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  1. #1
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    Predefinito il Flop del PD: alle primarie prende un terzo di Forza Italia

    Con soli 3.300.000 di voti il PD è un medio partito che ha preso come AN. Resta irraggiungibile Forza Italia coi suoi 9 milioni di fedeli elettori. Prodi allo sbando, praterie al centro per il PRI, che rastrellerà i 9 milioni di voti persi dai DS.

    Riceviamo da Anselmo Gusperti, Segr. Prov.le Pri di Cremona

    NASCE IL PARTITO DEMOCRATICO

    15 ottobre 2007, nasce il Partito Democratico, il partito dell’apparato, degli apparati. Ha potuto mettere in campo gli apparati ex PCI, ex DC e gran parte dei sindacati ( 70.000 persone ). 3.300.000 voti significano 47 voti per ogni unità dell’apparato mobilitato e rappresentano il 9% degli aventi diritto (circa 36.000.000). Questi sono i numeri, da verificare, beninteso, alla prima occasione. Stando a questi numeri per ora il P.D. può contare su un’adesione da medio partito ( circa 1/3 di F.I. , circa pari ad A.N., inferiore alla somma della Sinistra). Quindi lascia un grande spazio al centro a disposizione di chi saprà raccoglierlo ( PSI, UDC, PRI ?) .
    Per il PRI è tempo di palesarsi, farsi vedere : la tre giorni di Milano del 26-27-28 ottobre viene a fagiolo, bisogna saperla sfruttare, anche e specialmente dal punto di vista mediatico e pubblicitario ( manifesti in tutta Italia, conferenze stampa, TV, ecc).
    La gente è sbandata, indecisa, disorientata da questi continui cambiamenti di sigle di partiti e di indirizzi. E’ il momento di presentarsi come il partito che non ha mai cambiato simbolo e idee, della fermezza di principi, laico, fuori dal giuoco Destra/Sinistra , il partito che preferisce parlare di programmi e problemi che di giuochi di potere. I risultati potrebbero essere sorprendentemente positivi. Chiediamo di essere messi in condizioni di cogliere l’occasione.

    Anselmo Gusperti
    - Segretario Prov.le del Pri di Cremona

    http://www.politicaonline.net/forum/...&postcount=147

  2. #2
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  3. #3
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    c'è poco da sbadigliare, il P.D. può contare su un’adesione da medio partito ( circa 1/3 di F.I. , circa pari ad A.N., inferiore alla somma della Sinistra). Quindi lascia un grande spazio al centro a disposizione di chi saprà raccoglierlo ( PSI, UDC, PRI ), infatti i micro-partitini di centro che sperano di raccogliere qualche briciola sono tutti contentissimi di queste primarie.

  4. #4
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    Cita:
    Scritto in origine da Paolo Arsena
    PRIMARIE: TUTTO SECONDO COPIONE.

    Come volevasi dimostrare, i numeri ufficiali sul Partito Democratico, diramati dal partito stesso e raccolti dalla macchina massmediatica a suo servizio (Tg1, Repubblica, Corriere, La Stampa) hanno certificato sicurezze su tutti i fronti.
    A chi pensava che il PD non avrebbe portato alle urne più di un milione e mezzo di votanti, si regalano cifre al raddoppio: tre milioni e mezzo, gli ultimi numeri al rialzo sull'onda dell'euforia. Con tanto di editorialisti zelanti che, in omaggio al resuscitato PD, si affrettano a seppellire l'ondata di antipolitica che serpeggia nel Paese.
    E a chi aspettava Veltroni al varco della fatidica soglia del 70 per cento, si offre la punta del 75, tanto per mettere tutti a tacere e blindare un vincitore annunciato.

    Quali garanzie esistano sulla veridicità di numeri prodotti da una macchina che promuove se stessa, non è dato sapere. Si presume che, in un partito parcellizzato col bilancino, anche gli organi di controllo abbiano subito la stessa sorte. E quindi una verità su tutto questo non si saprà mai. Soprattutto quando sono mesi che la stampa e le tv nazionali tirano la volata al nuovo partito e al suo leader in pectore, con partigianerie che fanno concorrenza al modello di Emilio Fede.

    C'è poi la questione delle sedi pubbliche. Cominciano ad emergere con insistenza le denunce di seggi tenutisi nelle aule consiliari, nelle scuole pubbliche, nelle Asl. Come se l'arrogante velleità maggioritaria del nuovo partito avesse deciso di soverchiare qualunque sensibilità democratica, infettando col proprio marchio luoghi che sono di tutti e mai di parte, e che di tutti devono restare. Sempre.

    La verità è che le primarie modello Prodi-Pd sono una buffonata.
    Finché non esisterà una legge istitutiva, che ne fissi obbligatorietà, regole, garanzie sui controlli e sui luoghi di svolgimento, questa resterà sempre un'iniziativa casereccia e raffazzonata. Priva di qualunque credibilità circa esiti e svolgimento.
    E un Paese che, su queste basi, si permette di ergerle a monumento, di pontificare sui risultati, in sostanza di prenderle sul serio, è un Paese che non conosce la democrazia. Che è fatta invece proprio di regole, di trasparenza, di controlli neutrali.

    Ciò che mi preme dire sull'argomento primarie, è soltanto questo.
    Non ho partecipato prima alla cabala delle previsioni, non ho nemmeno puntato il dito sulla forma del Partito Democratico (ma sulla sua sostanza politica, che resta oggi allo stato inconsistente che aveva ieri).
    Oggi dico solo: diffidiamo di chi esalta queste primarie come un modello di democrazia, perché quella che ci propone, è la democrazia all'amatriciana. E purtorppo questo Paese, di democratici all'amatriciana ne è pieno zeppo.

    ...

    Ultima modifica di nuvolarossa : 16-10-2007 alle 10:27.

    http://www.politicaonline.net/forum/...&postcount=151

  5. #5
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    Il commento del ragionatore Tommasino Ciuffoletti è ancora una volta pregnante:

    16 ottobre 2007


    [Se Tommaso dubitò di Cristo] Io posso permettermi di non credere in Walter


    Qualche tempo fa, un mio omonimo assurto alla gloria dei cieli col titolo di santo, ebbe a dubitare della effettiva resurrezione del Cristo.
    Di fronte a cotanto ardimento, è ben poca cosa l'incredulità di Tommasinoz di fronte all'annuncio di 3 milioni di concittadini sulla natura salvifica del Walter.



  6. #6
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    LA TRIADE VINCENTE
    Strano paese l’Italia. Le urne del plebiscito chiamato “primarie” non si erano ancora chiuse e già si avevano i dati sull’affluenza e gli exit poll sui risultati. In questo stesso paese, a 5 giorni dalla conclusione del cosiddetto “referendum” sui protocolli di luglio (pensioni e precarietà del lavoro), i risultati ufficiali sono condensati in due numeri, 82% di sì, 18% di no, senza che si disponga di alcun dato disaggregato per regioni e categorie. Nessun dato è reperibile nei siti di Cgil, Cisl e Uil.
    L’unica organizzazione sindacale che ha pubblicato i dati precisi, suddivisi per provincia, è la Fiom.
    E’ questo un caso?
    No, è la dimostrazione più lampante di un imbroglio evidente quanto inconfessabile. Un imbroglio fatto di assemblee a senso unico, di seggi volanti, di pensionati chiamati a votare sì pena il disastro dell’Inps, di numeri fantasiosi, ma soprattutto di un “Ministero degli Interni” confederale che ha fatto somme e moltiplicazioni senza dover rispondere a nessuno.
    Meglio quindi non fornire dati che qualcuno potrebbe mettersi a studiare. Tanto l’esito era già stabilito a tavolino.
    Sia chiaro, il lavoro sporco di Cgil, Cisl, Uil è stato favorito dal pauroso arretramento dei lavoratori, da livelli di coscienza in rotta da quasi 30 anni, da processi di integrazione talmente potenti da costringere il dissenso alla rabbia, da sostituire la rassegnazione alla lotta, con il “menopeggismo” della sinistra di governo che ha dato il colpo di grazia.
    Ma di lavoro sporco si è pur sempre trattato.
    In effetti nessuno ha mai creduto che questa consultazione potesse essere democratica. Ma la misura dell’imbroglio questa volta è andata oltre gli standard sindacali. Perché questo bisogno di plebiscito?
    La risposta non sta nelle semplici dinamiche sindacali. Questo bisogno di “fare cappotto”, proclamando un “risultato” che ha fatto esultare Montezemolo, va ricercato nel successivo plebiscito che si è consumato ieri con l’incoronazione di Veltroni a leader (non semplicemente, segretario) del Partito Democratico.
    Un partito di cui tutti parlano, che puzza d’America lontano un miglio. Un partito di cui molti dicono che non si sa che cosa sarà. Errore, errore, tre volte errore.
    Si sa, eccome. Se i nomi corrispondessero alla sostanza questo partito dovrebbe chiamarsi LAS (Liberismo, Atlantismo, Securitarismo).
    La linea economica è più liberista di quella del centrodestra. Veltroni si è preoccupato di chiarirlo, proponendo una sorta di linea Tathcher-Blair su privatizzazioni e lavoro.
    E’una linea atlantica all’ennesima potenza: sarà un caso, ma i due uomini che nel Pci erano chiamati “gli americani” si ritrovano ora uno al Quirinale, l’altro a capo del più importante partito di governo. Vedremo nelle prossime settimane che questo non resterà senza conseguenze.
    E’ una linea securitaria che insegue oscenamente la destra su questo terreno per poter offrire qualcosa al popolo. Se così non fosse non si spiegherebbe la trovata fiorentina della caccia ai lavavetri, che aveva l’unico scopo di chiarire la vera natura del nascente partito.
    Questi due plebisciti sono palesemente concatenati al di là dei tempi del loro svolgimento. Li unisce la comune funzione di dar vita alla nascita di un blocco di potere imperialista e corporativo, sempre più oligarchico e servile nei confronti degli Usa.

    Questo blocco è ben rappresentato dalla triade Veltroni-Draghi-Montezemolo, ma include con tutta evidenza i vertici di Cgil, Cisl, Uil, che hanno portato in dote la loro porcata referendaria, a garanzia di una subalternità delle classi popolari che si vorrebbe eterna.
    I banchieri Bazoli e Profumo, insieme all’immancabile Moratti, hanno dato la loro benedizione partecipando alle primarie, insieme alle truppe cammellate di un blocco di potere che (al di là dei numeri certamente gonfiati) difende piccoli e grandi privilegi del potere locale, sindacale, delle cooperative, eccetera. Un blocco che ha poco consenso nella società, ma che ha con sè i veri poteri forti. Uno sguardo alla grande stampa basta e avanza per capirlo.
    Se questa è la situazione, appare ancor più ridicola la manifestazione del prossimo 20 ottobre.
    Per essere più precisi, questa manifestazione è un imbroglio al pari del “referendum” sindacale. Chi nei fatti l’ha indetta si è già astenuto in Consiglio dei ministri, su un testo in alcune parti addirittura peggiorativo dei protocolli di luglio (nessuna garanzia del 60% sulle pensioni ottenute con il sistema contributivo, nuovi aumenti dei contributi per i lavoratori), a fronte di modestissimi miglioramenti su altri punti.
    A questa manifestazione ridicola e imbrogliona diciamo fermamente di no. Non si può contrastare una politica rimanendo al tempo stesso nel governo che la porta avanti. Non c’è più spazio per questi giochini di chi vorrebbe sgattaiolare dal vicolo cieco in cui è finito. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
    Quel che è importante afferrare in questo momento torbido, dove si chiama democrazia il plebiscito e referendum la truffa, è che siamo di fronte ad un nuovo tentativo di ristrutturazione del potere. L’asse che porta avanti questo progetto – in sintesi la triade Veltroni-Draghi-Montezemolo - è oggi il nemico principale. Per gli antimperialisti e non solo.

    Articolo tratto da www.antiimperialista.org del 16 ottobre 2007

  7. #7
    McFly
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    Brunik segnati questo post nei tuoi preferiti: ci rivediamo alla prima tornata elettorale vera senza raddoppi di cifre in mezz'ora!

    Brunik aspetto te ed altri tifosi da quattro lire a fine maggio 2008

  8. #8
    Sospeso/a
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    occhei, cosa scommettiamo che il PD prende meno di un terzo di Forza Italia?



    LE GRANDI SCOMMESSE DI MCFLY

  9. #9
    McFly
    Ospite

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    brunik sei confuso, guarda che ci ho azzeccato, la risposta esatta è l'ultima!

  10. #10
    Sospeso/a
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    l'ultima non è una scommessa, è un insulto

 

 
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