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  1. #1
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    Predefinito Al setaccio i campi rom irregolari

    Bari

    Vigili urbani in azione, centinaia di "invisibili" al rione Japigia
    Sono occupate le catapecchie del lungomare e le strutture abbandonate di Torre Quetta

    Documenti ai rom regolari. Ma controlli rigidi per le centinaia di rumeni "invisibili" che vivono a Bari: i vigili urbani, insieme con le altre forze di Polizia, passeranno infatti al setaccio tutti i campi di fortuna che esistono in città. In particolare le catapecchie abbandonate che si trovano sul lungomare di Torre Quetta e che nelle ultime settimane sono abitate da famiglie di zingari. «Una situazione difficile che merita un intervento», spiega il presidente della circoscrizione di Japigia, Pasquale Leccese. Che invece mostra tutta la disponibilità del quartiere verso il campo rom attrezzato e le 85 persone che lo abitano. «Proprio io - continua Leccese - ho chiesto la scorsa settimana all´Amiu di passare più frequentemente al campo per evitare che si accumuli immondizia. Da parte nostra c´è la massima disponibilità a collaborare con queste persone e noi per primi siamo stati i promotori dell´iniziativa delle carte d´identità».
    Il Comune ha infatti annunciato di aver cominciato l´iter che permetterà ai rom del campo di avere regolare documenti. Il campo nel quale vivono a Japigia «è una residenza stanziale a tutti gli effetti: i bambini vanno a scuola, gli uomini lavorano» ha spiegato l´assessore all´accoglienza, Pasquale Martino. «Ed è quindi giusto riconoscere loro un documento, non fosse altro per tutelare i bambini e la loro assistenza sanitaria». L´anagrafe ha già provveduto a dare un indirizzo al campo, numero uno di strada Santa Teresa: lunedì l´amministrazione e gli assistenti sociali saranno nella zona delle roulotte per cominciare a censire gli ospiti e verificare chi ha diritto ad avere il documento. Intanto, sempre la settimana prossima - per lo meno così promette Daniel Tomescu, il rappresentante della comunità - altri dieci bambini si iscriveranno a scuola. Andandosi così ad aggiungere ai tredici che già le frequentano.
    «Il prossimo passo sarà quello della cooperativa - dicono al campo - in modo tale da poter avere anche un lavoro: i contatti ci sono, con scuole, parrocchie. Ci occuperemo di facchinaggio e raccolta di rifiuti». La situazione dei rom di strada Santa Teresa è però molto diversa rispetta a quelli di tutto il resto della città. I cento disperati che occupano le catapecchie del lungomare o, fino a qualche settimana fa, anche le strutture abbandonate della spiaggia di Torre Quetta. E sul loro controllo che si muoveranno nelle prossime ore i vigili urbani con un servizio di pattugliamento. Laddove saranno individuati appunto campi non regolari o occupazioni abusive di case, si procederà allo sgombero e gli immigrati saranno segnalati alle forze di polizia. Si tratta della strada del «dialogo e del rispetto delle regole» che predica il sindaco, Michele Emiliano. «La scelta di dare un indirizzo ed eventualmente la carta di identità ai rom del campo mi sembra una trovata di marketing politico - attacca però il capogruppo di Alleanza Nazionale, Filippo Melchiorre - Una trovata che non serve a includere le persone: ci aspettiamo un altro genere di politiche di integrazione».

    http://espresso.repubblica.it/dettag...lari/1866888/6

  2. #2
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    Predefinito

    Leggendo questo articolo invece appare sempre più chiaro che per i nomadi sparsi in modo indiscriminato per il territorio nazionale, l'unca via che sanno percorrere è quella del crimine.

    Era con altre due giovani nella zona della Besurica. La polizia pensa che il terzetto volesse mettere a segno furti
    Presa ragazzina rom con 66 identità
    La minorenne aveva con sé una placca per scassinare le porte
    All rights reserved to legal owner.Se non è un record, poco ci manca: sono sessantasei i nomi differenti, (gli "alias") delle segnalazioni provenienti da tutta Italia sul conto di una rom di origine croata, nata a Zagabria, fermata alla Besurica, nei pressi di via Perfetti. Dalla polizia è stata identificata come J. M., 17enne senza fissa dimora che si sposta nei campi nomadi italiani. Nella sua borsetta è stato rinvenuta una placca con cui aprire, senza lasciare segni, le porte di case che non vengono chiuse senza alcuna mandata di sicurezza. Nemmeno maggiorenne, sul conto della ragazza di origine croata fermata alla Besurica l'altra mattina pesano già ben nove fogli fitti fitti di segnalazioni per reati contro il patrimonio, a firma delle questure di tutta Italia (da Molfetta a Venezia) e nella nostra città era stata fermata già nel 2001, poco più che bambina.
    Con lei a spasso per il quartiere alla periferia della città c'erano altre due ragazze (una coetanea e l'altra di un anno più giovane) anch'esse di origine croata, con una decina di segnalazioni in tutto. Delle novelline a confronto.
    Il fermo delle tre giovani, condotte nella serata di giovedì al collegio Santo Stefano, è stato reso noto in una conferenza stampa tenuta ieri in questura.
    Sembra esser passato il periodo in cui le donne rom si distinguevano per gonnelloni e scialli, infatti ad accorgersi delle tre ragazze tutt'altro che sospette, descritte come ben vestite e truccate di tutto punto, è stato un attento poliziotto di quartiere.
    In principio le tre giovani si aggiravano indisturbate per le vie della Besurica squadrando dall'esterno palazzi e cortili, poi il poliziotto di quartiere per caso le ha incrociate.
    Una volta vista la divisa hanno cercato di "cambiare passo" e girare per delle vie laterali per seminare l'agente. In seguito, una volta fermate per un normale controllo, le ragazze hanno finto di non saper parlare l'italiano nonostante, secondo le segnalazioni, sono in nel nostro Paese da diversi anni. Alla richiesta di documenti le tre non hanno dato risposta e sono quindi state portate negli uffici della questura. Gli accertamenti fotosegnaletici disposti hanno portato alla luce i 66 "alias" della 17enne croata, nella cui borsetta è stata rinvenuta una comune etichetta plastificata, che in origine era apposta ad un colluttorio, che inserita nella fessura tra la serratura e la porta permette di aprire senza alcun segno la stessa. Questo metodo è frequentemente utilizzato anche dai vigili del fuoco, che per entrare negli appartamenti quando il padrone di casa è stato, per esempio, colto da malore, provano a inserire una placca semirigida di quelle utilizzate per le lastre per far scattare la serratura. Un metodo che risulta inefficace se la porta di casa viene data una ulteriore mandata di chiave.
    Su disposizione del tribunale dei minori di Bologna, le tre sono state portate in una struttura protetta, mentre un legale di fiducia della ragazza con 66 alias si è già fatto vivo.
    Mattia Motta
    http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=711105018&H=

  3. #3
    michelef
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    non mi sorprenderei!!!

  4. #4
    email non funzionante
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    Basterebbe che i giudici non concedessero la libertà condizionale quando li acciuffano a rubare, che i comuni sgomberassero tutti gli accampamenti abusivi, che i servizi sociali dei comuni li denunciassero alla magistratura per inosservanza dell'obbligo scolastico.

    Basterebber poche cose per indurli a vivere come tutte le persone civili e non allo stadio primitivo di furti e ricettazione.

  5. #5
    vae victis
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio Visualizza Messaggio
    fuori: vanno presi e rispediti in Romania, oppure sotto casa di Giordano e delle altre anime belle di rifondazione comunista.
    Bisogna vedere se vengono dalla Romania.

    A casa di Rizzo e Diliberto comunque li vedrei bene.

 

 

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