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  1. #1
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    Predefinito Sicurezza, le ambiguità dell'Unione

    Proprio qualche giorno fa si parlava in ufficio, con dei colleghi , della sensazione di “insicurezza” che serpeggia da alcuni mesi oramai. I Media hanno una buona fetta di responsabilità, ma è pur vero che i casi di aggressione sono aumentati in modo preoccupante.

    L’ultimo caso proprio nella mia città, a Tor di Quinto, dove una povera donna è stata picchiata selvaggiamente, seviziata e gettata in un fosso da un pregiudicato rumeno poi arrestato.

    La destra naturalmente cerca di strumentalizzare tutto questo dimenticando che proprio durante i 5 anni di governo Berlusconi sono aumentati alcuni tipi di reato e sono cresciuti gli immigrati clandestini (basta ricordarsi cosa accadde durante l’ultima sanatoria, proprio durante il governo Berlusconi).

    Detto questo però non bisogna nascondere il problema, la comunità rumena ha al suo attivo il primato di criminalità straniera. Una mia collega, con amici rumeni, mi diceva che alcuni delinquenti di quel paese preferiscono venire in Italia piuttosto che in altri paesi perche qui vi sono leggi che permettono di delinquere.

    Questa è la grande verità, il problema non è la Romania, l’Albania o gli immigrati. Il problema è la mancanza di “certezza della pena in Italia”. Un paese in cui chi uccide quattro ragazzi perche ubriaco viene condannato a cinque anni di arresti domiciliari ma che razza di paese è? Dove chi ruba , molte volte, non si fa neanche un giorno di detenzione… dove ci sono tre gradi di giudizio per avere una sentenza definitiva… questo è il “bug” che permette l’incremento della delinquenza, italiana e non.

    Se in Italia vi fossero PENE CERTE, senza attenuanti ridicole, PROCESSI CELERI, che garantiscano entro pochi mesi l’emissione di una sentenza definitiva…ecco, se vi fossero queste condizioni.. vi sarebbe una importante “moral suasion” nei confronti dei criminali, molti ci penserebbero due volte prima di delinquere…

    Sul fatto di Tor di Quinto, dovranno essere chiarite molte cose:
    1. Sono vergognose le condizioni in cui versa la strada di ampia frequentazione dove la donna è stata aggredita, c’è da dire che gli abitanti della zona avevano piu volte lamentato la pericolosità di quella via.
    2 il campo nomadi dove viveva l’assassino è irregolare e non doveva essere li. Su questi due punti dovranno essere accertate responsabilità istituzionali, anche a livello municipale e comunale.

    Sul problema “nazionale” io vorrei sentire meno demagogia (provvedimenti contro i lavavetri) e maggiori atti “concreti”, come una revisione del codice penale (vecchio di decenni) i cui buchi normativi, molte volte, sono la causa della discrezionalità del giudice, in alcuni casi obbligata.

    L’unione sino ad ora si è distinta per l’approvazione di un Indulto che ha rimesso in libertà dei criminali e non ha risolto il problema della “sovrappopolazione delle carceri”. Il Pacchetto sicurezza approvato nei giorni scorsi "mette una pezza" ad alcuni problemi ma non risolve nulla a livello di giustizia.

    Invece di approvare una riforma che garantisce al Ministro della Giustizia di poter trasferire i pm "pericolosi"... forse si sarebbe dovuto mettere mano piu approfonditamente alla materia.....

    L'Unione dovrebbe riflettere sull'accaduto.. prima che sia troppo tardi, prima che il "vento di insicurezza" venga sfruttato dai populisti di turno trasformandolo in "vento di intolleranza"... e siamo già sulla buona strada.

    Voi cosa ne pensate?

  2. #2
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    azz.parli come un politico consumato..

  3. #3
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    A parte le chiacchere, quanti casi di aggressione ci sono stati ques'anno? Quanti negli altri anni?

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Alberich Visualizza Messaggio
    A parte le chiacchere, quanti casi di aggressione ci sono stati ques'anno? Quanti negli altri anni?
    giusto,è questo l'unico modo serio di parlare di criminalità

  5. #5
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    Ecco le cifre:

    A partire dal 29 luglio 2006 hanno beneficiato dell’indulto quasi 27 mila persone.
    Un modo per farsi un’idea dell’impatto dell’indulto è quello di confrontare la velocità di crescita dei reati prima e dopo.
    Rossana Cima e Luca Ricolfi in un articolo pubblicato su La Stampa analizzano il fenomeno indulto.


    Per fare questa operazione non disponiamo di molti dati, perché solitamente i dati ufficiali completi escono con notevole ritardo.
    Secondo una ricerca dell’Abi - Associazione Bancaria Italiana, le rapine in banca stavano diminuendo al ritmo annuo del 17% prima dell’indulto, mentre sono cresciute al ritmo del 30,5% subito dopo (nella seconda parte del 2006).

    Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio nazionale Fiba-Cisl la corsa prosegue anche quest’anno, a un ritmo di crescita del 26,3% nei primi sei mesi del 2007, rispetto al corrispondente periodo del 2006.
    Secondo il ministero dell’Interno i delitti totali, che erano cresciuti a un ritmo piuttosto sostenuto fra il 2001 e il 2005 ma nell’ultimo anno prima dell’indulto avevano finalmente cominciato a rallentare la loro corsa (fino ad attestarsi su un tasso di crescita annuo di circa il 2%), nei cinque mesi dopo l’indulto hanno improvvisamente ripreso a crescere, a un ritmo annuo pari al 14,4%.
    Fra i delitti che hanno subito le maggiori impennate si possono segnalare - in ordine di intensità di accelerazione - truffe, rapine, tentati omicidi, delitti informatici, incendi, sequestri di persona, furti, contraffazioni, ricettazione, produzione e traffico di stupefacenti.
    Poiché i delitti totali sono oltre 2 milioni e mezzo, questa brusca inversione di tendenza significa una accelerazione del tasso di crescita dei delitti di circa il 12%, il che corrisponde ad un aumento netto di circa 300 mila delitti all’anno.

    Infine, secondo un’inchiesta di Vera Schiavazzi uscita qualche giorno fa su "Panorama", gli ultimi dati comunicati dalla Polizia di Stato mostrano un drammatico e recente aumento delle aggressioni nei confronti di donne.
    Nel primo semestre di quest’anno (2007) sono aumentati, rispetto al corrispondente semestre pre-indulto (2006), i tentati omicidi (+37%), le lesioni dolose (+32%), le violenze sessuali (+16%).

    Naturalmente si può anche credere che l’indulto non c’entri nulla, che i detenuti liberati siano responsabili "soltanto" dei delitti per i quali sono già rientrate in carcere oltre 6 mila persone, e che l’aumento dei delitti osservato nell’ultimo anno sia una normale fluttuazione del tasso di criminalità.
    A questa interpretazione, tuttavia, oltre al comune buon senso si oppongono due dati piuttosto ruvidi. Il primo è che il tasso di recidiva degli indultati è molto alto, dal momento che quasi 1 su 4 è già rientrato in carcere in appena un anno. Il secondo è che assai raramente in passato il numero di delitti è aumentato tanto bruscamente in un periodo così breve.

    Fonte: La Stampa

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da danny78 Visualizza Messaggio
    Questa è la grande verità, il problema non è la Romania, l’Albania o gli immigrati. Il problema è la mancanza di “certezza della pena in Italia”. Un paese in cui chi uccide quattro ragazzi perche ubriaco viene condannato a cinque anni di arresti domiciliari ma che razza di paese è? Dove chi ruba , molte volte, non si fa neanche un giorno di detenzione…
    il cazzo.
    Il problema, come al solito, è che quando si tirano fuori fatti criminosi fatti dai morti di fame, si parla empre di mancanza di certezza della pena; viceversa, quando si parla di reati commessi da ricchi, si parla sempre di eccessiva certezza della pena.

  7. #7
    Amico di Oniria..wooff...
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    Citazione Originariamente Scritto da Alberich Visualizza Messaggio
    A parte le chiacchere, quanti casi di aggressione ci sono stati ques'anno? Quanti negli altri anni?

    kiedilo a BRUNIK lui ha tutti i dati

  8. #8
    Amico di Oniria..wooff...
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    Citazione Originariamente Scritto da DrugoLebowsky Visualizza Messaggio
    il cazzo.
    Il problema, come al solito, è che quando si tirano fuori fatti criminosi fatti dai morti di fame, si parla empre di mancanza di certezza della pena; viceversa, quando si parla di reati commessi da ricchi, si parla sempre di eccessiva certezza della pena.
    e quindi con la tua filosofia giustifichi tutto?

    io la penso diversamente.....penso anche che qualche legge....ARABA possa fare del bene a quella gentaglia....la LEGGE DEL TAGLIONE

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da paterfamilias Visualizza Messaggio
    La caccia al rumeno, come la caccia al rom, sono armi di distrazione di massa.
    Comunque, i Rom che non vogliono lavorare perchè dovrebbero vivere in Italia?

  10. #10
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    Il discorso dovrebbe essere questo (a mio parere):

    -Persone pericolose per la convivenza civile

    -Mancanza dei mezzi di sussistenza

    Fuori

    Nel primo caso mi pare ovvio, nel 2° è una direttiva europea la cui ratio è facilmente immaginabile: uno senza i mezzi di sussistenza è costretto a rubare per vivere (senza contare che cresce il disagio e quindi anche altri tipi di reati).

    Ma allo stesso tempo bisogna dare una mano a chi vuole lavorare di trovare un posto di lavoro di integrarsi, sistemarsi con la famiglia, integrarsi.

 

 
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