internet veloce. In base all'accordo - informa una nota - tali servizi erogati da Telecom si avvarranno dell'infrastruttura di rete implementata dalla societa' Venis, azienda partecipata dal Comune di Venezia per l'informatica e le telecomunicazioni. Inoltre l'intesa prevede l'impegno delle parti ad agevolare lo sviluppo delle infrastrutture di rete a larga banda nella citta'. Obiettivo e' quello di consentire l'accesso alle nuove tecnologie digitali e ai servizi Ict a un numero sempre maggiore di cittadini, turisti, imprese e istituzioni locali. L'accordo di collaborazione prevede per il settore del turismo la disponibilita' a Venezia di un servizio di "guida multimediale in mobilita'" che consentira' a turisti e cittadini di ricevere informazioni culturali direttamente sul proprio telefonino. I contenuti verranno curati dal comune ed erogati anche attraverso la rete Wi-Fi di Venis. Inoltre, l'intesa prevede un accordo di roaming con Venis che consente a Telecom Italia di aumentare nell'area di Venezia il numero dei propri Hot Spot Wi-Fi per il servizio di connessione ad Internet veloce in ambito pubblico, attraverso l'utilizzo dell'infrastruttura di rete comunale. Infine, in base all'accordo, Telecom Italia mette a disposizione del Comune di Venezia e della Societa' Venis il Telecom Italia Future Centre per l'organizzazione di iniziative culturali e sociali. (AGI)
    ..

  3. #3
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    Tlc: a Ginevra Wi-Fi per tutti



    Offerto accesso libero e illimitato



    (ANSA) - TRIESTE, 2 NOV - Un progetto congiunto per fornire accesso WiFi a residenti e visitatori e' stato sottoscritto tra la citta' di Ginevra e la societa' Fon.Il progetto - informa una nota della societa' per la condivisione della banda larga senza fili - partira' la settimana prossima con la distribuzione di 500 'La Fonera WiFi Router' ai residenti che hanno una connessione a banda larga a casa e hanno aderito al progetto, sul sito http://geneve-fon.org.

    02 Nov 21:13

    http://www.borsaitaliana.it/bitApp/n...l.bit?id=42085

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Orso Marsicano Visualizza Messaggio
    Ormai sembra fatta, malgrado il "consueto" ritardo italico:



    Ne parla anche Beppe Grillo nello spettacolo RESET. Bastano 3 antenne per coprire tutta Roma. Nasce come telefonia e internet gratuiti, non vi possono partecipare le compagnie telefoniche.

    Speriamo in tempi brevi.
    , il Wimax è ad integrazione della banda larga, non a sostituzione, in particolare sarà utile per i portatili , con tre antenne fai un cazzo nella città di Roma visto che con una singola centralina ci sono appena 70 mega bit al secondo di banda disponibili.
    Il wimax è utilissimo ed indispensabile nelle zone irraggiungibili dalla rete e con poche utenze da soddisfare, anzi và propio sostenuto se questo è il suo utilizzo principale, ma non si immagini un sistema completamente in Wimax, chissà quante centraline , antenne ripetitori e frequenze sarebbero necessari, altro che sole tre centraline per la città di Roma....


    http://it.wikipedia.org/wiki/WiMAX

  5. #5
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    Io mi fido più di Beppe Grillo che di Wikipedia, comunque anche così mi va bene. Ma vi è possibile scrivere senza aggettivi-sostantivi assoluti e senza epiteti? Uno capisce lo stesso
    lupocattivo

  6. #6
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    TECNOLOGIA & SCIENZA Invia
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    L'amministrazione di Genova: "L'avremmo voluto per creare
    una rete cittadina, con servizi innovativi. Non è possibile"


    WiMax, il bando delle polemiche
    Ora sono i comuni a puntare il dito


    Le licenze sono regionali o riguardano più regioni accorpate
    di ALESSANDRO LONGO




    NON SI SPENG0NO le polemiche sul bando WiMax, pubblicato qualche giorno fa e anzi ne nascono nuove: adesso arrivano anche dalle amministrazioni locali. In una singolare tenzone interna alla cosa pubblica, queste ultime contestano le regole di un bando scritto dal Ministero delle Comunicazioni.

    Il punto è che questa promettente tecnologia banda larga senza fili è stata attesa per due anni, da vari soggetti, pubblici e privati; e ora che finalmente sta per essere lanciata si scontra con le aspettative di molti. Ognuno aveva fatto piani per utilizzarla ai propri scopi. "Noi avremmo voluto usare il WiMax per creare una rete cittadina a Genova, con servizi pubblici innovativi", spiega a Repubblica.it Francesco Bollorino, consulente del Comune di Genova per il progetto Città Digitale. Il problema? "Per realizzare il nostro sogno saremmo costretti a concorrere con gli operatori, nell'asta prevista dal bando, per ottenere una licenza WiMax", spiega Bollorino. "E con le risorse finanziarie di una pubblica amministrazione è cosa molto improbabile riuscire nell'intento. Tra l'altro non c'è nemmeno una licenza che vada bene per noi. Le licenze all'asta sono regionali o riguardano più regioni accorpate. Non ce ne sono per singole province".


    Insomma, quello che Genova avrebbe voluto- e che nel bando non è previsto- "è una corsia preferenziale, riservata alle pubbliche amministrazioni, per l'accesso alle frequenze e alle licenze WiMax", dice Bollorino.

    Anche l'Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom), in una delibera che tracciava le linee guida per il bando WiMax, aveva proposto di riservare alcune frequenze alla Pubblica amministrazione. Il tutto non è stato recepito esplicitamente dal bando, però; "le PA, per progetti di reti comunicali WiMax, dovranno accordarsi con gli operatori che si aggiudicheranno le licenze", spiegano dal Ministero delle Comunicazioni a Repubblica.it. "Se avessimo dato una corsia preferenziale alle PA- aggiungono- avremmo depotenziato il valore del bando, sostituendoci all'iniziativa privata". Tuttavia, "dopo 30 mesi dall'assegnazione delle licenze, il Ministero prevede di lanciare un programma per il cittadino, con le frequenze WiMax. Anche se non l'ha scritto in modo esplicito nel bando e i dettagli sono ancora da definire".

    Ma perché proprio il WiMax sarebbe così utile per i progetti di cittadinanza digitale? Già adesso ci sono reti cittadine (a Bologna, Milano, Roma, per esempio) che sfruttano tecnologie wireless basate su frequenze libere (per le quali non è necessaria licenza) come il WiFi e l'Hiperlan. "Già, e il nostro progetto Città Digitale comunque andrà avanti sfruttando queste tecnologie", dice Bollorino. "Ma solo con il WiMax potremmo realizzare le cose più innovative e utili che abbiamo in mente. E che vanno oltre il semplice accesso a internet dato a turisti e cittadini in piazza, per il quale basta il WiFi". Il punto è che il WiMax, operando su frequenze protette perché licenziate ed essendo uno standard più recente rispetto al WiFi, è più affidabile e dà prestazioni migliori. È quindi adatto a servizi delicati, di pubblica utilità, "per esempio l'accesso all'anagrafe, il collegamento a scuole, alla sanità, allo sportello per le imprese. Oppure per offrire servizi di tele assistenza agli anziani, di infomobilità, di video sorveglianza del territorio", spiega Bollorino.

    Immaginiamo per esempio un servizio di comunicazione che colleghi in tempo reale la casa dell'anziano teleassistito alle autoambulanze e al pronto soccorso, via rete WiMax, così che ci possa essere un intervento tempestivo in caso di emergenza. "Sarebbe assurdo affidare una comunicazione così delicata a una rete WiFi, a rischio di interferenze perché su frequenze non licenziate e quindi condivise da altri servizi. Serve il WiMax, una rete dedicata", ribadisce Bollorino. Ma sono idee che dovranno essere rimandate a tempi migliori, perché per ora le priorità del Ministero sono di vendere le licenze WiMax e promuovere l'iniziativa privata. Quella pubblica viene dopo.

    (5 novembre 2007)


  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da lupocattivo Visualizza Messaggio
    Io mi fido più di Beppe Grillo che di Wikipedia, comunque anche così mi va bene. Ma vi è possibile scrivere senza aggettivi-sostantivi assoluti e senza epiteti? Uno capisce lo stesso
    Ed io mi fido più dei dettagli tecnici rispetto alle sparate dei comici idioti, su wikipedia questi sono particolarmente precisi per quanto riguarda le nuove tecnologie.
    Se si vuole un wimax che affronti il problema del digital divide questo non và sparato in maniera indiscriminata per tutti i tipi di servizi la dove c'è già più di un sistema per connettersi alla rete, il rischio sarebbe quello di lievitare troppo i prezzi di una connessione alla rete che si presenta molto interessante per quanto riguarda mobilità,telefonia, portatili, sicurezza, ma che da sola non può accontentare tutti. Prima di tutto il wimax a chi non è raggiunto dalla banda larga e non sarà mai servito dai cavi.

  8. #8
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    Neanch'io mi fido dei comici, anche quando hanno ragione. Ma meno di tutti mi fido di una enciclopedia omnicomprensiva dove io posso scrivere tutto e tu il controario di tutto, senza controllo e secondo un certo giudice francese senza castigo. Meglio quà:

    http://punto-informatico.it/

    solo per fare un esempio.
    lupocattivo

  9. #9
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    a proposito di comici:

    leggere quà:

    http://www.beppegrillo.it/petizioni/wimax.php

    per non farci fregare un'altra volta dalla TELECOM ITALIA

    • <LI class="macro-section economia">Economia <LI jQuery1194380362968="35"> <LI jQuery1194380362968="36">
    IL MINISTRO GENTILONI PRESENTA I TERMINI DELL'ASTA CHE SCATTA LUNEDì

    Internet senza fili, via alla gara Wi-Max

    Bando per 35 licenze, buste aperte in gennaio. Obbiettivo: offrire connessioni veloci alla Rete in tutta Italia.




    ROMA - Questione di tempo, poco tempo, e poi in Italia ci sarà un accesso veloce e senza fili a Internet ovunque, anche nelle zone ( e non sono poche) ora non raggiunte via cavo dall'Adsl. E' la volta del Wi-Max, il sistema di connessione a banda larga via radio che promette di far compiere un salto di qualità decisivo nella possibilità di connessione alla Rete anche lontano da postazioni fisse. In pratica, un rivoluzione simile a quella che è stata la rete mobile dei telefoni cellulari rispetto alla telefonia fissa. «Con il Wi-Max avremo più banda larga. È una tappa fondamentale per garantire il diritto all'accesso alla rete come servizio universale» dice il ministro delle telecomunicazioni Paolo Gentiloni presentando il bando di gara per l'assegnazione delle frequenze. E aggiunge che il «Governo conferma così gli impegni a ridurre il divario digitale ancora presente in molte regioni italiane, ad incrementare la competizione nelle TLC ed a favorire l'innovazione tecnologica del nostro Paese».


    Paolo Gentiloni (Newpress)IL BANDO - Le licenze su tutto il territorio nazionale saranno 35 e avranno la durata di 15 anni. La gara scatta dalla prossima settimana con una base d'asta complessiva di 45 milioni di euro (in Germania e Francia l'assegnazione ha raggiunto rispettivamente i 60 e i 00 milioni) . Le licenze non saranno tutte uguali. Ce ne saranno 14 nelle 7 macroaree in cui è stato suddiviso il paese (due per ciascuna macroarea: Lombardia-Bolzano-Trento; Valle d'Aosta-Piemonte -Liguria-Toscana; Friuli Venezia Giulia-Veneto-Emilia Romagna- Marche; Umbria-Lazio-Abruzzo-Molise; Campania-Puglia-Basilicata- Calabria; Sicilia; Sardegna) con la condizione che ad uno stesso soggetto possa essere assegnato un solo diritto d'uso per macroregione. A livello teorico è comunque possibile che un operatore che faccia domanda per tutte le macroaree riesca ad aggiudicarsele tutte, creando così un network nazionale. Le altre 21 licenze saranno invece a dimensione regionale e verranno «prioritariamente riservate a concorrenti che non dispongono già di licenze Umts». In questo caso vengono quindi esclusi i quattro grandi operatori telefonici (Telecom, Vodafone, Wind e H3G), mentre è agevolata la partecipazione al bando delle imprese più piccole radicate sul territorio. Allo scadere del termine previsto le licenze potranno essere rinnovate. La cessione a terzi senza l'autorizzazione del ministero è invece vietata.

    I TEMPI - Il bando viene pubblicato la prossima settimana sulla Gazzetta Ufficiale: entro 45 giorni dovranno essere presentate le domande. Nei successivi 30 giorni il ministero dovrà valutarle e comunicare gli ammessi alla gara e dovranno essere quindi presentate le offerte. L'apertura delle buste dovrebbe quindi avvenire intorno al 20 gennaio. Essenziale per aggiudicarsi la gara sarà non solo l'offerta economica, ha sottolineato Gentiloni, ma anche la garanzia di copertura del territorio per aiutare i Comuni più svantaggiati a superare il digital divide. Il bando prevede infatti degli obblighi di copertura misurati a punti in base al numero di Comuni in cui vengono installati impianti Wi-Max: 60 è il punteggio minimo da raggiungere ed almeno la metà dovrà derivare da impianti collocati in Comuni a «digital divide totale». Il valore aggiunto del Wi-Max rispetto alla banda larga cablata è infatti proprio la capacità di viaggiare ad altissima velocità (fino a 74 mega) in un raggio di circa 50 chilometri senza necessità di infrastrutture di rete. Senza quindi grandi investimenti sui cavi. La trasmissione avviene infatti via radio sulle frequenze 3.4-3.6 GHz, prima in uso al ministero della Difesa. «Credo che abbiamo fatto un buon lavoro - ha concluso Gentiloni - per trovare un equilibrio tra il valore economico dell'asta e la copertura del territorio. Abbiamo lavorato perchè il ricavo economico non fosse l'unico metro di misura e per indirizzare la competizione verso la lotta al digital divide».



    11 ottobre 2007(

  10. #10
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    Chissà perchè io invece non mi fido della banda di profittatori che sono immischiati nella telefonia.... telecom perlomeno so che ha coperto in passato il territorio nazionale con la rete telefonica raggiungendo zone che non conveniva affatto cablare, a cavolo almeno per la rete si poteva pretendere uno sforzo maggiore dei privati, ai privati non interessa una mazza coprire fascie di territorio con una clientela scarsa anche se c'è il wimax a largo raggio, non fanno beneficenza, non possono rimetterci... ci vogliono leggi specifiche che obblighino i grandi gestori a garantire un servizio minimo in tutto il territorio nazionale , ho già capito che questo wimax alla fine non sarà altro che l'ennesimo servizio che si aggiungerà dove già ampia e sufficente è la copertura ma in ogni caso c'è clientela da soddisfare, poi se si dà retta agli appelli dei comici idioti idologizzati contro il sistema è sicuro.

 

 
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