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  1. #1
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    il dollaro porta l'i-talia alla Bancarotta....FINE dei Sorrisi economici... un BLUFF

    Un dollaro debole ci porta alla bancarotta sarà il Biglietto Verde a dettare le regole economiche i-taliane, CONTO ALLA ROVESCIA.....Futuro Incerto...Le buone Maniere sono finite sotto i TAVOLI...STRITOLATI e INDEBITATI e presto in Ginocchio.....un vero e proprio BLUFF...come un giocatore di POKER, che rischiatutto ma non ha più in mano le redini della situazione


    Stritolati, e INDEBITATI....L'economia e l'i-taglia in ginocchio
    Sembra che finalmente i media abbiano deciso di avvicinarsi alla realtà sul petrolio.
    Non sarebbe un problema se il petrolio costasse anche 100 dollari al barile se nel frattempo il dollaro continua a costare sempre meno euro. Cosa che succede.
    Ecco perché non esiste un caro petrolio, e semmai si tratta di un dollaro debole.
    Il petrolio a 93 dollari il barile costa circa 61 Euro.
    Quando il petrolio era a 35 dollari, in realtà lo pagavamo circa 44 Euro.
    Considerando poi che esistono anche il gas, e le fonti alternative, il problema non è così grave, anzi ci spinge a investire in fonti alternative e nella ricerca preparando l’avvento di un futuro più pulito e con meno guerre.
    Ma allora perché i politici italiani si arrabbiano per il super euro (che non esiste)?
    Semplice: un dollaro debole (o un Euro forte a suo confronto) ci porterà alla bancarotta. Ma solo l’Italia.
    Il problema nasce dal fatto che per decine di anni si sono affrontati i problemi del “sistema italia” con la svalutazione.
    Negli anni in cui Ciampi era governatore della Banca d’Italia, appena si avvicinava una crisi economica si procedeva a svalutazione della lira. In questa maniera i prodotti italiani erano meno costosi sul mercato estero, e dunque si riusciva a far andare avanti la barca così com’era, vale a dire con privilegi per la casta, industriali assistiti, corruzione, parassitismo statale, ecc ecc.
    Però, con la svalutazione, si rinunciava anche a migliorare il sistema per renderlo più efficiente e competitivo. E il problema dell’impoverimento che deriva dalla svalutazione veniva scaricato sul debito pubblico.
    E così i problemi che dovevano essere risolti 20 anni fa si sono tutti accumulati, e sono da risolvere oggi!
    Il risultato già oggi evidente è che i 40-enni vengono chiamati “ragazzi” e gli si da la colpa se non hanno uno stipendio . I loro padri invece , si sono fatti 2 case lasciando i debiti da pagare.
    Si può dire che Ciampi abbia nociuto al paese in maniera mostruosa, condannando 2 o 3 generazioni al precariato, alla povertà e alla servitù alla casta.
    Inoltre, grazie alla svalutazione, sono sopravissute a sé stesse molte industrie decotte, condannate a morire comunque per la globalizzazione .
    E si è insistito nel tenere in piedi industrie ormai obsolete anche con la manodopera a basso costo degli immigrati.
    Il risultato è che quelle industrie sono oggi aziende fabbrica debiti, e hanno lasciato alla collettività solo il problema di una immigrazione selvaggia che ha distrutto la socialità e perfino la sicurezza degli indigeni.
    Dunque, ora succede che il dollaro debole fa aumentare le esportazioni americane, ma oltre a quelle americane aumentano le esportazioni di India, Cina ecc che sono valutate in dollari.
    In pratica, se continua così, cioè una concorrenza ancora più forte di prima delle merci cinesi e indiane, da qui a qualche anno il sistema produttivo italiano sarà rasato al suolo salvo poche eccellenze .
    E continuerà così perché gli USA hanno bisogno che il dollaro resti debole per esportare. I cinesi si stanno sbarazzando dei dollari e questo aumenterà ancora la svalutazione del dollaro , rischiando di far scivolare la cosa dalle mani americane.
    Ma ai tedeschi e ai francesi, ormai globalizzati finanziariamente, la cosa non interessa.
    Una moneta forte è normale, lo era anche il marco tedesco.
    Tutt’al più i tedeschi diventeranno sempre più capaci di comperare anche quei pochi rimasugli buoni della fallimentare economia del sistema italia.
    Perciò, un dollaro debole rispetto ad un euro “forte”, unito al parassitismo e al debito pubblico ci manderà in bancarotta. Senza parlare della casta inamovibile ed incapace che non sa fare nulla come dimostrano le cronache.
    Però, se per assurdo dovessero aumentare i tassi di interesse americani, allora il dollaro si rivalutera rispetto all’euro. Purtroppo però questo farebbe aumentare in maniera pazzesca gli interessi da pagare sui debiti dello Stat, il quale già ora non riesce a pareggiare i conti sebbene si sforzi.
    Dunque, a me pare che siamo tecnicamente falliti, ma nessuno ha il coraggio di dirlo. O quasi

    Tratto da Loris palmarini.net

    aperta Discussione PADANA

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  2. #2
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    Concordo che l'Itaglia sia la + esposta a severe turbolenze economiche a causa dell'Euro forte.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da terry-volpe Visualizza Messaggio
    Non sarebbe un problema se il petrolio costasse anche 100 dollari al barile se nel frattempo il dollaro continua a costare sempre meno euro.
    Ricapitoliamo:
    - Il dollaro si svaluta causa politica monetaria espansiva della Federal Reserve;
    - Il petrolio si quota in dollari;
    - L'aumento del prezzo del petrolio non è dovuto a scarsità bensì alla svalutazione del dollaro.
    A riprova di ciò basti osservare come ad ogni aumento del prezzo del petrolio l'OPEC risponda "non preoccupatevi, aumenteremo l'offerta", che non è esattamente quello che succederebbe se fossimo in situazione di scarsità.
    Infatti secondo Repubblica:
    L'Opec e' pronta ad aumentare la produzione nel vertice che si terra' il 5 dicembre ad Abu Dhabi se si dovesse registrare una mancanza di rifornimenti sul mercato. Lo ha annunciato il segretario generale dell'Opec, Abdullah al-Badri, che ha chiesto un rafforzamento della normativa che regola i mercati del petrolio per ridurre le speculazioni che stanno portando i prezzi verso i 100 dollari al barile.
    Il quadro che ne risulta è un pò diverso da quello che ci si aspetterebbe dopo tutti i proclami sulla fine delle riserve di petrolio ai quali (e qui bisognerebbe capire perché) siamo esposti.
    Citazione Originariamente Scritto da terry-volpe Visualizza Messaggio
    Dunque, ora succede che il dollaro debole fa aumentare le esportazioni americane, ma oltre a quelle americane aumentano le esportazioni di India, Cina ecc che sono valutate in dollari.
    In pratica, se continua così, cioè una concorrenza ancora più forte di prima delle merci cinesi e indiane, da qui a qualche anno il sistema produttivo italiano sarà rasato al suolo salvo poche eccellenze .
    E continuerà così perché gli USA hanno bisogno che il dollaro resti debole per esportare. I cinesi si stanno sbarazzando dei dollari e questo aumenterà ancora la svalutazione del dollaro , rischiando di far scivolare la cosa dalle mani americane.
    Il dollaro debole certamente avvantaggia le esportazioni americane. Analizziamo poi il caso della Cina. Esattamente come la FED negli USA, anche la Banca del Popolo di Cina porta avanti una politica di svalutazione dello yuan, e infatti il cambio è ancora (artificialmente) debole rispetto al dollaro. Di più, la Cina acquista dollari e titoli di stato USA, di fatto sostenendo (artificialmente) il valore del dollaro.
    Certamente dunque nel medio periodo le economie più "rigide" come quella dell'area euro soffriranno questa situazione monetaria (anche se nemmeno noi siamo immuni dalle politiche inflattive - che per di più realizzano un trasferimento dalla collettività al sistema delle banche, il cui capitale è in mano a privati...).
    Però va tenuto in considerazione che le politiche di svalutazione creano inflazione all'interno dei paesi che le mettono in pratica.
    Riporto da Massimiliano Marcellino (IGIER e Istituto Universitario Europeo):
    L´evidenza empirica fornita dai Romer (Christina e David Romer), basata su un´analisi di più paesi, sembra confermare l´esistenza di una correlazione negativa dell´inflazione media con il reddito medio dei più poveri e positiva con la concentrazione del reddito, ovvero, quando l´inflazione è più alta i poveri stanno peggio.
    In poche parole non si può tirare la corda più di tanto. Le soluzioni sono due:
    - Impoverimento diffuso e conseguente crisi del mercato interno;
    - Politica monetaria restrittiva (deflazione), con conseguenze gravi per tutti coloro che hanno contratto debiti, nonché fallimenti a catena, disoccupazione ecc.
    Io direi che tanto bene non se la passano!
    Citazione Originariamente Scritto da terry-volpe Visualizza Messaggio
    Però, se per assurdo dovessero aumentare i tassi di interesse americani, allora il dollaro si rivalutera rispetto all’euro. Purtroppo però questo farebbe aumentare in maniera pazzesca gli interessi da pagare sui debiti dello Stato, il quale già ora non riesce a pareggiare i conti sebbene si sforzi.
    Se e quando la FED deciderà di smetterla con la sua politica espansiva, il dollaro si rivaluterà e:
    1) le nostre esportazioni saranno nuovamente avvantaggiate
    2) gli interessi sui titoli di stato sottoscritti dagli USA - se denominati in dollari - saranno più pesanti. Su questo punto il sito del ministero del tesoro tace, cioè non si sa quanto debito abbiamo nei confronti degli USA.

 

 

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