CON DIETROFRONT DEL GUARDASIGILLI LA NORMA PASSA CON 160 Sì CONTRO 155 NO
Senato, via libera al taglio dei ministri
Nel prossimo governo si ritornerà a 12 dicasteri. Mastella annuncia di votare contro. Ma poi ci ripensa
ROMA - Via libera del Senato alla norma che taglia il numero dei ministri, ritornando ai 12 dicasteri previsti dalla riforma Bassanini del 1999. La norma vale per il futuro. I voti favorevoli sono stati 160, quelli contrari 155. L'articolo approvato stabilisce inoltre che il numero dei componenti del governo a qualsiasi titolo, compresi vice-ministri e sottosegretari, non può essere superiore a sessanta.
GUARDASIGILLI "ALLINEATO" - La norma è passata grazie ai voti dell'Udeur, Clemente Mastella. Il Guardasigilli aveva annunciato che avrebbe votato contro l'articolo della Finanziaria. «È assurdo - aveva detto - che la manovra esamini i problemi che attengono alla struttura del governo». Poi però il ministro ci ripensa e si a"allinea" alla maggioranza per senso di «responsabilità» e «spirito di coalizione». Dissenso sì, esplicito, nel contenuto. Ma non nel momento del voto. Lo annuncia, in Aula, il capogruppo Barbato. Tutti e tre i senatori del Campanile, compreso Mastella, infatti, hanno schiacciato il pulsante verde. Stamane l'Unione conta un'assenza tra le sue fila (così come nei banchi della Cdl), mentre sono presenti tre senatori a vita: Colombo, Montalcini e Scalfaro.
«PROBLEMA DI METODO» - «Mastella propone un problema di metodo, io credo che la riduzione del numero dei ministri sia una cosa utile. Chi come Ds e Dl hanno strafatto nella richiesta di ministri e sottosegretari devono ridurre la loro sovrarappresentanza». Così il ministro per l'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha risposto ai cronisti che gli chiedevano un commento sul "no" annunciato da Mastella.
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