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  1. #1
    denty
    Ospite

    Predefinito L'unico modo per battere la "casta" è la rivolta fiscale

    Ma chi è «la Casta», che dà il titolo al bel libro dei nostri Stella e Rizzo? I due autori forniscono una infinità di esempi di sprechi, inefficienze, privilegi, ma non ci dicono quale sia il «nesso causale», il rapporto fra «causa» – la natura dello Stato e della sua classe dirigente – e «effetto» (gli sprechi, le inefficienze, i privilegi). Non vorrei essere frainteso. La mia non è una critica al libro – che è ottimo – né, tanto meno, ai due colleghi, che sono fra i migliori cronisti del giornalismo italiano. Il loro è solo il limite che fa tutta la differenza fra il giornalista che «vede» – il cronista che, per quanto bravo egli sia, si limita, per la sua stessa formazione professionale, a raccontare «come» stanno le cose – e quello che «pensa» (il politologo, il sociologo, che analizza i dati e ne deduce «perché» stiano a quel modo). Così, Stella e Rizzo si espongono all’accusa di qualunquismo e di populismo. È un’accusa ingiusta ma, d’altra parte, spiegabile, anche se non giustificabile, con l’assenza, nel loro libro, delle ragioni strutturali, organiche, «politiche», delle tante situazioni denunciate con spirito di libertà e di ricerca.

    Mi ci provo, allora, io a dire chi è «la Casta». La casta non è una classe politica disonesta, o anche solo incapace, come tenderebbero a ragionare i cultori dell’anti-politica. No. La casta è, al contrario, lo «Stato brigante», lo Stato della spesa pubblica e delle tasse elevate, incarnato da un gruppo coerentemente consapevole del proprio ruolo, e determinato a imporlo, che ne detiene il potere e lo utilizza per estorcere quanta più ricchezza può dalla società e distribuirla a se stesso e alla parte della popolazione della quale vuole garantirsi il consenso (l’impiego pubblico e gli intellettuali). Per capire il vero senso del libro di Stella e di Rizzo, bisognerebbe, dunque, integrarlo con la lettura di uno studio condotto dal professor Bertrand Lemennicier dell’Università di Parigi su vincitori e perdenti nella battaglia delle tasse, che l’Istituto Bruno Leoni presenterà a Milano il 18 prossimo. Insomma, «la redistribuzione della ricchezza – dice Carlo Lottieri, direttore dell'Istituto – è interpretabile come un conflitto radicale fra chi detiene il potere e il resto della società».

    Cito solo alcuni spunti dallo studio. Una persona di reddito medio-basso che spera di trovarsi a breve termine fra quelli a reddito più elevato accetta le disuguaglianze (gli americani) meglio di una persona con lo stesso reddito che non nutra la stessa speranza (gli italiani). In una economia caratterizzata da grande mobilità sociale e dal miglioramento delle condizioni economiche generali (quella cinese) si accettano più facilmente le disuguaglianze e si spinge meno per la redistribuzione che in una economia stagnante (quella italiana). In entrambi i casi, non è detto, però, che il voto di chi non accetta le diseguaglianze vada ai partiti della spesa e delle tasse. Poiché, nella guerra delle tasse, i contribuenti che meglio riescono a difendersi sono i lavoratori indipendenti – imprenditori, artigiani, commercianti, professionisti – il gruppo di potere «predatorio» ai vertici dello Stato tende a trasformarli in lavoratori dipendenti ed è contrario alla globalizzazione (che facilita, oltre alla «protesta», anche l’«uscita » – come direbbe Albert Hirschmann – dal sistema). I sindacati politicamente forti sono per la redistribuzione perché, in tal modo, favoriscono soprattutto i propri iscritti.
    Il mio non è un auspicio, né tanto meno un incoraggiamento, ma, nella nostra situazione, il solo modo di sconfiggere «la Casta» a me pare non rimanga che la rivolta fiscale.

    Piero Ostellino

  2. #2
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    Ostellino mi ha sempre deluso. Finalmente si avvicina al liberalismo sebbene inconsciamente

  3. #3
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    i politici coprono il sognoraggio. dobbiamo riottenere la proprietà della moneta.
    la rivolta fiscale è auspicabile perché stiamo pagando debiti inesistenti e illegali.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da sicilia_libera Visualizza Messaggio
    i politici coprono il sognoraggio. dobbiamo riottenere la proprietà della moneta.
    la rivolta fiscale è auspicabile perché stiamo pagando debiti inesistenti e illegali.
    Stiamo pagando debiti contratti in gran parte dai governi di pentapartito degli anni 80 (debito al 60% del PIL nel 1980, salito al 124% del PIL nel 1992).

    E ricordo che gran parte degli elettori del pentapartito, dopo la fine di DC e PSI, è passata a votare Forza Italia e Alleanza Nazionale, mica PDS o Rifondazione.
    La sinistra ha mantenuto grosso modo i suoi voti, quelli dell'ex PCI, con l'aggiunta di quelli della sinistra DC e poco altro.

    Questo giusto per far capire come mai durante il governo Berlusconi, tra il 2001 ed il 2006, la spesa pubblica sia aumentata, e con essa il deficit.

    Questa è la storia recente, come può controllare chiunque sia troppo giovane per ricordare, leggendosi i documenti e le sintesi dell'epoca che si trovano facilmente su internet.

  5. #5
    ordineteutonico
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    La scintilla che scatenò, nel 1770, la fase acuta del conflitto, fu l'introduzione di nuovi dazi pretesi dal governo inglese: lo scontro fra i coloni americani e le truppe britanniche, specialmente nelle strade della città di Boston (intorno a quella «linea rossa» - la red line - che ancor oggi ricorda quegli eventi), fu inevitabile.
    La rivolta di quello che è ricordato come Boston Tea Party, ebbe inizio con l'assalto di un gruppo di coloni mascherati da indiani ad una nave carica di tè: intendevano protestare contro nuove gabelle ritenute ingiuste. Al grido di «Niente tasse senza una rappresentanza politica» (No taxation without representation) una ventina di balle di tè furono gettate a mare. Il moto insurrezionale si concluse nel sangue, con la morte di una decina di civili, ma segnò un chiaro punto di svolta.


  6. #6
    ordineteutonico
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    Citazione Originariamente Scritto da Curioso Visualizza Messaggio
    Stiamo pagando debiti contratti in gran parte dai governi di pentapartito degli anni 80 (debito al 60% del PIL nel 1980, salito al 124% del PIL nel 1992).

    E ricordo che gran parte degli elettori del pentapartito, dopo la fine di DC e PSI, è passata a votare Forza Italia e Alleanza Nazionale, mica PDS o Rifondazione.
    La sinistra ha mantenuto grosso modo i suoi voti, quelli dell'ex PCI, con l'aggiunta di quelli della sinistra DC e poco altro.

    Questo giusto per far capire come mai durante il governo Berlusconi, tra il 2001 ed il 2006, la spesa pubblica sia aumentata, e con essa il deficit.

    Questa è la storia recente, come può controllare chiunque sia troppo giovane per ricordare, leggendosi i documenti e le sintesi dell'epoca che si trovano facilmente su internet.
    Ecco è arrivato il dietrologo. E' vero che dall'80 ad oggi abbiamo avuto un aumento del 60% del debito, ma d'altra parte dal 45 all'80 ne abbiamo avuto un aumento uguale. Sempre li siamo. E' evitabile il debito con l'attuale sistema? Sembrerebbe di no.

  7. #7
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    La rivolta fiscale dovrebbero semmai farla i lavoratori dipendenti, andando a stanare a casa gli evasori, autonomi, e svuotando loro le tasche per farsi risarcire i soldi che questi ultimi non pagano al fisco.

    Ma, come è evidente la follia di una simile iniziativa, parimenti è folle (oltre che priva di senso) la rivolta di chi in realtà le tasse non le paga, o non le paga tutte, e si rivolta perchè vuole tornare all'epoca dell'impunità e dei condini.

    La pacchia è finita, signori. E' per questo che l'attuale governo è sotto pressione e molti tentano di farlo cadere: sta facendo il culo come non mai agli evasori e questi, attaccati al loro soldino, si ribellano.
    Per una volta la realtà è più semplice di come la si dipinge.

    Mi auguro che questo governo duri l'intera legislatura. Sarà difficile, ma segnerebbe una svolta nell'azione del fisco e riuscirebbe così anche a ridurre stabilmente le tasse, redistribuendo dagli ex evasori a chi paga tanto e a chi ha bisogno.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da ordineteutonico Visualizza Messaggio
    Ecco è arrivato il dietrologo. E' vero che dall'80 ad oggi abbiamo avuto un aumento del 60% del debito, ma d'altra parte dal 45 all'80 ne abbiamo avuto un aumento uguale. Sempre li siamo. E' evitabile il debito con l'attuale sistema? Sembrerebbe di no.
    ti faccio notare che tra il 1945 ed il 1980 ci sono 35 anni, mentre tra il 1980 ed il 1992 solo 12.

    E poi ho scritto anche altro, che hai accuratamente evitato di commentare. Ti ho punto sul vivo forse?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da ordineteutonico Visualizza Messaggio
    La scintilla che scatenò, nel 1770, la fase acuta del conflitto, fu l'introduzione di nuovi dazi pretesi dal governo inglese: lo scontro fra i coloni americani e le truppe britanniche, specialmente nelle strade della città di Boston (intorno a quella «linea rossa» - la red line - che ancor oggi ricorda quegli eventi), fu inevitabile.
    La rivolta di quello che è ricordato come Boston Tea Party, ebbe inizio con l'assalto di un gruppo di coloni mascherati da indiani ad una nave carica di tè: intendevano protestare contro nuove gabelle ritenute ingiuste. Al grido di «Niente tasse senza una rappresentanza politica» (No taxation without representation) una ventina di balle di tè furono gettate a mare. Il moto insurrezionale si concluse nel sangue, con la morte di una decina di civili, ma segnò un chiaro punto di svolta.


    Oggi c'è una piccola differenza rispetto ad allora: chi evoca la rivolta fiscale (non mi riferisco ai forumisti di POL, ovviamente, che non conosco di persona) è il protettore degli evasori, il promotore di condoni, il sobillatore della rivolta contro il fisco, il corruttore di ufficiali della Guardia di Finanza.

    E chi lo segue è fatto della stessa pasta.

    Questa gente va perseguita, anche penalmente, affinchè paghi. Poi le tasse si ridurranno, non prima.

    E i tentativi di rivolta fiscale, se ci saranno, dovranno essere schiacciati senza pietà alcuna.

  10. #10
    ordineteutonico
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    Citazione Originariamente Scritto da Curioso Visualizza Messaggio
    ti faccio notare che tra il 1945 ed il 1980 ci sono 35 anni, mentre tra il 1980 ed il 1992 solo 12.

    E poi ho scritto anche altro, che hai accuratamente evitato di commentare. Ti ho punto sul vivo forse?
    Cosa vuoi che si possa rispondere ai pappagalli del giornale Unità o Repubblica? A quelli che cascano come le pere nel dividi per imperare dei politici? Abbiamo pressione fiscale al 50% e non gli basta ancora ai politici e vieni qui a raccontarci le loro cazzate sull'evasione? Pessimo.
    Vogliono dare di più alla povera gente? Che inizino loro a decurtarsi lo stipendio e tagliando ad un decimo il numero dei parlamentari, oltre a tagliare le auto blu e tutti gli sprechi del palazzo, dopo parleremo del resto.
    Il popolo è stufo.

 

 
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