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Discussione: aiutateci

  1. #1
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    Predefinito aiutateci

    Il primo novembre scorso sul sacro colle di San Pietro(sarebbe in origine il sacrario di Giano.....) sono iniziati i lavori di distruzione.
    Il giornale locale "L'arena di Verona" ne da ampia notizia affermando che si è scoperta una cisterna romana. Grancelli è dagli anni cinquanta che ha denunciato l'incuria e il disinteresse , e nel suo testo "Piano di fondazione di Verona romana" sottolineava la presenza verso quel luogo sacro che nel sottosuolo nasconde i tesori- pozzi e una cisterna romana ignorata costantemente dalla sovraintendenza.
    Diffondente questo messaggio affinchè non mettano le mani sul sacrario, cariverona (la potente fondazione sopravvissuta alla fusione con Unicredit) vuole liberamente manomettere il punto più sacro della città.
    Cariverona è strettamente legata all'Opus Dei.
    TENTANO DI DISTRUGGERE L'ULTIMO SANTUARIO PAGANO FEDERATO DEL VENETO.


    SALVIAMOLO DIFFONDETE IL MESSAGGIO

    Giù le mani dal colle sacro ai pagani Giù le mani dal colle sacro ai pagani

    --------------------------------------------------------------------------------

    E da parecchio tempo che il luogo più sacro della città di Verona, il santo dei santi, fa gola all'Opus Dei. Come ultimo atto una compravendita giocata dalla fondazione Cariverona. Inoltre qualche mese fa sono stati operati dei carotaggi sul colle il tutto mi da pensiero, cosa si sta giocando?
    Da anni si parla di come "riconvertire" il colle e la caserma austriaca che ne occupa il cuore. Le divinità pagane che da sempre dimorano sul quella terra lì devono rimanere a tutela della città, anzi sarebbe utile lasciare spazio agli antichi culti pagani, di chiese a Verona c'è ne sono anche troppe, basta!

    L'antefatto:


    Articolo apparso sul giornale "L’Arena" (2.12.1998) che descrive il clima di tensione sorto in alcuni ambienti di Verona alla notizia che il Castel S. Pietro verrebbe ceduto per la costruzione del Santuario della Madonna di Lourdes.

    I DEMOCRISTIANI E I "ROSSI" ASSEDIANO CASTEL S. PIETRO
    Per Castel San Pietro, scoppia, nel novembre del 1948, una piccola guerra di religione. A combatterla, ci sono da una parte i democristiani e dall’altra un’inedita coalizione che va dai comunisti ai liberali. Succede quando in Consiglio comunale si discute, tanto per cambiare, del futuro di quello che oggi si usa chiamare uno dei "contenitori" cittadini, il cui avvenire è tutt’ora incerto. In verità, la disputa del 1948 non riguarda solo l’edificio che sovrasta il colle ma anche e soprattutto le zone adiacenti.
    La questione nasce in seguito a una richiesta presentata al Comune dai Padri Stimatini. Essi chiedono il "casermone", proponendo una sorta di permuta: poiché il fabbricato è a quell’epoca la sede dell’Istituto Ettore Calderara per l’infanzia abbandonata, essi si dichiarano disposti a realizzare a Villa Colombari un edificio più funzionale e moderno per l’Istituto. In cambio, intendono trasformare, con opportuni adattamenti, il "casermone" in un santuario. Ma la proposta suscita vivaci proteste.
    In Consiglio, sia le forze di sinistra che i liberali giustificano la loro opposizione con il timore che i veronesi siano espropriati di un luogo da cui si può ammirare un paesaggio di grande suggestione, con una perdita che si ripercuoterebbe negativamente sul turismo. Al loro fianco, intervengono anche associazioni, come la Pro Verona e gli Amici del paesaggio, e un’istituzione, L’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere, che gode di un notevole prestigio culturale. In un suo ordine del giorno, l’Accademia ricorda che quel colle aveva ospitato "il primo nucleo" della città e che sia in epoca romana che medioevale vi erano sorti grandiosi monumenti. Ai richiami storici ed artistici, si uniscono quelli più prosaici ma non meno efficaci dell’Associazione albergatori, che paventa evidenti rischi per il turismo.
    Gli ambienti cattolici, e, sul piano politico, quelli democristiani replicano prontamente. Essi dicono che tutto si basa su un equivoco, creato ad arte e in malafede dai comunisti. A loro avviso si tratta, è il caso di dirlo, di un castello di menzogne... Il progetto, infatti, non ha mai messo in discussione il piazzale panoramico, che resterebbe a disposizione della città. I comunisti, invece, hanno falsato la proposta, presentandola come "la conquista della rocca di Verona da parte degli Stimatini". Di conseguenza, chi è intervenuto in buona fede a difesa di un patrimonio comune dei veronesi, non ha capito di combattere una battaglia inutile, di lottare per qualcosa che nessuno intendeva togliergli.
    L’equivoco per i democristiani è tutto qui: i comunisti si sono opposti per motivi politico-ideologici, poiché sono ostili per principio ad ogni iniziativa di tipo religioso e gli altri non hanno capito e li hanno appoggiati. Mentre il dibattito va avanti, il Consiglio comunale decide di non decidere, istituendo una commissione per studiare a fondo il problema. Poi, come è noto, il progetto degli Stimatini non verrà realizzato, ma, dopo cinquant’anni, del destino di Castel San Pietro si discute ancora.

    Emanuele Lucani

    CASTEL SAN PIETRO NON POTRA PERDERE LA SUA VOCAZIONE, DATO CHE PER MILLENNI E' STATO E SARA' IL SACRARIO FEDERATO DELLA PAGANITA' MONDIALE. LA DIVINITA' DI GIANO E' ANCORA VIVA E ATTIVA, DOBBIAMO PROTEGGERLA E RICHIAMARLA IN TUTTA LA SUA POTENZA

  2. #2
    ulfenor
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    Sideros ho fatto girare questo annuncio!che gli dei ci assistano!

    vale bene in pace deorum!

  3. #3
    Fé Thekhé ny Uàn
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    Citazione Originariamente Scritto da sideros Visualizza Messaggio
    Il primo novembre scorso sul sacro colle di San Pietro(sarebbe in origine il sacrario di Giano.....) sono iniziati i lavori di distruzione.
    Il giornale locale "L'arena di Verona" ne da ampia notizia affermando che si è scoperta una cisterna romana. Grancelli è dagli anni cinquanta che ha denunciato l'incuria e il disinteresse , e nel suo testo "Piano di fondazione di Verona romana" sottolineava la presenza verso quel luogo sacro che nel sottosuolo nasconde i tesori- pozzi e una cisterna romana ignorata costantemente dalla sovraintendenza.
    Diffondente questo messaggio affinchè non mettano le mani sul sacrario, cariverona (la potente fondazione sopravvissuta alla fusione con Unicredit) vuole liberamente manomettere il punto più sacro della città.
    Cariverona è strettamente legata all'Opus Dei.
    TENTANO DI DISTRUGGERE L'ULTIMO SANTUARIO PAGANO FEDERATO DEL VENETO.


    SALVIAMOLO DIFFONDETE IL MESSAGGIO

    Giù le mani dal colle sacro ai pagani Giù le mani dal colle sacro ai pagani

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    E da parecchio tempo che il luogo più sacro della città di Verona, il santo dei santi, fa gola all'Opus Dei. Come ultimo atto una compravendita giocata dalla fondazione Cariverona. Inoltre qualche mese fa sono stati operati dei carotaggi sul colle il tutto mi da pensiero, cosa si sta giocando?
    Da anni si parla di come "riconvertire" il colle e la caserma austriaca che ne occupa il cuore. Le divinità pagane che da sempre dimorano sul quella terra lì devono rimanere a tutela della città, anzi sarebbe utile lasciare spazio agli antichi culti pagani, di chiese a Verona c'è ne sono anche troppe, basta!

    L'antefatto:


    Articolo apparso sul giornale "L’Arena" (2.12.1998) che descrive il clima di tensione sorto in alcuni ambienti di Verona alla notizia che il Castel S. Pietro verrebbe ceduto per la costruzione del Santuario della Madonna di Lourdes.

    I DEMOCRISTIANI E I "ROSSI" ASSEDIANO CASTEL S. PIETRO
    Per Castel San Pietro, scoppia, nel novembre del 1948, una piccola guerra di religione. A combatterla, ci sono da una parte i democristiani e dall’altra un’inedita coalizione che va dai comunisti ai liberali. Succede quando in Consiglio comunale si discute, tanto per cambiare, del futuro di quello che oggi si usa chiamare uno dei "contenitori" cittadini, il cui avvenire è tutt’ora incerto. In verità, la disputa del 1948 non riguarda solo l’edificio che sovrasta il colle ma anche e soprattutto le zone adiacenti.
    La questione nasce in seguito a una richiesta presentata al Comune dai Padri Stimatini. Essi chiedono il "casermone", proponendo una sorta di permuta: poiché il fabbricato è a quell’epoca la sede dell’Istituto Ettore Calderara per l’infanzia abbandonata, essi si dichiarano disposti a realizzare a Villa Colombari un edificio più funzionale e moderno per l’Istituto. In cambio, intendono trasformare, con opportuni adattamenti, il "casermone" in un santuario. Ma la proposta suscita vivaci proteste.
    In Consiglio, sia le forze di sinistra che i liberali giustificano la loro opposizione con il timore che i veronesi siano espropriati di un luogo da cui si può ammirare un paesaggio di grande suggestione, con una perdita che si ripercuoterebbe negativamente sul turismo. Al loro fianco, intervengono anche associazioni, come la Pro Verona e gli Amici del paesaggio, e un’istituzione, L’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere, che gode di un notevole prestigio culturale. In un suo ordine del giorno, l’Accademia ricorda che quel colle aveva ospitato "il primo nucleo" della città e che sia in epoca romana che medioevale vi erano sorti grandiosi monumenti. Ai richiami storici ed artistici, si uniscono quelli più prosaici ma non meno efficaci dell’Associazione albergatori, che paventa evidenti rischi per il turismo.
    Gli ambienti cattolici, e, sul piano politico, quelli democristiani replicano prontamente. Essi dicono che tutto si basa su un equivoco, creato ad arte e in malafede dai comunisti. A loro avviso si tratta, è il caso di dirlo, di un castello di menzogne... Il progetto, infatti, non ha mai messo in discussione il piazzale panoramico, che resterebbe a disposizione della città. I comunisti, invece, hanno falsato la proposta, presentandola come "la conquista della rocca di Verona da parte degli Stimatini". Di conseguenza, chi è intervenuto in buona fede a difesa di un patrimonio comune dei veronesi, non ha capito di combattere una battaglia inutile, di lottare per qualcosa che nessuno intendeva togliergli.
    L’equivoco per i democristiani è tutto qui: i comunisti si sono opposti per motivi politico-ideologici, poiché sono ostili per principio ad ogni iniziativa di tipo religioso e gli altri non hanno capito e li hanno appoggiati. Mentre il dibattito va avanti, il Consiglio comunale decide di non decidere, istituendo una commissione per studiare a fondo il problema. Poi, come è noto, il progetto degli Stimatini non verrà realizzato, ma, dopo cinquant’anni, del destino di Castel San Pietro si discute ancora.

    Emanuele Lucani

    CASTEL SAN PIETRO NON POTRA PERDERE LA SUA VOCAZIONE, DATO CHE PER MILLENNI E' STATO E SARA' IL SACRARIO FEDERATO DELLA PAGANITA' MONDIALE. LA DIVINITA' DI GIANO E' ANCORA VIVA E ATTIVA, DOBBIAMO PROTEGGERLA E RICHIAMARLA IN TUTTA LA SUA POTENZA
    Gli Eleusini Madre si associano nel denunciare questa grave situazione e questo tentativo di usurpazione e profanazione delle più sacre radici culturali e religiose arcaiche di Verona.
    Ci impegneremo al massimo delle nostre forze per diffondere questo comunicato e per fare pressione sulla Sovrintendenza affinchè questo luogo possa essere salvaguardato.

    Alesirée Eleusi.

  4. #4
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    Predefinito Preso dalla rabbia

    Vi invio il mess. rivisto e un po' corretto ,dato che nella foga di comunicare non ho riletto il testo.
    SE POTETE PASATE O VEICOLATE LA NOTIZIA SU QUALCHE GIORNALE A TIRATURA NAZIONALE.
    Se vi serve la firma eventualmente lascio il mio nome

    .Pellini Luigi.

  5. #5
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    Predefinito Il messaggio rivisto

    SALVIAMOLO DIFFONDETE IL MESSAGGIOGiù le mani dal colle sacro ai pagani Giù le mani dal colle sacro ai pagani

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    E da parecchio tempo che il luogo più sacro della città di Verona, il santo dei santi, fa gola all'Opus Dei. Come ultimo atto una compravendita giocata dalla fondazione Cariverona. Inoltre qualche mese fa sono stati operati dei carotaggi sul colle il tutto mi da pensiero, cosa si sta giocando?
    Da anni si parla di come "riconvertire" il colle e la caserma austriaca che ne occupa il cuore. Le divinità pagane che da sempre dimorano sul quella terra lì devono rimanere a tutela della città, anzi sarebbe utile lasciare spazio agli antichi culti pagani, di chiese a Verona c'è ne sono anche troppe, basta!

    L'antefatto:


    Articolo apparso sul giornale "L’Arena" (2.12.1998) che descrive il clima di tensione sorto in alcuni ambienti di Verona alla notizia che il Castel S. Pietro verrebbe ceduto per la costruzione del Santuario della Madonna di Lourdes.

    I DEMOCRISTIANI E I "ROSSI" ASSEDIANO CASTEL S. PIETRO
    Per Castel San Pietro, scoppia, nel novembre del 1948, una piccola guerra di religione. A combatterla, ci sono da una parte i democristiani e dall’altra un’inedita coalizione che va dai comunisti ai liberali. Succede quando in Consiglio comunale si discute, tanto per cambiare, del futuro di quello che oggi si usa chiamare uno dei "contenitori" cittadini, il cui avvenire è tutt’ora incerto. In verità, la disputa del 1948 non riguarda solo l’edificio che sovrasta il colle ma anche e soprattutto le zone adiacenti.
    La questione nasce in seguito a una richiesta presentata al Comune dai Padri Stimatini. Essi chiedono il "casermone", proponendo una sorta di permuta: poiché il fabbricato è a quell’epoca la sede dell’Istituto Ettore Calderara per l’infanzia abbandonata, essi si dichiarano disposti a realizzare a Villa Colombari un edificio più funzionale e moderno per l’Istituto. In cambio, intendono trasformare, con opportuni adattamenti, il "casermone" in un santuario. Ma la proposta suscita vivaci proteste.
    In Consiglio, sia le forze di sinistra che i liberali giustificano la loro opposizione con il timore che i veronesi siano espropriati di un luogo da cui si può ammirare un paesaggio di grande suggestione, con una perdita che si ripercuoterebbe negativamente sul turismo. Al loro fianco, intervengono anche associazioni, come la Pro Verona e gli Amici del paesaggio, e un’istituzione, L’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere, che gode di un notevole prestigio culturale. In un suo ordine del giorno, l’Accademia ricorda che quel colle aveva ospitato "il primo nucleo" della città e che sia in epoca romana che medioevale vi erano sorti grandiosi monumenti. Ai richiami storici ed artistici, si uniscono quelli più prosaici ma non meno efficaci dell’Associazione albergatori, che paventa evidenti rischi per il turismo.
    Gli ambienti cattolici, e, sul piano politico, quelli democristiani replicano prontamente. Essi dicono che tutto si basa su un equivoco, creato ad arte e in malafede dai comunisti. A loro avviso si tratta, è il caso di dirlo, di un castello di menzogne... Il progetto, infatti, non ha mai messo in discussione il piazzale panoramico, che resterebbe a disposizione della città. I comunisti, invece, hanno falsato la proposta, presentandola come "la conquista della rocca di Verona da parte degli Stimatini". Di conseguenza, chi è intervenuto in buona fede a difesa di un patrimonio comune dei veronesi, non ha capito di combattere una battaglia inutile, di lottare per qualcosa che nessuno intendeva togliergli.
    L’equivoco per i democristiani è tutto qui: i comunisti si sono opposti per motivi politico-ideologici, poiché sono ostili per principio ad ogni iniziativa di tipo religioso e gli altri non hanno capito e li hanno appoggiati. Mentre il dibattito va avanti, il Consiglio comunale decide di non decidere, istituendo una commissione per studiare a fondo il problema. Poi, come è noto, il progetto degli Stimatini non verrà realizzato, ma, dopo cinquant’anni, del destino di Castel San Pietro si discute ancora.

    Emanuele Lucani

    CASTEL SAN PIETRO NON POTRA PERDERE LA SUA VOCAZIONE, DATO CHE PER MILLENNI E' STATO E SARA' IL SACRARIO FEDERATO DELLA PAGANITA' MONDIALE., LA DIVINITA' DI GIANO E' ANCORA VIVA E ATTIVA, DOBBIAMO PROTEGGERLA E RICHIAMARLA IN TUTTA LA SUA POTENZA

  6. #6
    ulfenor
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    Allora io ho scritto al giornale ed a rinascita di gaudenzi!

    speriamo bene...

  7. #7
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    Predefinito Grazie

    Citazione Originariamente Scritto da ulfenor Visualizza Messaggio
    Allora io ho scritto al giornale ed a rinascita di gaudenzi!

    speriamo bene...
    Ti ringrazio!

  8. #8
    ulfenor
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    Citazione Originariamente Scritto da sideros Visualizza Messaggio
    Ti ringrazio!
    Ci mancherebbe frater ho fatto quello che potevo che gli dei assistano!

  9. #9
    ulfenor
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    Chiedo a tutti i gentili del forum di mobilitarsi per questa nobile causa contattare i media italiani ed esteri per far sentire la nostra voce contro lo scempio di colle san pietro...

  10. #10
    zilath mexl rasnal
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    Speculazioni: giù le mani da Castel San Pietro di Verona
    Mercoledì 7 Novembre 2007
    Barbara Spirito


    E’ da parecchio tempo che il luogo più sacro della città di Verona, il Colle con la sua caserma austriaca, fa gola all’Opus Dei. L’ultimo atto di questa vicenda è stata la compravendita da parte della fondazione Cariverona del complesso già di proprietà del Comune di Verona.
    Da anni si parla di come “riconvertire” il Colle e la caserma austriaca che ne occupa il cuore. Già nel dicembre del 1998 “L’Arena” annunciava che Castel San Pietro stava per essere ceduto a un ordine ecclesiale (ma quanti sono? Le ordinazioni sacerdotali non sono andate da tempo a picco? E di quanti chilometri quadrati hanno bisogno per le attività di ciascuno di loro?) per costruire su quei terreni un Santuario-centro di smistamento pellegrini della Madonna di Lourdes.
    Già nel novembre del 1948 era scoppiata, per Castel San Pietro, una piccola guerra di religione tra gli allora democristiani e un’inedita coalizione laica che andava dai comunisti, ai liberali, ai sopravvissuti cultori dell’idealismo di Gentile. Motivo del contendere il “futuro” del luogo museale – dalle rovine dei templi romani alla caserma austroungarica – che persiste in pieno centro nella città scaligera.
    La disputa riemerge dopo una richiesta presentata al Comune dai Padri Stimatini, che chiedono il “casermone”, all’epoca la sede dell’Istituto Ettore Calderara per l’infanzia abbandonata, dichiarandosi, in cambio, disposti a realizzare a Villa Colombari un edificio più funzionale e moderno per l’Istituto. Le antiche caserme austro-ungariche, con tale baratto, verrebbero trasformate in un santuario.
    La città di Verona non vuole però essere espropriata da un luogo sacro e suggestivo, un fazzoletto panoramico di possibile verde: accanto ai “laici” si schierano anche associazioni, come la Pro Verona, il padronato degli Albergatori, gli Amici del paesaggio e un’istituzione, l’autorevole Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere, che gode di un notevole prestigio culturale. In un suo ordine del giorno, l’Accademia ricorda che quel colle aveva ospitato “il primo nucleo” della città e che sia in epoca romana che medioevale vi erano sorti magnifici monumenti, tra l’altro un tempio di Giano. Memorie storiche e artistiche della collettività veronese tutta.
    Un luogo di primaria importanza strategica, e di incidenza paesaggistica, poiché era la posizione privilegiata per il controllo del fiume e dell’intera città, a destra e a sinistra d’Adige. Qui sono state trovate le più antiche tracce di insediamento preromano, risalenti all’Età del Ferro, tali da ipotizzare l’esistenza di un castelliere. In età romana, già all’inizio del I sec. a.C., vi sorgeva l’Arx, luogo sacro e fortificato posto a guardia del passaggio sull’Adige della via Postumia e dell’Oppidum (borgo fortificato) posto ai piedi del colle, e successivamente della città sorta sull’opposta riva.
    Sul colle, sempre in epoca romana, era presente un tempio, sembra di Giano, collegato al teatro romano tramite tre terrazze. Questo fu sostituito intorno al secolo VIII da una piccola chiesa, dedicata a San Pietro, da cui prende l’attuale nome il colle. Attorno a questa venne costruito un castello, su ordine dei Visconti, che venne ultimato nel 1393. Questo venne ampliato continuamente fino al XVIII secolo, con veri palazzi, polveriere, depositi e fabbricati di vario genere. Durante la dominazione francese si decise per l’abbattimento di tutte le strutture sul colle, lavoro che venne eseguito nel 1801, con la distruzione del castello e di gran parte degli edifici annessi, anche la chiesa.
    Tra il 1852 ed il 1858 ci fu la progettazione e la costruzione della caserma austriaca, presente ancora oggi. Il progetto venne ordinato dal feldmaresciallo Radetzky, fu progettato dei genieri austriaci sotto la supervisione di Conrad Petrasch. Il primo progetto (del 1852) prevedeva tra l’altro la costruzione di torri a pianta circolare negli angoli, dove avrebbero trovato posto le scale, ma il progetto venne abbandonato. Un secondo progetto è del 1853, ma non venne neanche preso in considerazione, venne scelto invece un terzo progetto, riveduto da Petrasch, che prevedeva un edificio ispirato all’architettura tedesca.
    Tra il 1948 e il 1998 il dibattito è andato avanti, con enti cattolici che parlano di “equivoci” voluti, mentre ogni Consiglio comunale in carica decideva di non decidere, o, al massimo, istituiva una commissione per “studiare a fondo il problema”.
    Per cinquant’anni, il progetto degli Stimatini non verrà realizzato,
    Anzi: recentemente, nel dicembre 2002, a cura degli Amici del Museo di Castelvecchio, secondo le decisioni già assunte dall’Amministrazione Comunale, veniva definito un piano operativo per la stesura di un progetto di valorizzazione del colle fortificato, di restauro dei resti del castello visconteo, e di recupero della caserma absburgica come sede del Museo della Città.Ma ora, dopo la compravendita della Cariverona, il destino di Castel San Pietro si deve assolutamente discutere di nuovo. Bloccando lo scempio di un possibile placet ad un moderno “casermone per pellegrini” da avviare a Lourdes.


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