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Trasporto, al via sciopero dei tir
Allarme per cinque giorni di protesta
Saranno cinque giorni di passione sulle strade italiane per lo stop dell'autotrasporto proclamato a partire dalla mezzanotte di lunedì dalla Cna-Fita. Numerosi presidi di tir si sono formati in ogni parte d'Italia. Tutti i mezzi pesanti in transito a Ventimiglia sono stati bloccati, nei due sensi, alla frontiera italo-francese. Forti disagi per la circolazione, con code e rallentamenti, anche dal Veneto alla Puglia.
Nonostante la convocazione per martedì 11 dicembre al ministero dei Trasporti, i sindacati dell'autotrasporto hanno dato il via alla protesta che potrà avere ricadute pesanti su tutta la circolazione.
Le organizzazioni dell'autotrasporto che hanno indetto la protesta - Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fiap L, Sna Casartigiani, Fiap M, Unitai - hanno accolto come ''tardiva e priva di garanzie concrete'' la convocazione del ministro dei Trasporti arrivata nei giorni scorsi, confermando il fermo nazionale: anche se ''disponibili a partecipare all'incontro'', hanno fatto sapere, c'e' ''l'impossibilità pratica di revocare'' lo stop.
Il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ha spiegato che la convocazione non è stata fatta per scongiurare lo sciopero anche se ''se ci sarà un segno di responsabilità" da parte di coloro che hanno indetto lo stop ''ci farà piacere''.
''Questo è un fermo della disperazione. Il governo guarda ai piccoli ma dà sempre ragione ai grandi'', ha commentato il responsabile nazionale della Cna Fita, Maurizio Longo, ricordando che si tratta ''di un settore debole dal punto di vista contrattuale che soffre di una deregolamentazione in atto, con norme inapplicabili''.
Al fermo non aderiscono alcune organizzazioni di categoria, quali Anita, Fedit e le associazioni del mondo cooperativo, che hanno libertà o meno di attuare la protesta.
Autostrade per l'Italia ha intanto lanciato avvertimenti sui possibili disagi, invitando gli automobilisti a monitorare la situazione nel mettersi in viaggio: suggerimenti su itinerari alternativi verranno diramati da Isoradio 103.3 FM ed attraverso i pannelli a messaggio variabile, mentre per ulteriori informazioni si consiglia di chiamare il numero 840-04.21.21.
Molti i disagi
Lo sciopero sta provocando disagi alla circolazione anche sull'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. Picchetti improvvisati sui principali svincoli di tutta la A3 impediscono l'accesso e l'uscita in autostrada ai mezzi pesanti, e in alcuni casi i blocchi hanno coinvolto anche gli automobilisti. I principali svincoli interessati sia in direzione Nord che in direzione Sud, sono Pontecagnano, Battipaglia, Campagna, Sicignano, Sibari, Rosarno, Gioia Tauro e Villa San Giovanni. Proprio il blocco di quest'ultimo svincolo crea gravi disagi per i collegamenti marittimi con la Sicilia. Blocchi analoghi si registrano sulla sponda siciliana dello Stretto di Messina.
Nel salernitano si registrano rallentamenti alla circolazione per la presenza dei cosiddetti "tir lumaca", mezzi pesanti che procedono a velocità molto bassa in entrambe le direzioni. Non si esclude che tali episodi possano coinvolgere nelle prossime ore anche i tratti calabro-lucani dell'A3.
Disagi anche sull'A4. In seguito alle azioni dei manifestanti sono interdette al traffico sia in entrata che in uscita le stazioni di Capriate, Dalmine, Bergamo e Seriate.
Tra le situazioni più critiche c'è quella della A1 in direzione Roma: il traffico in ingresso è bloccato all'altezza della diramazione Nord a causa dei mezzi fermi in autostrada, dalle prime ore del mattino, all'altezza di Fiano Romano. Problemi si registrano anche in uscita dalla Capitale, dove ci sono 5 km di coda. Per la protesta è bloccato il casello di Trento Nord della A22 del Brennero, sia in entrata che in uscita. Si segnalano poi rallentamenti ai caselli dell'Emilia-Romagna e delle Marche. Problemi anche in Veneto con almeno 16 km di coda sulla tangenziale di Mestre. Sulla A3 Napoli-Salerno è bloccato il tratto tra Cava dei Tirreni e Nocera in direzione di Napoli. Al Sud i problemi maggiori sono in Puglia, dove ci sono lunghe code per l'ingresso a Bari.




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