La Finanziaria avanza spedita Sforbiciata ai costi della politica
Finocchiaro: chiudiamo mercoledì
Procede spedita la votazione degli articoli della legge Finanziaria al Senato. Venerdì, l’aula, con 160 sì e 155 no, ha dato il via libera al taglio del numero dei ministri a partire dal prossimo governo. Nonostante il «profondo dissenso», ha votato a favore anche il gruppo dell'Udeur per «disciplina di alleanza». In apertura di seduta, infatti, il ministro della Giustizia Clemente Mastella aveva annunciato il proprio voto negativo. «È assurdo - ha sostenuto il Guardasigilli - che la Finanziaria esamini i problemi che attengono alla struttura del governo».
Ma nel pomeriggio il leader dell’Udeur ha cambiato idea e ha dato il suo assenso alla norma che prevede un limite massimo di 12 ministri e un tetto di 60 componenti per l'intera compagine governativa (tra ministri, viceministri e sottosegretari). La norma entrerà in vigore a partire dal prossimo esecutivo.
Passa anche la riduzione del 20% dei compensi ai commissari straordinari di governo, a partire dal 1 gennaio 2008, il taglio delle comunità montane e il dimezzamento degli assessori e dei consiglieri delle stesse comunità. «La norma - ha detto il relatore della finanziaria, Giovanni Legnini - porta alla soppressione di 80 comunità montane, alla riduzione dei loro consiglieri da 12.500 a 4.200 e degli assessori da 4.200 a circa 1.400, con un risparmio atteso di oltre 66 milioni di euro. I fondi saranno utilizzati per finanziare il fondo sulla montagna».
Passati i tagli ai costi della politica, i senatori sono passati a votare sui piani di rientro del deficit della sanità regionale: l’articolo 18, che è stato approvato, prevede un'anticipazione finanziaria da parte dello Stato a favore delle regioni Lazio, Campania, Molise e Sicilia, che si trovano al momento in condizioni debitorie. Queste regioni, inoltre, avranno comunque diritto alle quote di finanziamento integrativo del servizio sanitario nazionale a carico dello stato, che sarebbero spettate solo alle regioni che avevano rispettato il patto di stabilità interno in materia sanitaria.
Insomma, tutto fila liscio. «Mi pare evidente – ha sottolineato la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro – che il governo non ricorrerà al voto di fiducia». La fine dell’esame è prevista per mercoledì della prossima settimana.





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