''Non è un compagno di strada'' lettera firmata - 1-11-07
Ho sentore di ritenere che il sig. M.Blondet, ideologo di punta del Forzazuova-pemsiero, sia "compagno di viaggio" nella missione "zero"; l'allegato chiarisce significativamente il vero volto del "mite" partecipante ai dibattiti di Matrix e berlusconate varie; Giulietto, non Ti devo insegnare niente, ma un'invito, guardatene!!.
Caro T.,
ho letto, con orrore, le farneticazioni di Maurizio Blondet contro i rumeni, gli zingari, gli "altri", nell'articolo che mi hai girato, intitolato "La Casta ci fa ammazzare" in data 1/11/2007. Si tratta di un caso tipico di infiltrato, che svolge il suo ruolo di provocatore appunto infilandosi in cause altrui, con il proposito nemmeno troppo recondito di inquinarle.
Io me lo sono trovato al fianco in due occasioni di dibattito, in entrambe le quali io non partecipai alla scelta degli interlocutori: una prima volta a Bologna, una seconda volta a Matrix. In un caso si trattò di un incidente involontario, probabilmente dovuto alla mancanza d'informazione degli organizzatori, nell'altro si trattò del deliberato tentativo di Mentana di mettermi accanto un personaggio squalificato con l'obiettivo di indebolire i miei argomenti. Per giunta in base al trucco della par condicio: due pro e due contro. Basta mettere un "pro" screditato, o imbecille, e due "contro" che sbraitano impedendo ogni discussione, ed ecco che la discussione si trasforma in una impari battaglia dove vinci solo se sei Ercole in persona.
In entrambi i casi io non mi ritirai dal dibattito perchè ritenevo, fatti tutti i conti, che sarebbe stato più vantaggioso comunque restare e discutere, anche in quella compagnia deplorevole.
Ma, con il passare del tempo, ho cambiato idea. Oggi non andrei più e nessun dibattito con personaggi che non solo sono apertamente fascisti ma, cosa ancora più insidiosa, con personaggi che agiscono con intenti provocatori. E, per giunta, vengono usati dall'altra parte come armi contundenti. Tipico il caso di Teodori che, al Costanzo Show, si mette a sbandierare il nome del forsennato Blondet per sminuire gli argomenti nostri. Un gioco delle parti. Credo che sia giunto il momento di bandire Blondet da tutte le discussioni tra persone civili che si occupano dell'11 settembre. Vada con i suoi pari. Non è un compagno di strada, non abbiamo nulla a che fare con lui. E' un avversario di tutte le nostre idee e motivazioni.
Voglio rendere pubblica questa mia posizione in modo che non ci siano più equivoci di sorta. E ti ringrazio per avermene dato l'occasione.
Cari saluti
Giulietto Chiesa
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Giulietto Chiesa
