Il Nazionalsocialismo dei fratelli Strasser
I fratelli Otto e Gregor Strasser furono tra i primi e fondamentali sostenitori della dottrina nazionalsocialista, presenti già nel 1920 tra le file dell’ NSDAP (Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi). Organizzazione che, guidata da un Adolf Hitler accecato dalle brame di potere e di gloria, tradì ben presto gli ideali più autentici del Socialismo Nazionale perseguiti dal partito fin dagli esordi. Difficilmente si potrà ignorare il semplice fatto che Hitler rifiutò di combattere con decisione il capitalismo tedesco e la Destra tradizionale, perseguendo invece una politica di normalizzazione interna e di mantenimento dell’ordine nelle strutture economiche. Gli Strasser si distinsero per la loro frenetica attività organizzativa all’interno del NSDAP, spesso in aperta polemica ideologica con Hiter il quale, dal canto suo, si rifiutò di sostenere alcune tra le proposte più intransigenti e rivoluzionarie, come la decentralizzazione del potere statale o l’adozione radicali riforme nell’industria e nell’agricoltura. Hitler, con estremo vigore, respinse nel 1925 La Struttura del Socialismo Tedesco di Otto Strasser, ripiegando invece sulle 25 tesi di Gottfried Feder, sebbene fossero ritenute datate e piuttosto obsolete dagli stessi membri del partito. Il radicalismo degli Strasser indicava una nuova direzione oltre il consueto dualismo rappresentato dalla Sinistra e dalla Destra ma, anche solamente fermandosi all’analisi delle 25 tesi già citate, possiamo affermare come esse fossero ugualmente incompatibili con il reazionarismo hitleriano impersonato dai grandi gruppi capitalisti dell’epoca. Partendo da queste premesse, si può facilmente immaginare la ragione per cui i principi fondamentali del nazionalsocialismo furono quasi del tutto traditi. Nonostante l’ascesa al potere di Hitler, l’usura continuò a infestare il sistema bancario tedesco e nessuno sforzo fu intrapreso per arginare il problema. A sostegno di ciò, Hitler consegnò il potere finanziario nelle mani di Hjalmar Schacht, un massone con legami a Wall Street (in un libro di Sutton, si parla addirittura di un’anomala combutta tra Hitler e grandi gruppi finanziari giudaici dell’epoca a Wall Street). Vanno ricordate, a tal proposito, le parole di Gregor Strasser:”Il sistema capitalista con lo sfruttamento dei poveri, con il furto del potere dei lavoratori, con l’immorale abitudine di lodare l’essere umano in base alle sue proprietà o alla disponibilità di denaro piuttosto che al suo valore spirituale e ai suoi successi, deve essere rimpiazzato da un nuovo e più giusto sistema economico, in una parola dal Socialismo Tedesco”. Otto Strasser, che fu definito come “un uomo coraggioso dall’irresistibile fascino" dall’anticapitalista inglese A.K. Chesterton, illustrò tre proposte fondamentali per l’industria e i lavoratori: 1. Verrà a formarsi, in contrapposizione all’esistente classe capitalista, un “ceto” dirigente che, come un’aristocrazia funzionale, sarà chiamato a formare dei “capitani dell’industria” o “commissari della vita economica”. 2. La classe proletaria svanirà, il suo posto occupata da un “ceto” di lavoratori privilegiati, i quali non saranno più gli oggetti dell’economia, ma bensì i soggetti. 3. Le relazioni tra Stato ed economia saranno radicalmente innovati. Lo Stato non sarà più “ il poliziotto” del capitalismo e nemmeno il dittatore burocratico dei lavoratori; diverrà invece l’amministratore dei consumatori e come tale avrà molta influenza, ma solo entro e accanto l’autodeterminazione dei lavoratori, cioè dalla direzione e lo staff dei lavoratori (composto proporzionalmente dal clero e intellettuali da una parte e da manovalanza dall’altra). Ma a dispetto dello Strasserismo, la lista delle contraddizioni e rivalità in seno al partito sembra continuare, e il risultato è l’appoggio di Hitler alla Destra tradizionale, con conseguente mantenimento del controllo sull’intero apparato dell’NSDAP e la conduzione della Germania verso un assalto contro il resto dell’Europa. In un punto del programma originario (il 17) si prometteva come si sarebbe posto fine allo strapotere dei grandi proprietari terrieri attraverso un riassetto dell’agricoltura. Durante il 1920, oltre il 20% della Germania era di proprietà di meno di 19.000 persone e i contadini vedevano nel NSDAP una valida risposta alle loro rivendicazioni. Sfortunatamente, ricevettero in cambio ben poco da parte di Hitler, nonostante il ministro per l’agricoltura Darre sembrava, almeno in apparenza, darsi da fare nei riguardi delle loro istanze: in realtà non si ricordano seri tentativi di redistribuzione della terra. Otto Strasser, nella sua Struttura del Socialismo Tedesco, provò a dare una sua interpretazione del complesso fenomeno sull’argomento: Scopo dell’agricoltura è di assicurarsi che la comunità venga nutrita. La terra disponibile all’uso della comunità è di proprietà esclusiva della nazione, ad uso della comunità e non individuale, conquistata attraverso la battaglia o colonizzazione da una parte della comunità, e dalla comunità stessa deve essere difesa contro i nemici. La comunità, essendo proprietaria, mette la terra a disposizione della nazione in forma di “possedimento” (una sorta di eredità non vincolabile a compravendita) a coloro in grado di servirsene nell’agricoltura e nello sviluppo. Tale azione sarà intrapresa da una corporazione locale di consigli agricoli. La grandezza della tenuta sarà commisurata alle caratteristiche territoriali e in accordo a principi secondo i quali nessuno potrà detenere più terra di quanto sia in grado di lavorarne e mai meno di quanto essa consenta di provvedere al sostentamento per sé e la famiglia. La limitazione massima risulterà liberare grandi quantità di terra colonizzabile, particolarmente nell’est della Germania. Tale colonizzazione si rende necessaria in quanto l’esistenza di contadini nelle tenute fornisce la miglior garanzia per il mantenimento della salute pubblica e della vitalità nazionale. Il proprietario terriero che riceve il possedimento si impegnerà a gestirlo in modo da avvantaggiarne la comunità intera affinché fornisca sostentamento a tutti. Egli dovrà inoltre pagare una tassa sul terreno alla comunità e nient’altro. Alla morte del possidente, la terra sarà ereditata dal figlio e assegnata al locale consiglio agricolo. L’introduzione di simili possedimenti nell’agricoltura tedesca è in conformità con la tradizione e con la giusta e necessaria idea della proprietà contadina. Il potere fu il triste motivo che impedì a Hitler di accogliere le proposte dei fratelli Strasser. Nel 1930 Otto Strasser iniziò a scontrarsi con il vertice. Il suo giornale, Artbeitblatt, che aveva sede a Berlino e che rappresentava il giornale ufficiale del partito della Germania del Nord, divenne una fonte di costante irritazione per Hitler. Nell’Aprile dello stesso anno, i sindacati dichiararono uno sciopero generale e Otto Strasser non mancò di proclamare il suo totale ed entusiastico supporto ai lavoratori tedeschi. Nello stesso periodo, gli industriali più influenti e vicini a Hitler, premettero verso il partito affinché prendesse le distanze da Strasser e ponesse in qualche modo un freno ai disordini. Hitler convocò Otto Strasser in un albergo per un colloquio privato, con il tentativo di riportarlo all’ordine e nuovamente sotto la propria autorità. Durante il dibattito, Hitler lo accusò di porre eccessiva enfasi sull’Ideale piuttosto invece che sul Leader carismatico. Da parte sua, Strasser accusò Hitler di strangolare la rivoluzione sociale attraverso la collobarazione con i partiti della destra. Hitler, dopo il fallimento del colloquio e la mancanza di argomenti validi di fronte ai genuini propositi socialisti di Otto Strasser, ordinò a Goebbels di estrometterlo dal partito. Otto Strasser fu espulso dal NSDAP, fondando successivamente un gruppo chiamato Unione Rivoluzionaria dei Nazional Socialisti, precursore del Fronte Nero. Otto Strasser fu poi internato dal SIS-OSS ed esiliato in Canada, dove fu condannato a una non esistenza fino al 1955. Dopo una lunga e faticosa campagna operata da un giornalista inglese, Douglas Reed, gli fu permesso di tornare nella sua Germania. Il fratello Gregor, accusato da Hitler di alto tradimento e di scarsi risultati nelle elezioni del 1932, fu costretto a lasciare il partito e ritirarsi a vita privata. Ciò non impedì che durante la famosa purga del giugno 1934, nota come “notte dei lunghi coltelli”, egli venisse assassinato da un commando di SS. Hitler ammise poi, a distanza di tempo, che quell’assassinio si rivelò un errore. Per concludere, sembra doveroso ricordare come lo “Strasserismo” sia totalmente incompatibile con il Marxismo . Di seguito alcuni appunti di Otto Strasser che mettono in luce la naturale distinzione tra le due ideologie, cioè di come il socialismo tedesco si differenzi dal marxismo: a. l’iniziativa personale è preservata, ma incorporata all’interno delle esigenze comunitarie; b. all’interno della pianificazione economica dello Stato (organicamente salvaguardata dalla preminenza e influenza che lo Stato detiene sopra ogni impresa) la rivalità tra le singole imprese è mantenuta; c. La forma dell’industria, che prende vita dal grande corpo dei consigli dei lavoratori e dipendenti da una parte, e dagli industriali dall’altra, costituisce il nuovo sistema economico tedesco, con la sua equidistanza dal capitalismo occidentale e dal bolscevismo orientale. Per concludere, è giusto ricordare ancora una volta l’identità anticapitalista e antiborghese che la propaganda nazionalsocialista seppe costruire attorno al suo effettivo ruolo reazionario e antiproletario, affermandosi soprattutto in settori popolari. Sovente si dimentica come le prime SA fondate nel ’21 erano composte da operai, disoccupati e sottoproletari e che i veri artefici dell’affermazione nazista nelle roccaforti operaie di Amburgo, Berlino e Lipsia furono autentici rivoluzionari come i fratelli Strasser insieme a Reinhold Muchow. Sul finire del ’34 e ai primi del ’35 circa centocinquanta comandanti delle SS furono trovati uccisi; sui loro cadaveri un cartoncino con le lettere R.R. per Roehms Racher (Vendicatori di Roehm) farebbe pensare a un’estrema vendetta dei nazisti ormai nemici di Hitler. Ma ormai per il Fronte Nero, per Opposizione e per altri gruppi della Rivoluzione Conservatrice, non rimaneva che scomparire in attesa di momenti più propizi che si sarebbero presentati sul finire della Seconda Guerra Mondiale. Paolo l'Eretico – AVANGUARDIA