28 Ottobre 1922: Vittorio Emanuele III° decide di firmare lo stato d'assedio. I reparti dell'Esercito disperdono i fascisti che stavano per marciare su Roma. Mussolini, che non era a Roma ma pronto a prendere un treno, ripara in Svizzera.
Vittorio Emanuele convoca al Quirinale De Gasperi, Turati, Bonomi e Orlando. Nasce il Governo di Unità Nazionale guidato da Ivanoe Bonomi e sostenuto in parlamento da Liberali, Popolari e Socialisti moderati. Compito dell'Esecutivo detto "Governo del Re" è pacificare il paese compiendo le riforme che necessita.
Viene emanata la legge marziale fino a tempo da stabilirsi.
4 Novembre 1922: segmenti reazionari dell'esercito, nazionalisti e i fascisti rimasti in libertà tentano un colpo di Stato nel giorno della celebrazione della Vittoria. Vogliono portare il Duca d'Aosta (che, nella realtà, nei giorni precedenti la marcia su roma passava in rassegna le camicie nere) sul trono al posto del "traditore" VE III.
La risposta del governo, che oltre all'esercito ha dalla sua anche uno sciopero generale, è forte e decisa.
Per evitare l'imbarazzo al Sovrano, il Duca d'Aosta non viene fucilato come gli altri golpisti ma viene rinchiuso in un "eremo dorato" in una sperduta reggia Savoiarda.
17 Aprile 1923: Il Governo presenta una riforma della Legge Elettorale, dato che il proporzionale puro introdotto nel 1919 ha portato solo instabilità. C'è dibattito fra chi vorrebbe tornare all'Uninominale a doppio turno, chi vorrebbe mantenere il proporzionale. Si opta per un proporzionale con Hondt, sbarramento al 5% e circoscrizioni più piccole (circa 10 deputati per circoscrizione).
23 Marzo 1924: Dopo lunghe discussioni si arriva ad una radicale riforma dello Statuto Albertino. La nuova costituzione definisce in maniera più chiara le libertà individuali e diventa più difficile da modificare (introducendo il quorum dei 2/3) e viene dato mandato alla Suprema Corte di Cassazione di giudicare la costituzionalità delle leggi.
9 Ottobre 1924: In una tormentata seduta del parlamento vengono approvati i Patti Laternanensi, un accordo fatto fra lo Stato Italiano e la Chiesa.
Il provvedimento passa per 3 voti, e porta alla caduta del governo, per la forte critica portata a tale legge da Socialisti e parte dei Liberali.
V.E. III sciolglie il parlamento e indice nuove elezioni.
2 Gennaio 1925: Le elezioni vedono la forte affermazione del Partito Popolare di Sturzo, che però per governare deve di formare una coalizione con il Blocco Liberale Nazionale. Inizia la fase dei governi di Centrodestra, presieduti alternativamente da De Gasperi e da Orlando.
24 Ottobre 1929: La Crisi Economica mondiale fa sentire i suoi effetti anche in Italia. Ondate di scioperi per l'aumento del caro vita e della disoccupazione.
2 Gennaio 1930: Le elezioni vedono l'affermazione del Fronte Popolare, formato da Socialisti e Comunisti che si sono alleati dopo l'articolo pubblicato sull'Ordine Nuovo da Gramsci in cui invocava l'unione delle forze popolari contro le destre.
9 Novembre 1930: il primo governo Turati cade per la sfiducia votata dai Comunisti, i quali non condividevano l'idea di Turati di procrastinare l'istituzione della Previdenza Pubblica. Il Re scioglie il parlamento e indice nuove elezioni.
2 Gennaio 1931: l'Italia al Voto. A voi decidere chi vincerà le elezioni. Presto la descrizione dei partiti.




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