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    Predefinito Si chiama Ave e non Tav, ma i problemi non sono molti diversi

    L' "AVE" catalana

    http://www.aprileonline.info/4866/l-ave-catalana

    Giornata importante lo scorso 31 ottobre per la politica spagnola: al mattino, la lettura pubblica della sentenza del processo sulla strage dell'11-M alla Casa de Campo de Madrid e, nelle stesse ore, l'approvazione della Legge sulla Memoria Storica da parte della Camera dei Deputati; al pomeriggio, nuova riunione delle Cortes, alla presenza del presidente del governo José Luis Rodríguez Zapatero, che ha deciso di riferire in Parlamento su quanto sta accadendo al sistema ferroviario catalano in seguito alla realizzazione della linea di Alta Velocità.

    La discussione del pomeriggio è tesa, il premier in difficoltà; tutti i partiti, tranne quello socialista, all'attacco: i popolari per dovere d'opposizione, ma anche i soci di governo come Izquierda Unida e ERC e quelli catalani come CiU. "IU" rivendica di avere sempre osteggiato il progetto dell'AVE, privilegiando invece l'investimento nella riqualificazione del trasporto ferroviario locale; i repubblicani e Convergencia denunciano la scarsità di risorse investite nelle infrastrutture catalane. Tutti chiedono le dimissioni di Magdalena Álvarez, Ministra dello Sviluppo, dal cui dicastero dipende lo sviluppo dell'Alta Velocità nel paese.

    Zapatero non si sottrae al confronto, affermando che la responsabilità dei numerosi incidenti che stanno riguardando il traffico ferroviario nel barcellonese è del Governo, chiede scusa ai cittadini catalani e di Barcellona per i gravi disagi patiti negli ultimi mesi. Ci mette la sua faccia, insomma, individuando le priorità dell'Esecutivo per far fronte alla situazione: in primo luogo, ripristinare le condizioni di sicurezza per gli utenti del servizio e per i lavoratori impegnati nella realizzazione della nuova linea; quindi, ristabilire il servizio, riaprendo le linee temporaneamente sospese per ragioni di sicurezza. Infine (e solo una volta che si siano verificate le due condizioni precedenti), il completamento delle opere dell'AVE.

    Poi Zapatero ripete più volte questi concetti nel corso del dibattito, riconoscendo gli errori compiuti e dando spesso ragione ai suoi interlocutori sull'analisi della situazione; ma porta anche dati e ragionamenti a dimostrazione di come il suo governo abbia investito in questa legislatura per il sistema infrastrutturale catalano molto più di quanto non abbiano fatto i governi precedenti del PP. Non dice però l'unica cosa che potrebbe chetare effettivamente gli animi: non chiede all'Álvarez di andarsene lasciandola titolare, per quanto ormai senza alcun credito, del ministero tanto contestato.

    Dalla scorsa primavera, infatti, numerosi sono stati gli incidenti verificatisi nelle ferrovie locali catalane, nonostante gli investimenti comunque realizzati, sia per ragioni di vetustà della rete, sia per la costruzione dell'AVE. Ma la situazione è straordinariamente peggiorata negli ultimi giorni, quando infiltrazioni nel terreno non previste, hanno portato a crolli improvvisi e alla formazione di voragini all'interno di alcune stazioni dell'intorno barcellonese, suggerendo la chiusura immediata di una parte delle linee ferroviarie per ragioni di sicurezza. Ciò è stata fonte di un disagio continuo per gli utenti, in un tratto per lo più percorso da pendolari, con ritardi cumulati sulle linee ed un traffico massiccio riversato sull'autostrada.

    L'arrivo dell'AVE alla stazione Sants di Barcellona sarebbe dapprima dovuto avvenire nel febbraio scorso, poi nel mese d'agosto. Infine, l'annuncio formale del Governo individuava nel 21 dicembre la data fatidica. L'inaugurazione dell'AVE di Barcellona avrebbe dovuto essere solo la prima di una serie di inaugurazioni entro il 2007, decisamente un bel colpo in campagna elettorale. E infatti di questo viene anche accusato il governo, ossia di aver forzato sui tempi di realizzazione per ragioni puramente elettorali. Perciò ora Zapatero, pur confermando l'obiettivo dell'esecuzione dell'opera, non fissa alcun appuntamento definitivo, subordinandolo alla piena ripresa del servizio ferroviario locale in condizioni di sicurezza.

    In Catalogna il malessere per la situazione è palese, anche se si esprime confusamente. Secondo un'inchiesta commissionata dal quotidiano La Vanguardia, il 62% di catalani si dice adesso contrario al tracciato dell'AVE, che passerebbe a fianco del monumento della Sagrada Família, mentre sul forum dello stesso periodico è nata, lo scorso fine settimana, l'idea di una manifestazione auto-convocata. Così, lunedì 29, alle ore 19, nella Plaça Sant Jaume di Barcellona, si sono ritrovate circa 500 persone, in mezzo alle quali c'era un po' di tutto: dai rappresentanti del PP ai giovani di ERC, dai cittadini contro il tracciato dell'AVE dentro Barcellona, agli abitanti dei paesini colpiti dagli incidenti ferroviari.

    Intanto, i principali leader di Convergencia (CDC), da Oriol Pujol a Artur Mas, si pronunciano, seppur a titolo personale, a favore dell'autodeterminazione e dell'indipendenza della Catalogna.

    Il rischio è che tutto ciò si ripercuota negativamente sulla partecipazione al voto, in occasione delle elezioni generali di marzo.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito

    Possiamo leggere anche le farneticanti parole del "volpino" Acebes (e' proprio vero che anche li' ds e sn sono uguali !!) su www.lavanguardia.es in merito all'AVE catalano e ai problemi alla circolazione ferroviaria dei pendolari




    Acebes: "Con Rajoy de presidente el colapso de Cercanías y el fiasco del AVE no se habrían producido"


    Pide que "Zapatero, Álvarez y su tuneladora se acerquen lo menos posible a esa joya de la arquitectura que es la Sagrada Familia"

    02/11/2007| Actualizada a las 13:40h
    Barcelona. (EFE).- El secretario general del PP, Ángel Acebes, ha asegurado "con toda seguridad" que "con Mariano Rajoy como presidente del Gobierno, el colapso de Cercanías y el fiasco del AVE no se habrían producido".


    En el discurso de inauguración de unas jornadas de trabajo del PP para preparar su programa electoral para las generales, Acebes ha aprovechado también para hacer "un ruego" a José Luis Rodríguez Zapatero.

    "Visto lo visto estos días: hundimientos de tierras, grietas en los edificios... es interés prioritario, no sólo para los ciudadanos de Barcelona, sino para el conjunto de la humanidad, que Zapatero, Magdalena Álvarez y su tuneladora se acerquen lo menos posible a esa joya de la arquitectura que es la Sagrada Familia", ha añadido.

    El dirigente del PP ha afirmado: "un Gobierno puede cometer un error en la ejecución de una gran obra pública, pero lo que de ninguna manera puede hacer es lo que ha hecho Zapatero", que es "provocar un gigantesco caos por sus prisas por sacarse una foto electoral y luego pasearse ante los socavones sin proponer una sola solución".

 

 

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