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  1. #1
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    Va rifatto il referendum del 1866 ??? Giusta la SECESSIONE ???

    DIME CAN, MA NO STA DIRME TALIAN!!!
    DIME CAN, MA NO STA DIRME TALIAN!!!


    E ciò fu notato anche dal Garibaldi, il quale “s’ infuriò perché i Veneti non si erano sollevati per conto proprio, neppure nelle campagne dove sarebbe stato facile farlo!”
    E’ interessante, anche, quello che scrisse l’ ammiraglio Angelo Jachino nel suo libro “Navi e poltrone”: “Non vi fu mai alcun movimento di irredentismo tra gli equipaggi e tra gli austriaci durante la guerra, nemmeno quando, nel luglio del 1866, si cominciò a parlare della cessione della Venezia all’ Italia”.
    Va infatti ricordato che quell’ infausto agosto del 1849, Venezia fu lasciata assolutamente sola a difendersi più che dalle soverchianti forze austriache ed ai loro cannoni che bersagliavano la città, dalla fame e dal colera che decimarono la popolazione. E quando il Governo Veneto chiese una sottoscrizione all' Italia per essere aiutata, ponendo quale garanzia il Palazzo Ducale, vennero raccolte poche lire, al che il Tommaseo – alquanto demoralizzato – esclamò: “gli Italiani hanno dato a Venezia di che sfamarsi per una sola giornata!”
    Ed i Veneti, di questo, se lo sono ricordato proprio a Lissa!
    Alla fine, nonostante le sconfitte di Custozza e di Lissa, il Veneto venne annesso con la forza all’ Italia.
    E a Napoleone III, imperatore dei Francesi, non resterà altro da dire in riferimento ai Savoia: “Ancora un sconfitta, e mi chiederanno Parigi”!!!
    E Giuseppe Mazzini, l’ Apostolo dell’Unità d’ Italia, scriverà sul “Il Dovere” del 24 agosto del 1866:
    “E’ possibile che l’ Italia accetti di essere additata in Europa come la sola nazione che non sappia combattere, la sola nazione che non possa ricevere il suo se non per beneficio d’ armi straniere e concessioni umilianti dell’ usurpatore nemico?”.
    Il 19 ottobre successivo nel Veneto si teneva uno degli ultimi plebisciti – burletta, come li definì Indro Montanelli nella sua “Storia d’ Italia”, per la sua forzosa annessione: forzosa, perché le votazioni avvennero sotto l’ occupazione del territorio da parte delle truppe Piemontesi, i votanti dovevano passare attraverso due ali di militari per depositare nelle due urne (una per il sì e l’ altra per il no) una delle due schede colorate, anche queste: una per il sì a l’ altra per il no! Democraticamente!
    L’ unità d’ Italia era fatta.
    Senza dare la possibilità al Popolo di esprimersi liberamente e in modo democratico.
    Gigio Zanon
    serenissimi: «Va rifatto il referendum del 1866, giusta la secessione»
    Per un Veneto indipendente. Ha fatto tappa a Igne, frazione del comune di Longarone, il Veneto Serenissimo Governo, il movimento culturale che da anni sta lavorando per il referendum sull'indipendenza della regione. A Igne c'erano Luca Peroni e il vicepresidente del Serenissimo Governo, Andrea Viviani, due tra i partecipanti alla "liberazione" del campanile di San Marco del 1997 (nella foto), oltre a Valerio Serraglia, ministro degli Esteri, e Demetrio Serraglia, responsabile per il rifacimento del referendum del 1866 . E proprio il referemdum-plebiscito del 1866 , che ha di fatto annesso il Veneto all'Italia, è stato al centro dell'incontro.
    «Una farsa plebiscitaria - è stata definita - che ha tolto la libertrà al popolo Veneto e che lo costringe tuttora a sottostare ad un illegale stato di occupazione da parte dell'Italia». Serraglia ha poi riportato i fatti storici. «Due giorni prima del referendum la Francia aveva già consegnato il Veneto all'Italia. Si trattò pertanto di una truffa con la gente "costretta" a dire sì e quasi la metà della popolazione che non andò a votare. Questo fatto storico deve essere conosciuto da tutti e per questo vogliamo che si proceda al suo rifacimento in modo che il popolo Veneto possa esprimersi liberamente sulla sua indipendenza. 30 mila persone hanno già firmato il loro appoggio alla nostra iniziativa».
    Un collegamento dunque tra storia e diplomazia per rivendicare «un diritto legale». Serraglia ha poi affrontato il tema della secessione tornato d'attualità in questi ultimi tempi. «Non possiamo che appoggiare iniziative come quelle di Cortina e dell'Altopiano di Asiago, che si rifanno a momenti storici diversi dove la libertà di scelta va tutelata». Al termine dell'incontro c'è stato un ampio e vivace dibattito e il gruppo del Veneto Serenissimo Governo ha assicurato che porterà avanti iniziative analoghe a breve termine nella provincia di Belluno. Roberto Padrin

    Tratto dal Giornale Gazzettino.it.......

    Oggi 09.11.2007 c'era l'udienza presso il Tribunale di Venezia....il Giudice
    doveva decidere... Contro Lo stato Italiano??? fase istruttoria....QUALCUNO sa Qualcosa???? Aperta Discussione e W il Veneto Libero!!!
    Considerato La Censura Totale de

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito

    sarà più facile far prendere le armi ai veneti che venga loro concesso un referendum per secedere (o tenersi i soldi che è lo stesso). se lidagliaseddesta si lascia scappare lombardia e veneto è fottuta. chi pagherà le spese dell'unità didaglia ?

  3. #3
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    Lombardia e Veneto, pronte al Riscatto ???

    Citazione Originariamente Scritto da dime can Visualizza Messaggio
    sarà più facile far prendere le armi ai veneti che venga loro concesso un referendum per secedere (o tenersi i soldi che è lo stesso). se lidagliaseddesta si lascia scappare lombardia e veneto è fottuta. chi pagherà le spese dell'unità didaglia ?

    L'Importante è divulgare a tutti questa verità storica...Giornali, TV, radio,
    partiti politici..tacciono...solo con un continuo e pressante TAM TAM
    ...inviando email, ad amici, e conoscenti spezzeremo le Catene della Libertà...

    DIME CAN, mai talian

  4. #4
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    IL Sangue Veneto Ribolle di libertà e Amore...per la propria Terra

    Citazione Originariamente Scritto da dime can Visualizza Messaggio
    sarà più facile far prendere le armi ai veneti che venga loro concesso un referendum per secedere (o tenersi i soldi che è lo stesso). se lidagliaseddesta si lascia scappare lombardia e veneto è fottuta. chi pagherà le spese dell'unità didaglia ?
    Plebiscito 1866: apoteosi di un disastro premeditato - Presentazione documento
    22 ottobre 2007


    Plebiscito 1866: apoteosi di un disastro premeditato


    Presentazione documento: “il fatal 1866”



    Centoquarantuno anni fa era un lunedì di ottobre, il 22 ottobre 1866.
    Oggi nel 2007, a distanza di 141 anni, dopo esattamente 51.500 giorni di impunita occupazione delle Terre Venete da parte dello Stato Italiano, il 22 ottobre è di nuovo un lunedì.
    Non si tratta di improbabili calcoli cabalistici, bensì di una circostanza che vogliamo caricare dell’onere di simboleggiare il sentore, diffuso in tutti noi, che il momento storico del riscatto del Popolo Veneto sia molto vicino.
    Desidereremmo assurgere, infatti, la data odierna quale simbolico inizio di una parabola finalmente ascendente nel destino dei Veneti tutti. Vorremmo che, di contro, questo giorno segnasse la fine di una cesura durata, per certi versi, dal 1797 fino ad oggi, 210 anni dopo.
    Tale vuoto, che potremmo definire “politico ed assiologico” (“di governo e di valori”, a voler parafrasare), nella Storia Veneta non è però stato sufficiente a scardinare nella maggioranza dei Veneti quei valori fondamentali che undici secoli consecutivi di indipendenza della Repubblica di San Marco hanno saputo infondere e radicare così intimamente nella coscienza e nelle consuetudini di milioni di Veneti, tanto da vederli sopravvivere a 141 anni consecutivi di tentativi di soppressione.

    Questa persistenza di valori, unita all’offensiva bieca dello Stato italiano che vuole ricondurre a sé correnti venete con l’uso turpe dei simboli, dei nomi e della Storia veneta, insieme al desiderio esplicito e quotidiano del Popolo Veneto di essere nomato tale, di denunciare finalmente i soprusi subiti giornalmente in nome di una “unità nazionale” artificiale, mai esistita e mai voluta dai veneti, ci spingono a rivolgere un accorato appello al Popolo Veneto.
    Cogliamo infatti l’occasione di questo fondamentale anniversario per ribadire l’assoluta necessità dei Veneti di conoscere la propria storia, di non lasciarsi sopraffare dal tentativo – messo in atto dallo Stato italiano – di sterilizzare il nostro patrimonio intellettuale e culturale di Popolo storico d’Europa, ed in particolare di approfondire la conoscenza dell’episodio che ci ha condotti “SOTTO” lo Stato italiano, ossia il referendum del 21-22 ottobre 1866 di annessione del Veneto indipendente al Regno d’Italia.
    Per questo scopo noi Giovani Veneti abbiamo autonomamente redatto questo documento (http://giovaniveneti.altervista.org/1866.html) cui abbiamo conferito la duplice forma di ipertesto (con pagine collegate dinamicamente) e di testo discorsivo, così da permettere a ciascuno di scegliere la modalità di lettura più consona.
    Esso non descrive solamente i momenti del plebiscito del 1866, ma inquadra l’episodio nei suoi precedenti storici e con le sue disastrose conseguenze. Potremmo definirlo un estratto di storia che definisca cosa significa 1866 per la Storia dei Veneti. Lo abbiamo chiamato, infatti, “il fatal 1866”.
    Non ha volutamente il carattere dell’esaustività (perché risulterebbe in un’eccessiva pesantezza), ma abbiamo voluto conferire ad esso una certa completezza, tale da dare a chi lo legga un quadro generale e al contempo specifico, in grado di fissare i punti essenziali di un passaggio storico cruciale per la nostra Storia.

    Vi invitiamo, infine, ad aiutarci a divulgarlo stampandolo liberamente, inviandolo ai vostri amici e familiari, o descrivendo loro di che cosa si tratta, in quanto documento che ogni Veneto dovrebbe poter leggere, e con il quale confrontare le proprie conoscenze (per la maggior parte provenienti dalla scuola e dalla “cultura” imposta), per operare una sintesi storica e politica che sia completa e personale.

    Nell’augurarvi una buona lettura, vi proponiamo di esprimere le vostre opinioni di critica, apprezzamento, problemi tecnici o altro presso il forum www.ventodelleone.netsons.org nella sezione dei “Giovani Veneti”.


    Movimento Giovani Veneti



    Sito: www.giovaniveneti.altervista.org
    Forum: www.ventodelleone.netsons.org
    Mail: [email protected]
    Cell.: 348-4295568

  5. #5
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    Predefinito a proposito di plebisciti

    Non sono esperta..riporto da "Lombardia amore mio" di Gianni Brera"
    ...in tutte le regioni malgovernate d'italia si fanno plebisciti entusiasti dell'unificazione. In Lombardia non si fà nulla. "Non i Lombardi hanno voluto l'italia una, i piemontesi erano più poveri e arretrati, perchè desiderarli quali nuovi padroni? Indire un plebiscito in Lombardia sarebbe stato pericoloso.."Siamo i più ricchi dell'impero, scriveva Carlo Cattaneo, non vedo perchè ne dovremmo uscire. E quando l'italia si è trovata sabauda ha almeno invocato una Confederazione di stati. "Che ne sappiamo noi dei siciliani e i siciliani di noi?............................

  6. #6
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    La Lupa romana è una cagna bastarda che muore allattando 2 figli di puttana
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    Ci potrebbe anche essere il rischio che confermino il referendum..
    Tu che odi dio e la vita cristiana
    Senti la sua presenza come un doloroso cancro
    Vengano profanate e profanate aspramente
    Le praterie del cielo bagnate di sangue

    Odiatore di dio
    E della peste della luce

    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
    Colpisci a morte il suo miserevole agnello
    Con la clava

    Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
    Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
    I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
    Hai distrutto con la tua orrida parola
    Ora vai via dalla nostra terra!

  7. #7
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    E’ utile che qualcuno ricordi come il referendum del 1866 fu una barzelletta. Però se di dovesse considerare quanto è stato operato politicamente dall’unità d’italia è tutta una barzelletta. Queste sceneggiate derivano dal fatto che la democrazia attuale è basata sul trucco di far credere al popolo di essere depositario del potere con il voto. Di fronte a questa truffa colossale è necessario ed indispensabile che si costruiscano sempre dei trucchi.

    A nessuno oggi interessa il rifacimento del plebiscito perché tutti hanno perso la fiducia in quello che riveste anche solo un alone di politica.
    Per smuovere occorre uscire con qualcosa di altamente provocatorio e tangibile.
    Anche se appare impossibile non importa.
    Non avere paura di credere nell’impossibile, si deve ricordare come la gente, nella sua totalità assoluta, crede ciecamente che i rettangoli di carta stampati a colori varranno anche in futuro sempre qualcosa, anche se sono garantiti da nulla.

    Pertanto provocatorio per provocatorio si potrebbe enunciare questo.

    Dato che il plebiscito del 1866 era un falso: i Veneti , capendo che non si può cambiare la storia in quanto l’italia per usucapione è diventata titolare del Veneto, chiedono un risarcimento.
    Ossia ogni cittadino veneto, nato nel Veneto o residente da oltre30 anni che riesce dimostrare che ha avuto almeno 3 avi che erano viventi nel periodo 1866- 1886 ha il diritto di risarcimento danni.
    Tale risarcimento corrisponderebbe ad una prima richiesta a 100.000 euro per persona.

    Non si deve aver paura della richiesta perché 30 anni or sono vi era ancora un ente statale predisposto a risarcire i danni provocati al Sud dalla spedizione dei mille.
    Vi erano anziani che prendevano un integrativo della pensione perché il nonno od il bisnonno avevano avuto dei danni dai garibaldini.

    La provocazione di richiesta danni creerà un immane coro di insulti, di denigrazioni, di sputanamenti, di improperi, di dileggi.
    Intanto si fa sapere ad ogni cittadino quale è la sua parte.
    Se un Veneto non vuole essere risarcito, non importa ma non si deve arrabbiare se viene preso in giro a livello di battuta etnica.

    Se qualcuno dice che tale cifra è troppo alta, (circa 300 miliardi di euro) allora roma potrebbe cancellare il suo debito dando al Veneto l’indipendenza.
    Indipendenza del Veneto a fronte risarcimento debito.

    Se poi giustamente i giornali, televisioni sono contro tale proposta fuori dal condizionamento comune, è sufficiente come risposta fare un convegno per stabilire se la cifra richiesta è sufficiente o non è molto riduttiva rispetto al danno.

    Certe volte per fare la rivoluzione la forza non serve.

  8. #8
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    Il 24 Giugno di quest'anno con il gruppo di Sommacampagna (comune capoluogo di Custoza e dove abito) e Verona siamo saliti fino all'ossario di Custoza con le nostre bandiere Venete, quel giorno infatti il nostro leone non compariva da nessuna parte, c'erano soprattutto bandiere italiane Austriache e Ungheresi, per i prossimi anni invito chiunque a partecipare con il nostro gonfalone dimenticato dalle amministrazioni.

  9. #9
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    Punto Chiave...L'esercito veneto per chi combatteva???

    CUSTOZA 24 GIUGNO 1866
    Giornata storica da ricordare, furono circa 8000 i morti
    Questo sito nasce come ricordo di una battaglia della terza guerra d'indipendenza dove l'esercito italiano venne sconfitto dall'esercito Asburgico e Veneto, l'obiettivo è una giornata del ricordo e la modifica dei testi scolastici il sito sarà in continuo aggiornamento e accoglierà qualsiasi associazione o movimento che condivida il progetto.


    Battaglia di Custoza Monte Cricol Ossario di Custoza Ritratto della battaglia di Custoza

    Punti chiave
    Le terre di Custoza hanno segnato la storia di questi territori e di tutto il Veneto che venne successivamente annesso con la forza all'Italia, per questo l'evento del 24 Giugno ha una rilevante importanza storica tutt'ora modificata e mal interpretata dai testi scolastici. Viene spontaneo porsi alcune domande:
    L'esercito Veneto per chi combatteva?
    il Veneto era stato occupato dall'esercito asburgico, le milizie venete combattevano al fianco dell'esercito austriaco contro l'avanzata di Vittorio Emanuele 2° , nell' ossario di Custoza molti cognomi Veneti figurano infatti tra i morti austriaci.
    Perchè i testi scolastici parlano di esercito italiano mentre non esisteva ancora la repubblica italiana?
    Il vincitore scrive la storia, in questo caso la vincitrice è stata l'unità d'Italia, voluta o meno è stata alla fine accettata e tutt'ora la storia risulta falsata
    I testi di Storia parlano solo di esercito italiano, i Veneti non vengono nemmeno citati, è giusto che uno studente veneto non sa la sua vera storia?
    E' sbagliato adottare testi di storia unici per tutta l'Italia, così facendo si cancella per sempre la vera storia locale che va ricordata e commemorata!

    www.listadelcambiamento.it

  10. #10
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    Vi racconto la mia esperienza, realtà..non voglio deludere. La cosa pazzesca, che mi fà soffrire e arrabbiare profondamente è che in queste zone, che conosco benissimo e frequento da sempre (è la zona della mia famiglia materna..dal 1300) si sentono..sono itagliani!. In questi paesini bellissimi c'è uno sventolìo di tricolori ovunque..ci sono targhe inneggianti a Carlo Alberto..a una mostra canina..in settembre..i tavoli degli espositori erano tutti coperti di bianco-rosso-verde..persino le tovaglie della ristorazione, e infinite bandiere itagliane sventolanti ovunque nelle piazze. Alla gente lì, con poca scolarità per la verità, hanno insegnato che sono itagliani. Certo hanno avuto e hanno anche molti vantaggi economici..terreni agricoli trasformati in edificabili ,residenziali, ecc. ecc. Io lì distribuisco notizie su Carlo Cattaneo..sulle tasse che Milano manda a roma e ciò che non torna..ma non sono interessati, non capiscono...vanno molto in chiesa dove domina la Caritas..Ma lì la lotta per "via da roma" non la capiscono..hanno troppi vantaggi economici..scarsa invasione..il territorio è ancora abbastanza controllato. Ora però una mia cugina che vede davanti alla Chiesa dei rom che chiedono l'elemosina, c'è stato qualche furto..un sacco di gente della zona muore di tumore per i vari insediamenti chimici vicini,inquinamenti bellici, ecc. ecc. incomincia a protestare e porsi delle domande. Questa è la situazione reale della zona, vissuta ..che conosco benissimo. Ci saranno comunque altre realtà.

 

 
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