In attesa di qualche risposta ai temi proposti nei giorni scorsi provo a dare qualche suggerimento ai commercianti di tappeti per rilanciare il loro mercato e diffondere la cultura del tappeto, che credo sia l'unica difesa dall'industrializzzione massiccia cinese.
Credo che bisognerebbe cominciare con un po' di alfabetizzazione sul mondo dei tappeti; girare per scuole di ogni grado e soprattutto università di architettura a far conoscere la storia di quest'arte trascurata:
I bambini sono curiosissimi e si innamorano facilmente delle belle manifatture e delle storie che si nascondono dietro ogni tappeto; mio figlio adora il Kashan anni 70 a a vaso fiorito di lana morbidissima su cui gioca coinvolgendo i suoi decori nelle storie della sua fantasia
Per gli adolescenti basterebbe contattare qualche stilista che lanci prodotti di moda generazionale con simboli e decori tratti dall'iconografia dei tappeti. Chissà che non cominceremo a vedere qualche ragazzo che si tatuerà invece dei simboli aborigeni australiani o scritte calligrafiche cinesi, qualche bordura kufica o un disegno herati
Le unversità di architettura e le scuole di arredamento e design:bisogna fare corsi, seminari, presentazioni all'interno di questi istituti perchè l'arte del tappeto entri nel background culturale dei progettisti
Gli architetti: spesso sono ignoranti totali della materia e scelgono il tappeto da consigliare al cliente solo per assonanza cromatica che stia bene con il colorino delle pareti o con le tende (Ecco il successo di queste nuove fatture con sbiaditure simulate: stanno bene con tutto, il disegno si vede poco, sembrano ecologici.....)
Un'opera di formazione più completa agli arredatori oltre a a far scegliere i pezzi con competenza e mettendoli in grado dal proteggere il cliente dalle truffe potrebbe far nascere nuovi spunti di collaborazione nuove possibilità di far entrare i tappeti nelle case. vi faccio qualche esempio:
1) Spiegare che i tappeti nascevano per coprire esaustivamente il pavimento della casa e la riempivano "a tappeto" (il modo dire è ancora rimasto in vita) e quindi proporre composizioni di tappeti e corsie magari di disegno diverso ma assonanti per regione di provenienza....
2) Spiegare che i tappeti non devono necessariamente coprire solo lo spazio lasciato libero dai mobili ma devono andare anche sotto i mobili: allarga percettivamente la stanza, la rende più elegante...... (si venderebbero così i tappeti più grandi)
3) Spiegare che i tappeti non vanno solo per terra: visto che quelli antichi spesso non sono più calpestabili si possono, oltre che appendere alle pareti a scopo decorativo, usare come ornamento per coprire credenze, cassettoni, cassapanche, tavoli ed altro arredamento con il gusto di poterne accarezzare il vello; Lotto e Holbein insegnarono, ma sembra che oggi ce lo siamo dimenticato
4) Incentivare un uso un po' più creativo, come usare i tappeti al posto delle tende o delle porte: in queste case o alberghi moderni senza persiane e tapparelle si può ovviare agli orribili tendoni oscuranti con qulache tappeto appeso a braccio
5) Infine una grande opportunità è fare del tappeto oggetto di promozione intercoffessionale. Il tappeto è l'elemento di contatto più evidente tra la religione cristiana e quella islamica; oltre che nelle moschee i tappeti sono sempre stati presenti anche nelle chiese ortodosse ma anche cattoliche.(vedi addirittura la bellissima assertazione su questo forum dell'origine del tappeto turco che pare cristiana bizantina)
Se ogni Himam regalasse un bel tappeto orientale da mettere nella chiesa parrocchiale più vicina sarebbe un bel gesto di avvicinamento tra le due culture religiose e i fedeli cristiani riprenderebbero questa usanza transilvana dei tappeti nelle chiese
Da neofita del settore vedo una stanca rassegnazione alla svalorizzazione di quest'arte e un arroccamneto dell'alto antiquariato nei sui previlegi economici; non credo questo aiuti il settore.....
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Andreap




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ed io compro queste se posso.