La Commissione Europea propone un nuovo regolamento per le telecomunicazioni
Con l'emanazione di un nuovo regolamento e l'istituzione di un'autorità di controllo, la Commissione Europea mira a favorire la concorrenza e l'accesso dei cittadini alle telecomunicazioni
Secondo quanto riportato sul sito della Commissione Europea, quest'ultima intende creare un organismo di controllo del mercato delle telecomunicazioni a livello comunitario, che dovrebbe prendere il nome di European Telecom Market Authority. La proposta fa parte di un piano di ristrutturazione per questo settore, che su tutto il territorio dei 27 stati membrei conta 500 milioni di utenti: “A new European Telecom Market Authority will support the Commission and national telecoms regulators in ensuring that market rules and consumer regulation are applied consistently, independently and without protectionism”.
L'idea è quella di creare un mercato unico su tutto il territorio europeo, che permetta alle aziende di creare un circolo virtuoso di concorrenza anche al di là dei confini nazionali. Il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, ha dichiarato: “From today onwards, a single market without borders for Europe's telecoms operators and consumers is no longer only a dream”.
La situazione che il provvedimento mira a sanare è la difficoltà a spostare le più grosse compagnie dalla loro posizione dominante, fatto che attualmente rende, in alcuni settori del mercato, difficile la concorrenza. Su questo argomento il commissario europeo per le Telecomunicazioni Viviane Reding ha dichiarato: “In the past, Europe has made substantial progress by opening telecoms markets to new players and by progressively ensuring more competition. However, dominant telecoms operators, often still protected by government authorities, remain in control of critical market segments, especially of the broadband market”.
Di fatto è attualmente difficile che aziende che forniscono o connettività internet o servizi mobile possano competere con i grandi attori in grado di fornire al pubblico offerte che li prevedano entrambi in bundle. Questo abbassa il livello di concorrenza e non favorisce le leggi del mercato che dovrebbero portare vantaggi agli utenti.
Il piano, che prende il nome di Telecoms Reform Package, dovrebbe risultare operativo entro la fine del 2009 e prevede diversi punti di azione, fornendo nuovi diritti, più sicurezza e più scelta ai consumatori, stabilendo nuove regole volte a semplificare i regolamenti nazionali e nuovi organismi di controllo, e, soprattutto mira al broadband access for everyone.
Attualmente solo il 72% della popolazione dispone della banda larga nelle aree rurali e la Commissione Europea punta a diminuire questo 'digital divide' con una migliore gestione delle frequenze radio, ad esempio mettendo a disposizione banda per la fornitura di connettività in quelle aree in cui risulta troppo dispendioso costruire infrastrutture basate sulla fibra ottica.
Uno degli strumenti che la riforma dovrebbe introdurre, di cui si è molto parlato in questi giorni, è la functional separation, ossia la separazione tra la fornitura di servizi di connettività internet e mobile. In questo modo, secondo l'autorità, il mercato dovrebbe risultare più accessibile da parte dei partner in grado di fornire solo l'una o l'altra funzionalità.
Ecco alcuni dei punti salienti della riforma:C'è da sperare che la riforma mantenga tutte le promesse; importante sarà il nodo della separazione funzionale tra fisso, internet e servizi mobili. Nel comunicato che vi abbiamo segnalato questo concetto trova molto spazio. Questa misura in ogni caso non sarà imposta dalla Commissione Europea agli stati membri, ma ad ogni nazione viene data la possibilità di applicarla, in base all'andamento del mercato e alla situazione particolare di quello stato. Viene riportata, come esempio positivo, l'esperienza del Regno Unito, che ha seguito questa strada ottenendo, a detta della Commissione, immportanti risultati.
- Accesso a internet a banda larga: il nuovo regolamento mira a eliminare le posizioni dominanti di alcuni operatori, anche attraverso un uso migliore dello spettro radio attualmente esistente.
- Number Portability: la riforma punta a rendere più facile il passaggio a un altro operatore, mantenendo il proprio numero, fissando in 24 ore il periodo massimo di tempo a disposizione dell'operatore telefonico per trasferire il numero al nuovo provider scelto dal consumatore.
- Trasparenza: a partire dai dati che dicono che il 34% degli europei ha difficoltà a confrontare i costi effettivi dei diversi operatori, le nuove regole obbligheranno gli operatori a fornire tutte le informazioni ai consumatori
- Accesso a numeri verdi dall'estero: attualmente per alcune categorie di numeri gratuiti questo non è possibile e questo fatto rappresenta un grosso problema per chi si trova a viaggiare per piacere e per lavoro.
- Più facile accesso alle telecomunicazioni per disabili e persone anziane, puntando anche a migliorare a il numero di emergenza europeo 112 e a fornire sempre più canali televisivi con sottotitoli, linguaggio dei segni e supporto per gli ipovedenti.
- Creazione di nuovi organi di supervisione indipendenti.
C'é da sottolineare che questo contrasta con i piani dei più grandi attori internet/mobile e andrebbe a contrastare, ad esempio, i piani di Vodafone, che con la recente acquisizione di Tele2 in Italia e Spagna punta a fare di un punto di forza della proprio offerta proprio la convergenza tra fisso, internet e mobile.
Fonte: HwUpgrade.
Ottimo esempio dei vantaggi che porta una Europa unita a tutti i suoi cittadini, in modo pratico, vantaggi che un singolo paese se solo non potrebbe avere.




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