Il chiostro quadrato del convento francescano era coltivato a giardino, quattro sentieri di mattoni rossi convergevano verso il pozzo ottagonale posto al centro, a rappresentare il terzo asse della croce.
Un lungo tavolo di legno era stato sistemato sotto il lato del portico rivolto verso l'entrata, la luce falsa della sera si stava già ritirando verso il centro come inghiottita lentamente dal pozzo, ma i faretti sporgenti dalle pareti non erano ancora stati accesi. Questo non impediva a Beppe di apparire figo con i rayban e la maglietta nera sotto il completo gessato leggero, doveva solo alzare leggermente gli occhiali ogni tanto per capire dove stesse andando. Solo quando venne il suo turno di presentarsi al superiore li potè togliere con mossa studiata e riporre nel taschino interno prima di avvicinarsi.
Il frate aveva quella strana espressione che si vede a volte nelle persone con delle responsabilità: un sorriso a denti stretti, gli occhi quasi chiusi, gli angoli della bocca tirati molto indietro come se avesse ricevuto un pugno alla milza o stesse per azzannare il suo interlocutore. La stretta di mano invece era più cordiale, con qualcosa di possessivo, sembrava non volerlo lasciar andare. Brevi impressioni prima di lasciare il posto all'ospite seguente e dirigersi al tavolo. Tovaglia, piatti, bicchieri, posate, tutto usa e getta. Bottiglie di bibite colorate, insalata di riso in contenitori di plastica da campeggio, prosciutto e melone, torte già tagliate a cubetti. L'unica concessione alla formalità erano i bigliettini che indicavano il posto di ogni invitato. Eppure nonostante l'aspetto dimesso della tavolata i commensali erano stati scelti con attenzione. Dosi già alla prima occhiata aveva riconosciuto due consiglieri comunali, un docente universitario e un consulente che aveva lavorato per diversi ministeri. Poi la persona che si stava sedendo alla sua sinistra; giacca verde a quadretti, capelli ricci castano chiaro, baffi curati. Il Grande Tessitore in persona.
" Capitano Dosi ! Che piacere rivederla. "
" Piacere mio. Sa la coincidenza? Stavo proprio pensando a lei stamattina. "
" Coincidenza reciproca allora. Anche io stavo pensando a lei, sa ? "
" E per una catena di coincidenze ci incontriamo lo stesso giorno e siamo anche vicini di tavola ? "
" Questa è già meno coincidenza. Sapevo che lei era tra gli invitati. Dopo aver pensato ho telefonato a padre Bartolomeo e gli ho chiesto se potevo esserle messo vicino. Lei invece cosa ha pensato ? "
" Pensavo come fosse strano che diversi amici suoi abbiano ricevuto del materiale coperto da segreto d'ufficio e pertinente a una mia indagine attuale. E chi potesse essere responsabile di questa violazione. "
Il Tessitore rimase impassibile.
" Ho sentito dire di questo fatto, ma non so chi sia stato. Però posso dirle che questi amici sono tutti persone con una forte coscienza civica, alla fine vorrebbero solo rendersi utili a questa sua indagine.
Comunque sono contento di vedere come lei sia stato rapido nel mettersi al corrente, vuol dire che questo caso è in buone mani e io ci tengo. "
" In realtà al momento sto solo cercando una persona che potrebbe avere informazioni sui fatti. " - rispose Dosi - " Non abbiamo ancora ipotesi di reato riguardo a questa persona, eppure vedo che tanti ci tengono a trovarla. Devo pensare che lei sappia qualcosa di più ? "
" Se avessi delle informazioni posso assicurare che lei sarebbe il primo a saperlo. "
Dosi sospirò, si versò dell'insalata di riso per prendere tempo, poi passò al Tessitore uno dei suoi biglietti.
" Se dovesse ricordare qualcosa mi chiami a questo numero. Ma piuttosto, non sapevo che lei avesse amici anche da queste parti, pensavo che non godessero della sua simpatia.. "
Sarto a sua volta prese una pausa allungando la mano verso le fette di melone.
" Sono le pietre grezze che ragionano per esclusioni. Gli uomini risvegliati sanno che la tesi non potrebbe esistere senza la sua antitesi e quindi non escludono, ma in ogni momento scelgono quel che più conviene. "
A quel punto altre persone richiesero l'attenzione del vicino e Beppe si perse ad ascoltare un intreccio di conversazioni, poi venne il momento del discorso da parte del superiore. Si discuteva di carità e amministratori, quanto fosse importante essere al servizio dell'Umanità e di come la Chiesa dovesse abbattere le barriere. Si poteva notare questa cosa col procedere dei discorsi: le poche volte che veniva pronunciata la parola "Chiesa" subito dopo, a distanza di un paio di frasi o meno, risuonava come un eco la parola "abbattere". Certo mai riferita allo stesso oggetto, sempre in relazione a qualche concetto astratto ai margini dell'argomento principale. Però arrivava sempre, inesorabile, come il tuono segue il fulmine.
Venne il momento di alzarsi dal tavolo, l'attimo della verità in cui molto si può capire osservando chi si apparta con altri a chiacchierare, chi ha fretta di andarsene e chi rimane tagliato fuori dai giochi, con imbarazzo oppure con indifferenza. Il festeggiato naturalmente era il centro d'attrazione maggiore, il Tessitore invece si muoveva da un gruppo all'altro distribuendo sorrisi e strette di mano col fare di chi conosce tutto e tutti. Il capitano Dosi era li come rappresentanza delle autorità, ma in borghese e poco introdotto in quel giro, quindi dopo un paio di presentazioni era rimasto solo ad aspettare che fosse abbastanza tardi da potersi allontanare senza sembrare scortese. Verso le undici riuscì infine a congedarsi, ma invece di prendere la via più breve si addentrò nei corridoi del monastero fino alla biblioteca. Appena dopo la biblioteca c'era una cella abitata, l'unica situata a pianterreno, ancor prima di poter bussare la porta si aprì e comparve il faccione sorridente di un vecchio francescano col barbone grigio che copriva metà del saio.
" Padre Timoteo. Buonasera ! "
" Sapevo che non saresti andato via senza salutare e ho riconosciuto il passo. Entra che ho qua il vinsanto. "
La cella conteneva una branda, un inginocchiatoio, un tavolo fratino basso con lo sgabello, un computer di livello professionale con modem, pile di libri da classificare sparse sul pavimento.
Padre Timoteo lasciò lo sgabello a Dosi e si accomodò sulla branda, rimasero a bere vin santo e parlare della quotidianità per qualche minuto prima che arrivasse l'occasione di entrare nel discorso.
" Allora lei ha ancora tutti i suoi corrispondenti ? " - diceva Dosi - " Hanno detto niente su quel prelato che è morto all'improvviso in Campo dei Fiori ? "
" E lo scommettevo che ti davano il caso ! " - rispose il frate - " Io non ho più l'età per correre in giro, ma sono come un ragno nella tela. Sto fermo e le cose vengono da me. Però cosa te ne fai delle risposte se prima non mi hai fatto la domanda più importante di tutte ? "
Beppe conosceva bene il frate e sapeva già dove voleva arrivare.
" La salvezza dell'anima ? "
" Proprio quella. Solo quella. Quant'è che non ti confessi ? "
Con un sospiro Dosi si alzò dallo sgabello e andò a sistemarsi sull'inginocchiatoio, spostando i libri posati davanti. All'altezza degli occhi, incorniciato e appeso al muro, stava l'atto di dolore, scritto a lettere grandi.
" Mi benedica Padre perchè ho peccato... "
Solo dopo aver completato il sacramento Padre Timoteo acconsentì a spiegare quel che sapeva.
" Nella struttura della Chiesa c'è una carica di cui pochi sono a conoscenza: il vescovo vagante. Sembra che solo al Papa e al prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede sia concesso di conoscere la sua funzione, ce n'è sempre solo uno e alla sua morte un altro viene subito nominato. Le più lontane testimonianze scritte che ho potuto trovare riguardo a questa figura risalgono ai tempi di Carlo Magno e anche allora doveva essere già chiara la caratteristica più particolare di questa carica. Chi è nominato non sarà mai più visto a Roma. Fino a oggi. Posso giurarti che questa è la prima volta in secoli che si vede il vescovo vagante tornare a Roma vivo.. solo per morire pochi giorni dopo il suo arrivo.. potrei persino parlare di una maledizione e provare paura, se la verità di Cristo non mi avesse fatto libero dalla superstizione. "
" Allora ne nomineranno uno nuovo ? "
" A giorni, stanno facendo tutto di fretta, tu non hai idea, la curia sembra un formicaio calpestato. C'è un'altra cosa strana, hanno fatto il funerale subito, senza nemmeno aspettare i parenti, e poi lo hanno cremato. La cremazione per noi è una procedura molto scorretta, eppure a volte lo fanno, quando vogliono nascondere qualcosa.. " .




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