Iannone, fondatore di Casa Pound, sfida a pubblico dibattito Walter Veltroni
“Ieri notte il murales dedicato a Mario Zicchieri, sedicenne militante del MSI, ucciso nel 1975 da aspiranti brigatisti rossi, è stato nuovamente imbrattato con scritte ingiuriose, minacciose e stelle a cinque punte, nell’assoluto silenzio del sindaco di questa sfortunata città”. Così Gianluca Iannone, fondatore di Casa Pound, stigmatizza il comportamento di Veltroni che lo aveva, nei giorni scorsi, accusato di razzismo e xenofobia. “Come accaduto nel 2005, quando il buon sindaco si fece fotografare, in compagnia dei suoi sgherri del decoro urbano, davanti alla birreria Cutty Sark, nell’atto di sovraintendere – ci fosse mai una volta che la casta si sporchi le mani con il lavoro – alla cancellazione di alcuni murales, da lui definiti nazisti, ma rappresentanti in verità il simbolo degli Arditi, con la conseguenza che una settimana dopo il pub fu fatto esplodere da una bomba, ad alto potenziale, piazzata nottetempo da ignoti, così oggi Valter si scaglia contro le mie dichiarazioni sulla gravissima situazione di criminalità importata dall’est europa”. Continua Iannone denunciando “il naufragio di un modello di governare Roma che voleva essere imposto, grazie alla compiacenza dei media, all’intera nazione”. “Il sindaco del mattone ha tentato di sfruttare amicizie e connivenze per mascherare il fatto che, nella città che più di tutte vive l’emergenza abitativa, non un metro cubo sia stato individuato, in sede di approvazione di un piano regolatore che Roma non aveva da più di 30 anni, per l’edilizia residenziale pubblica. Ha tentato di occultare la scriteriata politica di accoglienza nei campi rom, messa in atto al solo scopo di favorire le cooperative sociali – quelle di Smeriglio per intenderci – che sul fenomeno immigrazione stanno costruendo le proprie fortune economiche”. Continua Iannone dichiarandosi “dispiaciuto che, in una situazione nella quale i cittadini romani non hanno certezza di reddito e lavoro, ma sono assolutamente certi di correre rischi giornalieri per la propria sicurezza, il nemico dei romani sia indicato nella mia figura e in ciò che essa rappresenta nell’ambito della Fiamma Tricolore e della destra radicale tutta; soprattutto, dispiace che il macabro progetto di innalzare una cortina fumogena intorno ai suoi affari personali sia crollato sotto i colpi di eventi di cronaca nera che parlano di quotidiani soprusi, stupri, violenze, assassini, rapine e selvagge aggressioni ai danni del popolo romano e ad opera di cittadini europei dell’est, per la cui integrazione la giunta capitolina ha stanziato milioni di euro”. “Spero di non essere tacciato di xenofobia se mi permetto di citare i dati pubblicati dal Viminale, che parlano, senza mezze misure, di percentuali vicine al 70 percento di incidenza, sul totale dei reati, di quelli commessi da immigrati clandestini, con specifico addebito a quelli rumeni e, in misura minore, albanesi”. Conclude Iannone “invitando, anzi, meglio, sfidando, Veltroni ad un pubblico dibattito in materia di immigrazione, politiche abitative, politiche del lavoro, nel contesto che più lo faccia sentire sicuro; scelga lui tra uno studio televisivo o una piazza, scelga il moderato ed il pubblico, ma accetti di misurarsi anche con chi lo contesta. I romani sono stufi dei suoi sproloqui sulla bellezza della vita a Roma e delle sue arringhe in sistematica assenza di contraddittorio”. “Lo informo peraltro che domani, sabato 10 novembre, alle ore 11.00, il Segretario della Fiamma Tricolore, on. Luca Romagnoli, terrà una conferenza stampa, proprio a Casa Pound, per relazionare alla stampa i fatti che hanno condotto al divieto di manifestare, ingiunto dal questore di Roma, ad un partito di rilevanza nazionale, anche se dubito che il sindaco abbia coraggio ed onestà a sufficienza per presentarsi”.
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