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beppe2
FINANZIARIA/ CALDEROLI: SE PRODI NON CADE ADDIO CDL
Se il governo Prodi non cadrà sulla legge Finanziaria addio Casa delle Libertà: "si tira una riga e si riparte da zero".
Così il vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli, intervistato oggi da La Stampa.
Spiega Calderoli: "se Prodi non cade il centrodestra come è oggi finisce il 15 novembre" - quando, appunto, dovrebbe esserci il voto globale sulla manovra economica (o il 14 sera) - e nel caso la situazione che si verrebbe a creare "non cambia nulla per Forza Italia ma per i suoi alleati cambia tutto.
Finora i più grossi sostenitori di Berlusconi come candidato premier siamo stati noi.
Però è evidente che chi si è esposto tanto sulla caduta del governo, se poi non succede, non può cavarsela dicendo 'Mi ero sbagliato...'.
A tutti quanti piangerebbe il cuore aver lavorato tanto per niente. Berlusconi lo sa, scoppierebbe la guerra".
In ogni caso per l'esponente del Carroccio la spallata alla maggioranza verrà data "alla fine, quando arriveremo al voto globale sulla Finanziaria", e non sulle pregiudiziali "perchè in prima battuta i dissidenti possono al massimo astenersi, e siccome a Palazzo Madama l'astensione vale come voto contrario è inutile farli venire subito allo scoperto".
Il governo, prosegue Calderoli, andrà sotto per i voti contrari in maggioranza di "quelli con il maldipancia", che "dovrebbero essere una decina" anche se "con un disagio serio a me ne risultano 5 più uno": "tre hanno posizioni politiche serie", "altri due li considero capitani di ventura", l'ultimo è "uno che se il governo non gli rinnoverà una certa concessione non si farà vedere".
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