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  1. #1
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    Predefinito prepararci a che cosa? a quale guerra?

    Il Presidente della repubblica ha esortato alla coesione nazionale dal momento che dobbiamo prepararci a nuove emergenze internazionali che richiederanno l'intervento dell'italia per assicurare la garantire la sicurezza.
    Il Presidente del senato ha aggiunto che cresce la quantità di italiani che approvano le azioni di piercing
    Questa dichiarazione di Napolitano accompagnata dalla certificazione della volontà popolare fatta da Marini è allarmante. A che cosa si riferisce?
    Certamente non all'invasione, previio bombardamento, del Pakistan per via dell'avvenuto reiterato colpo di Stato con sospensione della Costituzione ed arresto di tutti gli avversari politici del Presidente. Certamente no anche se ci troviamo nella situazione esemplare di un Paese in cui bisogna reintrodurre la democrazia scacciata da un dittatore. Ma il Pakistan, pur essendo uno Stato islamico ga eccezione perchè alleato strategico degli Usa come l'Egitto che pur essendo oppresso da un regime dispotico e feroce non è incluso tra gli stati-canaglia ma tra quelli "moderati".
    Non trattandosi del Pakistan viene da pensare subito all'Iran. Una nazione che non accetta di vivere a due passi da una potenza nucleare ostile cone Israele senza dotarsi di una propria deterrenza atomica (anche se avrà bisogno di anni per raggiungerla). Insomma, sono anni che gli Usa hanno pronti i piani strategici di bombardamento ( useranno le bombe all'uranio impoverito?) dell'Iran, ora, con l'incoraggiamento dei francesi e dei tedeschi, si accingono a passare all'azione.
    E' molto probabile che l'Iran sarà bombardato lo stesso anche se rinuncerà pubblicamente ai suoi progetti per il nucleare.
    E' cosi dopo avere insanguinato per anni l'Irak e l'Afghanistan con lo spauracchio del terrorismo ora massacreremo una nazione di settanta milioni di abitanti in grande parte giovani o giovanissimi.
    Se Napolitano ha ritenuto di avvertirci, vuol dire che questo accadrà durante il governo Prodi. La sinistra italiana al governo approverà tutto con tanti ipocriti se e ma. Un altro torrente di sangue ingrosserà il grande fiume dell'orrore che scorre tra Palestina, Iraq ed Afghanistan!
    Pietro Ancona
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  2. #2
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    Napolitano è uno molto ammanicato con i circoli atlantici d' oltreoceano. Era l'unico comunista negli anni 70-80 che andava e veniva dagli USA.
    Se dice che ci saranno emergenze internazionali, c'è da crederci e da toccarci le palle.

  3. #3
    رباني
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    Credevo di essere l'unico ad averlo sentito.
    Certo che per un laureato di giurisprudenza ...

    Art. 11.
    L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

  4. #4
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    Stasera l'ho sentito anch'io. Quell'appello alla coesione in vista delle nuove crisi internazionali, mi ha fatto venire i brividi.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da pietro936 Visualizza Messaggio
    italiani che approvano le azioni di piercing
    anche i tatuaggi

  6. #6
    ordineteutonico
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    Alla guerra per la costruzione del nuovo ordine mondiale a quanto pare.

    C'è qualche esercitazione americana nel Golfo Persico in corso prossimamente???



    Napolitano: «Prepariamoci a nuove crisi»
    Una corona d'alloro al milite ignoto. Poi il monito: «Serve nuovo sforzo di coesione nazionale»



    Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (Minnella)
    ROMA - L’Italia e la sua comunità devono prepararsi «a fronteggiare» nuove «possibili emergenze», nel panorama internazionale, per garantire la sicurezza e condurre alla pace. Questo è il messaggio che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rivolto al Paese questa mattina, parlando al Quirinale per le celebrazioni del 4 novembre, Giornata dell'Unità d'Italia e Festa delle Forze armate. «E’ dovere comune di tutti coloro che hanno vivo il senso della responsabilità e del prestigio dell’Italia - ha affermato il capo dello Stato - dare prova di unità nel vigilare, e nel ricercare le strade che meglio possono garantire la sicurezza e condurre alla pace».

    TENSIONI - «A nessuno possono sfuggire - ha aggiunto - le preoccupazioni che nascono dall'aggravarsi della situazione in Afghanistan, dall'incombere di gravi incognite nella regione che abbraccia l'Iraq e l'Iran, dal riaccendersi di acute contrapposizioni nei vicini Balcani, dal persistere di tensioni nel quadro politico e istituzionale libanese, dal trascinarsi di una crisi lacerante nel Medio Oriente».

    COESIONE - Per fronteggiare le nuove, potenziali crisi che si affacciano all'orizzonte, ha aggiunto Napolitano, «si richiede un nuovo sforzo di coesione nazionale e un concreto impegno per garantire la pace anche al di fuori dei confini della stessa Europa e contribuire alla costruzione di un nuovo ordine mondiale». L'Italia deve fare la sua parte, deve contribuire a «garantire la sicurezza internazionale, prevenire e superare crisi e conflitti in aree vicine e lontane». Questa è «una responsabilità a cui non possiamo sottrarci, che come italiani e come europei non possiamo delegare ad altri».

    FORZE ARMATE - Napolitano ha anche chiesto alle Forze politiche a al Parlamento di sostenere gli sforzi per ridurre i costi del dispositivo militare realizzando al tempo stesso una sua ristrutturazione e razionalizzazione per aumentarne l'efficienza e consentire di assolvere ai compiti irrinunciabili con meno unità impiegate.

    MILITE IGNOTO - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva dato il via a Roma, domenica mattina, alle celebrazioni per il giorno dell'Unità nazionale e la Giornata delle Forze armate, deponendo una corona d'alloro sulla tomba del milite ignoto. Ad accompagnarlo, il ministro della Difesa, Arturo Parisi, e il capo di Stato maggiore della Difesa, ammiraglio Gianpaolo Di Paola. Presenti anche le altre maggiori autorità dello Stato: il presidente del Consiglio, Romano Prodi, il presidente del Senato, Franco Marini, il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, e i vertici delle Forze armate. Dopo la deposizione della corona, le Frecce tricolori hanno sorvolato l'Altare della patria.


    DATA STORICA - Il 4 novembre è una data storica per l'Italia: il 4 novembre di 89 anni fa, nel 1918, si completava con la fine della Prima Guerra Mondiale, il ciclo delle campagne che portarono all'Unità d'Italia. In quella data il maresciallo d'Italia, Armando Diaz, stilò il famoso «Bollettino della Vittoria» in cui comunicava la rotta dell'esercito austriaco e il successo italiano. Ecco le prime righe del dispaccio dell'allora Capo di Stato maggiore dell'Esercito: «La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta. La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso Ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuna divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatre divisioni austroungariche, è finita».

  7. #7
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    La situazione cui si riferiva il Presidente della Repubblica era in ambito Geostrategico. Le questionei importanti per l'Italia sono diverse e non hanno un nome di nazione ma sono obiettivi.

    Il ruolo del nostro Paese nello scacchiere mondiale, l'approvigionamento energetico, le tensioni che ci sono nei vari punti di frattura, la nascita di nuovi protagonisti dello scenario politico-economico mondiale.

    Sarebbe saggia da parte dell'Italia una politica di difesa coerente e realistica alla faccia del perbenismo e del buonismo ipocrita.

  8. #8
    ordineteutonico
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    Citazione Originariamente Scritto da SANGRIA Visualizza Messaggio
    La situazione cui si riferiva il Presidente della Repubblica era in ambito Geostrategico. Le questionei importanti per l'Italia sono diverse e non hanno un nome di nazione ma sono obiettivi.

    Il ruolo del nostro Paese nello scacchiere mondiale, l'approvigionamento energetico, le tensioni che ci sono nei vari punti di frattura, la nascita di nuovi protagonisti dello scenario politico-economico mondiale.

    Sarebbe saggia da parte dell'Italia una politica di difesa coerente e realistica alla faccia del perbenismo e del buonismo ipocrita.
    Tu sai no cosa prevede il NWO per gli anni a venire? Un think tank "americano" parlava di invadere 5 stati già prima del 11/9 e se non ricordo male sulla lista c'erano Iraq (eseguito), Iran, Siria e altri due minori... Ora Napolitano non parla di sicurezza generica, ma proprio di nuovo ordine mondiale, qualche sospetto fa venire no?

  9. #9
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    Pakistan, Birmania, Nepal, Haiti, Uganda, Iraq, Sri Lanka, Somalia, Filippine, Kighizistan, Georgia, Afghanistan, Costa D'avorio, Darfur, Colombia, Venezuela, Senegal, Cecenia, Algeria... basta scegliere ce ne sono tante di possibili future crisi internazionali...

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da SANGRIA Visualizza Messaggio
    La situazione cui si riferiva il Presidente della Repubblica era in ambito Geostrategico. Le questionei importanti per l'Italia sono diverse e non hanno un nome di nazione ma sono obiettivi.

    Il ruolo del nostro Paese nello scacchiere mondiale, l'approvigionamento energetico, le tensioni che ci sono nei vari punti di frattura, la nascita di nuovi protagonisti dello scenario politico-economico mondiale.

    Sarebbe saggia da parte dell'Italia una politica di difesa coerente e realistica alla faccia del perbenismo e del buonismo ipocrita.
    Ma di che stai parlando? Le crisi prossime venture saranno quelle che scateneranno gli USA e noi, dietro a fare gli ascari. Questo intendeva Napolitano.

 

 
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