FACCIAMO GIUSTIZIA. BASTA CON LE MENZOGNE DI VELTRONI!


Non abbiamo parole per esprimere le nostre sansazioni dopo i tragici fatti accaduti a Roma, ci chiediamo se dovevamo attendere una tragedia tale per poter prendere seri provvedimenti contro chi delinque; il Sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha dichiarato il proprio cordoglio per la morte della sfortunata Giovanna.

Sfortunata di essere nata italiana, in un paese in cui i propri cittadini non hanno alcuna garanzia.

Era necessario attendere un così crudele evento per fare qualcosa? Quante volte, noi per primi abbiamo sostenuto l'impossibilità di una integrazione forzata, di una convinvenza a tutti i costi che avrebbe portato inevitabili disagi per le naturali rimostranze di chi (gli immigrati di qualsiasi regione del globo) non ha alcuna intenzione di integrarsi; quante volte siamo scesi nelle piazze per stimolare l'opinione pubblica alla riflessione, per aiutare la nostra gente a ragionare sul fatto che la società multirazziale è deprecabile sia per noi italiani tanto quanto per le popolazioni immigrate che qui giungono, poichè la difesa delle proprie radici culturali è fondamentale per difendere la propria identità come popolo.

Tantissime iniziative, comunicati stampa, volantinaggi, manifestazioni e incontri con i residenti di quartiere.

Le istituzioni sono rimaste a guardare, preferendo tacciare per "razzisti" coloro i quali hanno deciso di prendere una chiara posizione nei confronti dell'immigrazione: STOP ALL'INVASIONE. Non si tratta di una questione razziale, nessuno ha mai sostenuto una lotta della razza migliore su quella inferiore, ma si è di fronte ad un palese problema di convivenza in un paese (l'Italia) dove manca la certezza della pena, dove chi delinque ha ottime opporunità di farla franca e di evitare la sanzione che gli spetterebbe; questo problema va affrontato senza troppe discussioni, ed a nulla valgono i decreti legge emessi all'ultimo minuto visto e considerato che l'attuale classe politica si alterna al governo ed all'opposizione da quindici anni!! Prodi, Berlusconi, Fini, Amato, D'Alema, Casini...cosa vogliono insegnarci? Vorrebbero forse darci lezioni di politica? Loro per primi hanno legiferato in materia, ed hanno avuto più di un'occasione per risolvere il problema: la ferita resta aperta e Lorsignori ci inviano un malinconico biglietto di congolianze. E' grottesco!

Ed il sindaco di Roma? Il nostro amato Walter, sindaco della Nutella, che ha speso milioni di euro per costruire i campi nomadi forzando l'inserimento degli immigrati nel contesto romano; ora che c'è del sangue versato si mobilita per sgomberare il campo nomade preso di mira ma, nel frattempo, sta procedendo ad una rapida "legalizzazione" della Roma Trash...quella Roma nascosta fatta di nomadi e senza tetto che vive sugli argini del Tevere, nel cuore della Capitale, simbolo di quel degrado culturale e urbano che va assolutamente contrastato.

Ci si lamenta di chi propone ronde di quartiere e di chi, forse spinto da una forte carica emotiva, si fa giustiziere nella notte. Ogni azione produce una reazione uguale e contraria, è una legge della fisica che nessuna norma di diritto può bloccare; fino a quando i nostro governanti preferiranno accanirsi su questioni futili, quale la creazioni di grandi partiti democratici o federazioni partitiche, non vi sarà nessuna speranza per i nostri concittadini di veder tutelati i propri diritti: ed in uno Stato completamente assente si finisce, inevitabilmente, per auto-determinarsi.

Noi viviamo in una perferia di Roma.

Circa 350.000 residenti del municipio più grande d'Italia.

OSTIA.

Una realtà variegata, dove l'assenza delle strutture centrali si fa sentire fin troppo; l'unica risposta che gli italiani, ed i romani, possono dare a questi politicanti è il rifiuto! Il rifiuto di conferamre le loro poltrone, di avallare le loro leggi suicide, i loro privilegi incrostati da anni di silenzio, e lanciare una nuova proposta politica per la costruzione di una grande Italia, forte e fiera delle proprie radici culturali; per loro immigrati che giungono sulle nostre terre, l'unica soluzione è l'esportazione del know how tecnologico nei loro paesi di origine, così da risolvere il problema alla radice ed incentivare lo sviluppo proprio là dove ce ne è maggiore bisogno.



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COMUNITA' MILITANTE OSTIA
Nucleo "Alberto Giaquinto"
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