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[Assalto]
Doveva essere il giorno della riscossa aennina. La "riconquista" di piazza San Babila dopo la giornata che consacrò la crisi definitiva tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Doveva essere, appunto. Così non è stato.
Se le cronache di giornali vicini al capo gruppo alla Camera di An, Ignazio La Russa, parlano di 700 persone (che sono comunque pochissime per chi si vanta di aver portato in piazza a Roma mezzo milione di persone) la realtà è ben altra. E testimonia la profonda crisi che attraversa il partito di Fini (nel vero senso della parola). La realtà dei fatti parla di meno di 200 persone, provenienti da tutta la Lombardia, compresi i vertici nazionali.
Non sono bastate nemmeno le presenze di La Russa, Alemanno, Gasparri, Ronchi e Matteoli, unitamente ai consiglieri regionali, provinciali e regionali a richiamare in piazza, seppur sotto la pioggia, le "armate" aennine.
E' evidente ormai che la crisi sembra essere irreversibile. Il popolo della destra non crede più in chi, per troppo tempo, è rimasto immobile ed ha anzi avviato politiche estranee alla cultura e alla storia della destra italiana e più consone ad un elettorato centrista e, in alcuni casi, addirittura della sinistra. Inutile ricordare la posizione del leader di An rispetto alla procreazione assistita e ai pax-dico o come diavolo si chiamano adesso. Inutile rammentare la proposta dell'introduzione nelle scuole italiane dello studio del Corano o delle posizioni riguardanti il voto agli immigrati.
Il popolo della destra ricorda e prende atto. Ricorda e sa che ora a destra esiste qualcosa di nuovo, qualcosa che affonda le radici nella storia, nella cultura e nella tradizione. Qualcosa che guarda al futuro. Qualcosa che non ha paura di chiamarsi Destra.
Il popolo della destra guarda, osserva, giudica e sentenzia. E quella di piazza San Babila è una sentenza senza appello. Il popolo della destra non ci sta più a farsi prendere in giro. Nemmeno da Ignazio La Russa, uno delle menti più acute di Alleanza Nazionale.
Non ci sta a farsi prendere per i fondelli. Nemmeno sulla legge elettorale. "Il nostro obiettivo è quello di difendere la legge elettorale che consenta ai cittadini di scegliere il proprio premier e i propri rappresentanti", tuona La Russa. Mi chiedo se il deputato aennino conosca il testo del referendum che il suo partito promuove.
Perchè a ben guardare in quelle poche righe non si parla minimamente di consentire al cittadino di scegliere i suoi rappresentanti. E no caro La Russa, non è così come la canti! Nel vostro referendum non si parla di preferenza. Nemmeno per sbaglio.
Dici di voler "tenere unito il popolo di centrodestra" e poi appena un rappresentante eletto dal popolo decide di cambiare partito, non schieramento si badi bene, scegliendo chi realmente rappresenta La Destra, viene cacciato dal suo incarico perchè dovete dimostrare di essere i più forti.
Chi è allora che crea e gestisce gli "inciuci"? Dici che An vuole dialogare con tutto il centro destra ma poi si continua ad attaccare Berlusconi e la Destra a tutto campo. Il gioco delle tre carte è un gioco che gli italiani conoscono bene così come quello della 'mmuina.
Certo, in politica tutto è lecito, anche le coltellate alla schiena. Però è pur vero che chi disconosce o dimentica la storia, dimentica anche quale è stato l'epilogo di certe scelte ed azioni. Bruto, Cassio, Pompeo, Crasso, nonostante l'assassinio di Cesare non fecero una bella fine.
Stefano Schiavi
Direttore Responsabile
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